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Giri di valzer

Lavori in corso nel centrodestra per la nomina dei viceministri

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Lavori in corso. Non è bastato un rinvio del consiglio dei ministri e un vertice di maggioranza per consentire al centrodestra di trovare un accordo. Sul tavolo la delicata questione della nomina dei viceministri che proprio ieri il CdM avrebbe dovuto affrontare e che invece le tensioni e le divisioni interne alla maggioranza hanno consigliato di rinviare.

Da qui la decisione di un faccia a faccia tra gli alleati che ha coinvolto i capigruppo di Camera e Senato, i ministri di An, il Coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini e lo stesso ministro Calderoli. Alla presenza del premier Berlusconi. Ma anche questa riunione non ha prodotto grandi risultati, evidenziando nel centrodestra divisioni notevoli.

Un problema che il premier si trascina dalla formazione del suo esecutivo e che lo costrinse allora a soprassedere dal nominare i viceministri. Solo sottosegretari, fu questa la scelta salomonica, ma adesso complici anche le difficoltà di organizzare il complesso lavoro dei vari dicasteri è necessario mettere mano alla delicata pratica. Pratica diventata ancora più spinosa per le pretese della Lega che vorrebbe un viceministro agli Affari regionali, in modo da affiancare il forzista Raffaele Fitto. La spiegazione che circola dalle parti del Carroccio è che quello è un ministero chiave in vista di una riforma in senso federale del Paese e quindi la Lega non vorrebbe lasciarla nelle mani dell’ex governatore pugliese che inoltre proprio sulla questione federalismo fiscale avrebbe espresso più volte il suo scetticismo.

A questa poi si aggiungerebbe un’altra pretesa e cioé quella di non nominare alcun viceministro agli Interni dove invece An vedrebbe bene Alfredo Mantovano in quel ruolo. Prospettiva che non piace assolutamente ai leghisti che proprio sulle tematiche riguardanti il ministero degli Interni non vogliono alcuna interferenza.

Discorsi che agli altri partners della coalizione non piacciono assolutamente, in primis An che proprio al momento della spartizione dei posti di sottogoverno dovette fare molti sacrifici. Sacrifici che adesso vorrebbe trasformare in benefici. In questa delicata partita c’è poi anche la posizione dello stesso Berlusconi che non ha intenzione di recedere dal suo obiettivo di rinfoltire la squadra di governo e soprattutto di concedere più di tanto alla Lega che già ha ottenuto molto.

Stallo quindi che spiega il rinvio del CdM ma anche il risultato modesto del vertice dove come raccontano alcuni “l’intesa non è ancora chiusa del tutto” anche se non si dispera di raggiungerla nelle prossime ore in modo da rendere “immediatamente operativo” il CdM che tornerà a riunirsi la settimana prossima.

Sul fronte dei “papabili” i nomi che circolano sono quelli di Roberto Castelli, Paolo Romani, Adolfo Urso e Ferruccio Fazio. In effetti nei primi tre casi si tratterebbe di “promozioni” già messe in cantiere qualche settimana fa. Unica eccezione l’aennino Urso che la spunterebbe su Alfredo Mantovano.

Ma al vertice di ieri si è iniziato anche a delineare il  percorso verso il Popolo delle libertà. Da An sarebbe giunta l’assicurazione che entro fine febbraio il partito di via della Scrofa si scioglierà. A sua volta contestualmente, o molto ravvicinato, dovrebbe giungere il rompete le righe di Fi, anche se su questo punto gli azzurri hanno mostrato maggiore cautela. Più certo è che il vertice avrebbe dato avvio alla creazione di alcuni tavoli di lavoro, fra i quali una commissione Statuto.

Le ipotesi allo studio sono quelle di celebrare un’assemblea costituente che darà ufficialmente il via alla nuova avventura, dopo però aver svolto i congressi locali, da quelli provinciali a quelli regionali che probabilmente serviranno alla nomina dei vari delegati. Un percorso comunque ancora lungo che probabilmente dovrebbe completarsi verso il 2010, dopo le Europee del 2009 dove An e Fi si presenteranno in un’unica lista unica.

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