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L’attesa è finita. Mercoledì faccia a faccia Patto-Governo

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Riforme. E crescita. Sono queste le due direttrici principali sulla quali si dovrà muovere l’azione del governo regionale nei prossimi mesi. Lo sa il presidente della Regione, Gianni Chiodi e lo sa la maggioranza. “Il momento è difficile e bisogna accelerare con le riforme” ha spiegato Chiodi che in questi giorni è al lavoro in vista dell’incontro, sempre più vicino, nella capitale.

Il conto alla rovescia è infatti partito: mercoledì alle 16.30 in punto si aprirà il confronto a Palazzo Chigi. Da un lato il Patto per l’Abruzzo, dall’altro il Governo nazionale. Da un lato i 22 rappresentanti del Patto guidati dal presidente Chiodi dall’altro il sottosegretario Gianni Letta in veste di capodelegazione insieme ai ministri Raffaele Fitto, Altero Matteoli, Paolo Romani, Ferruccio Fazio, Maurizio Sacconi.

 

I nodi da sciogliere sono quattro: sblocco dei fondi Fas (612 milioni), disponibilità delle risorse dell'Intesa quadro infrastrutture (977 milioni), Masterplan (1 miliardo 800 milioni); rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Sigle e cifre dietro cui si cela la questione delle questioni, che è quella della risorse necessarie per far ripartire la locomotiva Abruzzo. E’ importante, per questo, presentarsi più che mai uniti all’incontro, lasciando nel cassetto le polemiche che hanno accompagnati questo importante strumento nei giorni scorsi e che sono arrivate, a sorpresa, proprio da Confindustria. Subito seguita dal Pd.

 

Ben diverso, invece - ed è una circostanza sulla quale riflettere –, l’atteggiamento dei sindacati. Prima l’Ugl a smarcarsi dall’atteggiamento poco costruttivo degli industriali e poi anche la Uil che con il segretario Roberto Campo, esprime un cauto ottimismo alla vigilia dell’incontro: “La preoccupazione che avevo, e che mi pare fugata da come si sta preparando l'incontro, è che si rischiasse di parlare solo del Fas regionale. Siamo tutti consapevoli che l'incontro si inserisce tra una manovra chiusa e una che si riapre. Ma forse dopo due anni di attesa stiamo riuscendo a centrare una finestra nella quale inserirci”. Non solo, Campo, esaminando i punti del Patto, guarda con soddisfazione anche al rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga: “L'intervento scade a fine anno – ricorda -. Finora in Abruzzo sono stati erogati 200 milioni (presi dai Fas nazionali), ma la situazione è ancora grave e non solo in Abruzzo”.

 

Sulla stessa linea il presidente di Confapi Abruzzo, Italo Ferrante. Che, anzi, si spinge oltre e non le manda a dire, tanto a Confindustria quanto al Pd. “Fino al 21 di settembre, ossia fino a quando non si avrà l'incontro con il governo centrale, io credo non si possa abbandonare uno strumento utile alla nostra Regione e fortemente voluto da tutti i partecipanti- sottolinea -. Di sicuro sarà utile un ripensamento da parte di Confindustria: probabilmente il loro primo obiettivo era di sollecitare, così come ha fatto il Pd, il governo, che ora ci deve dire quanti e quali fondi sono a disposizione, dopodichè saranno gestite le priorità”. Ferrante punta molto sull'incontro del 21: "Penso che la mancata convocazione dell'incontro non sia stata colpa della Regione Abruzzo perché è sotto gli occhi di tutti la difficoltà del governo centrale di risolvere, giornalmente, le problematiche economiche. La manovra finanziaria ha avuto, in poche settimane, stravolgimenti unici".

 

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