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l'Occidentale Puglia

Le amministrative sono una sfida e un’opportunità per il centrodestra

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Apparentemente la tornata elettorale del 15 e 16 maggio prossimo sembrerebbe avere, in Puglia, meno importanza rispetto ad altre Regioni d’Italia, dove i cittadini chiamati alle urne sono un numero maggiore e dove la partita si gioca in città importanti come Napoli o Milano. In realtà non è così, perché per il centrodestra pugliese le amministrative rappresentano un’occasione e una sfida che non può comunque lasciarsi sfuggire.

Da un lato è l’occasione per far conoscere ai cittadini quanto è stato fatto dal governo nazionale e per mettere in campo le proposte del centrodestra anche al livello locale, dall’altro la sfida consiste nel liberare alcune importanti città dall’inefficienza amministrativa della sinistra, che così come sta dimostrando alla Regione Puglia è solo in grado di litigare fra le sue varie componenti facendo aumentare sempre più il deficit di bilancio, come è avvenuto nel settore della Sanità. Non a caso i due cosiddetti big della sinistra pugliese, il governatore Nichi Vendola e il sindaco di Bari Michele Emiliano a quanto pare preferiscono più giocare ai piccoli leader in giro per l’Italia che occuparsi della Puglia.

Nello specifico, alle prossime amministrative si voterà in tutte e 6 le province pugliesi. I comuni chiamati a votare, invece, sono 9 in provincia di Bari, 11 in provincia di Foggia, 3 in provincia di Brindisi, 12 in provincia di Taranto, 21 in provincia di Lecce e 5 nella provincia di Barletta-Andria-Trani.  Diciannove i comuni con più di 15mila abitanti, che potrebbero tornare alle urne il 29 e 30 maggio per il turno di ballottaggio, qualora al primo turno nessuno dei candidati sindaci riuscisse a superare, anche solo di un voto, il 50% dei consensi.

E’ inutile dire che la partita più importante si giocherà nelle 10 città in cui ha governato il centrosinistra. Il Pdl pugliese, seppure fra non poche difficoltà, alla fine è riuscito a trovare l’unità dappertutto e, salvo qualche rara occasione, si presenta al vaglio degli elettori in coalizione con i suoi storici alleati e in più di un caso allargandosi anche ad altri movimenti moderati e, a seconda della città a liste civiche cittadine.

La stessa cosa non si può dire per la sinistra, dove in più di una città sono venute fuori le forti differenze che contraddistinguono le varie anime della sinistra italiana, dimostrando ancora una volta che l'unico collante dell'opposizione è rappresentato dall'antiberlusconismo. Per non parlare, poi, dei partiti del Terzo polo. Anche loro in più di occasione si presentano divisi, con Fli che ha come sua massima aspirazione non certo quella di vincere le elezioni, ma di mettere i bastoni tra le ruote al Pdl.

Comunque vada, un dato interessante è che questa tornata elettorale subirà i tagli alla politica previsti dalla finanziaria 2010 varata dal governo Berlusconi. Per la priva volta ci troveremo di fronte ad un ridimensionamento dei costi della politica. Solo in Puglia, in questa tornata elettorale ci saranno 250 consiglieri comunali in meno da eleggere. Si va dagli 8 in meno di Barletta, che ne aveva 40, ai 4 in meno di comuni come Spinazzola, che avendo meno di 10mila abitanti scenderà da 16 a 12 consiglieri comunali. A tutto questo poi bisognerà il taglio del 20% degli assessori. Un ridimensionamento non da poco e che rappresenta un segnale importante per ripartire all'insegna della lotta allo spreco e dell'efficienza amministrativa.

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