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Verso il voto

Lazio, Stefano Parisi ai cattolici: “Sì a vita e obiezione di coscienza”

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“Difendo e difenderò l’obiezione di coscienza del personale medico e sanitario”. Parola di Stefano Parisi, candidato governatore della Regione Lazio per il centrodestra, che ha risposto così all’appello lanciato dal Centro Studi Livatino riguardo al rispetto effettivo dell’istituto dell’obiezione di coscienza in base a quanto previsto dall’articolo 9 della legge n. 194/1978. Appello che il centro studi aveva rivolto anche al candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti e alla candidata M5S Roberta Lombardi senza però ricevere risposta alcuna (almeno fino ad ora).

E, per la verità, soprattutto su Zingaretti non c’è da stupirsi. Ricordate? L’attuale presidente della Regione Lazio volle un concorso riservato solo ai medici ginecologi abortisti anche se in Regione non c'erano criticità per praticare le interruzioni di gravidanza. “Il concorso del servizio sanitario regionale per l’assunzione di ginecologi non obiettori è contrastante con i principi costituzionali e con lo stesso dettato della legge 194 perché discrimina i medici e prefigura a priori l’orientamento all’aborto” dichiara Parisi secondo cui questo provvedimento “è l'emblema dell'asservimento all'ideologia della sinistra e al tentativo di rincorrere i voti delle frange estreme”.  

Non solo. L’impegno assunto dal candidato del centrodestra riguarda anche il riconoscimento dell’obiezione di coscienza per il medico che sia chiamato ad atti nella sostanza eutanasici, in base a quanto previsto in materia di Disposizioni Anticipate di Trattamento, e della necessità di una maggiore e concreta prevenzione dell’aborto, unito all'affiancamento della gestante in difficoltà. “La legge 194/78 sulla interruzione volontaria di gravidanza deve essere attuata in base al principio del favor vitae che in essa è esplicitamente codificato” ricorda Parisi.

Insomma, la posizione assunta è chiara: a favore della vita e dell’obiezione di coscienza. Aspetti sui quali il Pd e Zingaretti hanno dimostrato di non essere tanto affidabili. Questo conferma che il centrodestra, pur essendo uno schieramento composito, anche nel Lazio può essere un punto di riferimento per i cattolici e per la difesa dei valori non negoziabili. A maggior ragione se, come riferiscono rumors elettorali (in parte suffragati dagli ultimi sondaggi pubblicati prima del “grande silenzio”), arrivano conferme sulla rimonta di Parisi che, a questo punto, potrebbe giocarsela fino all’ultimo voto con Zingaretti.  

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