L’Aventino di Forza Italia al Senato e lo zampino di Matteo (Renzi)
13 Ottobre 2022
L’elezione del Senatore Ignazio La Russa alla carica di Presidente del Senato nonostante “l’Aventino” dei Senatori di Forza Italia (con l’eccezione del Presidente Berlusconi e della ex Presidente del Senato Castellati) offre diversi spunti di analisi differenziata. Individuare l’origine del “soccorso esterno” sostitutivo dei voti dei Senatori di Forza Italia ed integrativo di quelli della, da sola insufficiente, coalizione composta da Fratelli d’Italia e Lega risulta sostanzialmente non difficile ma impossibile.
Ciò in quanto il classico “cui prodest” copre diversi settori dell’opposizione con diversi orizzonti strategici. I voti di “soccorso rosso” potrebbero essere di provenienza 5 Stelle essendovi un interesse di Giuseppe Conte a far partire da subito il governo di centro destra per strutturarsi quale autentica opposizione di sinistra nell’immediato e, su un orizzonte più lungo, attuare lui il campo largo con il PD ridotto a junior partner unitamente ed eventualmente al terzo polo di Calenda e Renzi.
Gli stessi voti di “soccorso centrista” potrebbero essere stati coordinati da Renzi (da solo insufficiente) con un’operazione complessa coinvolgente altre rappresentanze politiche minori in un’ottica o di destabilizzazione del futuro governo di centro destra o di eventuale trasformazione del medesimo se non in un governo di unità nazionale in un governo da sostenere anche mediante appoggio esterno.
Il Presidente del Consiglio in pectore Giorgia Meloni ne esce, tutto sommato, bene. L’Aventino dei Senatori forzisti (ma che iella porta l’Aventino politico!) indebolisce indubbiamente le trattative sulla quantità e qualità della presenza di esponenti di Forza Italia nel futuro governo in quanto quanto successo al Senato rafforza la mai sopita diffidenza della Presidente Meloni nei confronti della lealtà dei forzisti.
Ne esce bene, tutto sommato, anche Salvini che incassa i ringraziamenti per la lealtà e l’abnegazione dimostrata da parte degli alleati di Fratelli d’Italia e tranquillizza la base governista della Lega sulla sua capacità di tenuta di una postura governativa e non barricadera. Tenuto conto che la lealtà dimostrata da Salvini dovrà , necessariamente, essere compensata con una presenza di quantità e qualità nella futura compagine governativa a scapito di Forza Italia. Se i fatti son questi, ed i fatti sono argomenti testardi, possono essere esaminati come fossero le impronte digitali in senso politico.
E tali impronte digitali portano, inequivocabilmente al Senatore Matteo Renzi che, in ipotesi, dimostrerebbe ancora una volta una capacità tattica e strategica da fuoriclasse. Rimane tutto da capire quanto a Forza Italia ciò sia convenuto.
Ma basterà aspettare qualche giorno.
