L’attesa del Cavaliere e i timori di Letta
20 Luglio 2013
Silvio Berlusconi adesso aspetta. L’asse Letta-Alfano ha tenuto e la sceneggiata kazaka per ora è finita. Ma ieri è arrivata la gragnuola di condanne per Fede, Mora, Minetti, "Neppure a degli assassini", ha commentato il Cav. tornando ad Arcore. E all’orizzonte c’è il 30 Luglio, la sentenza sui diritti mediaset. Saranno giorni, i prossimi, di basso profilo. Probabilmente, il Cav. non partirà lancia in resta contro magistrati e partito dei giudici, complice i suggerimenti dell’avvocato Coppi. "A me piacciono le arance", pare abbia detto il Cav. a chi, ieri, si era avvicinato per salutarlo in Aula, ironizzando su una eventuale condanna che lo spedirebbe ai servizi sociali magari passando per qualche giorno in carcere. Ma il timore resta. Aggiungiamo il fatto che l’altro processo, sulla compravendita dei parlamentari, resterà a Napoli. Per cui, tornando alla politica, lo schema di ieri reggerà nei prossimi giorni. Il premier Letta che si muove in autonomia con un alleato in maggioranza, il Pdl, responsabile e basilare per la riuscita del programma dell’Esecutivo. Berlusconi intanto aspetta, ma non è tipo da farsi mettere "il tagliando".
