Le carceri esplodono e Napolitano chiede un cambiamento. “Imperativo morale”
09 Ottobre 2013
di Ronin
Ieri il messaggio di Napolitano alle Camere. Depenalizzazione, amnistia, indulto. I grillini strepitano ma la realtà è che in Italia ci sono oltre 64.000 detenuti per 47.000 posti nelle carceri (dati del 2011). Il Presidente ha detto: "cambiare una situazione del genere è un imperativo giuridico, politico e morale". "Le istituzioni non devono scivolare nell’indifferenza convivendo con una realtà di degrado civile e sofferenza umana".
Uno strano Paese, dove fino a un decennio fa esisteva ancora il reato di turpiloquio, dove parola "depenalizzazione", "decisiva", secondo Napolitano, viene strattonata tanto da renderla inservibile: se si parla di depenalizzare il possesso di sostanze stupefacenti, apriti cielo, la destra si sente oltraggiata dalla minaccia di rimettere per strada un esercito di delinquenti (in California il repubblicano delle larghe intese, Schwarzenegger, l’ha fatto); se invece la proposta è depenalizzare reati come l’evasione tributaria, la sinistra e i grilli saltano indemoniati sulle barricate per impedire il nuovo grande favore fatto ad "Al Capone". Su temi come l’igiene alimentare, il codice di navigazione o la circolazione stradale si litiga meno, ma appartengono al penale anche quelli.
Il fatto è che se la sora Cecioni vuol provare il brivido delle castrazioni chimiche in tv non è che il parlamento deve per forza seguirla e accontentarla… E del resto nella gloriosa epopea del 41 bis si narra di luci accese tutta la notte, per far sentire la carezza riabilitatrice dello Stato. Risorse finanziarie per migliorare la situazione nelle carceri? Soldi buttati. L’aministia o l’indulto? Leggi ad personam.
Hanno battuto le mani convinti ai pontefici venuti a chiedere un segnale del parlamento (del resto le hanno battute anche a Napolitano quando ha salvato capra e cavoli), si emozionano quando parla Papa Francesco, ma poi il perdono cattolico viene esercitato alla cieca: tra il dire e il fare c’è di mezzo la furia punitiva delle nuove tribù che ignorano Beccaria (chi era costui? di certo un carneade) e felici di ripiombare in un mondo pre-hobbesiano.
Napolitano ha detto ai tarantolati ve ne fregate del Paese. "Sottopongo all’attenzione del Parlamento l’inderogabile necessità di porre fine ad uno stato di cose che ci rende corresponsabili delle violazione contestate all’Italia dalla Corte di Strasburgo". "Esse si configurano come un’inammissibile allontanamento dai principi e dall’ordinamento si cui si basa l’integrazione europea".
"L’Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti". Ma chi la vuole più l’Europa? Usciamo dall’euro, torniamo a Quota 90, teniamoci le carceri piene e i frequenti suicidi (tra sorvegliati e sorveglianti). Vedrete, lasceremo di nuovo le porte di casa aperte come una volta. Marcisse la marmaglia e liberiamoci una buona volta del Cav.
