Home News Le dimissioni di Cialente sono un problema per il Pd ma anche per L’Aquila

l'Occidentale Abruzzo

Le dimissioni di Cialente sono un problema per il Pd ma anche per L’Aquila

1
8

Alla fine non ce l’ha fatta più e ha gettato la spugna. Lo aveva preannunciato in tutti i modi e ieri, di fronte all’ennesimo teatrino messo in scena dalla sua maggioranza (Pd) in Consiglio Comunale, l’ormai ex sindaco dell’Aquila è sbottato. Banchi semivuoti, troppa superficialità. Eppure stiamo parlando della città dell’Aquila. All’ordine del giorno di  ieri non c’era una questione di vitale importanza. Ma il vaso doveva essere ormai colmo. E quando su un punto la maggioranza non raggiunge il numero legale, Ii sindaco è ormai già furioso. Una scena già vista tante volte. Ma stavolta l’aria è un po’ diversa. Stavolta, infatti, le dimissioni di Massimo Cialente sono vere. E soprattutto irrevocabili. Se così stanno le cose, saluti e baci a tutti.

Ci sono ancora venti giorni: il tempo che il primo cittadino dimissionario in teoria ha per ripensarci. Ma a questo punto la cosa auspicabile è che il ministro Maroni inserisca anche L'Aquila tra i Comuni che a maggio eleggeranno i nuovi sindaci. Lo dice Cialente stesso: "Prendo atto delle difficoltà di questa maggioranza. Chiamerò il ministro degli Interni Roberto Maroni per capire se, in caso di mie dimissioni, si possa andare al voto già il prossimo 15 maggio. Un anno di commissariamento è impossibile. Siamo senza bilancio. L'anno scorso fino ad agosto ho dovuto governare in dodicesimi prendendomi i vituperi degli aquilani a cui non potevo comprare neanche un sacchetto di catrame. C'è una situazione allucinante sulla ricostruzione pesante, sulla quale si è voluto giocare. Io ce l'ho messa tutta. Mi sono fatto carico anche di quello che non mi spettava. Prendo atto che non c'è più una maggioranza né un consiglio che abbia voglia di andare avanti".

Una sconfitta che brucia quella del sindaco dell’Aquila, perché è il fallimento di un’intera classe politica, il Pd, chiamata ad un compito importante, quello di amministrare l’Aquila all’indomani del terremoto. “Pseudomaggioranza”, l’ha definita Cialente, che non ha prodotto nulla di concreto. Forse troppo impegnata a sparare a zero contro il Governo, che invece si è impegnato a fare qualcosa per il capoluogo abruzzese. Ma collaborare è stato impossibile. Solo critiche, solo polemiche che evidentemente hanno fatto perdere completamente di vista le priorità, le funzioni e i ruoli che spettano ad un’amministrazione. I cittadini chiedevano risposte, che non sono arrivate. Ma prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. La solitudine politica del primo cittadino dell’Aquila si era fatta insostenibile, così come l’irresponsabilità della sua maggioranza di Centrosinistra. "Sono preoccupato – non si stanca di ripetere ora Cialente -. Ci sono i lavoratori delle aziende che stiamo cercando di salvare disperatamente e i cittadini, che vivono uno stato di confusione enorme tirati dentro in polemiche strumentali per i grandi affari che si devono fare in questa città. Chi non ha capito questo non ha reso un servizio alla città. In consiglio ci sono persone a cui non chiedo di avere esperienza per capire queste cose, anche se essere consigliere di una capoluogo non è lo stesso di esserlo in un piccolo centro. La storia giudicherà".

Dal mondo politico abruzzese arrivano commenti preoccupati. Da un lato, infatti, nessuno nega solidarietà all’ex sindaco dell’Aquila. Dall’altra, però, c’è apprensione per il futuro della città, che di certo non può permettersi di essere commissariata. Lo afferma il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone: anche per lui a questo punto c’è da augurarsi che dal governo nazionale  arrivi il decreto che consentirà di andare alle urne il 15 maggio. “In questo modo – spiega Piccone – non solo si eviterà di far cadere L’Aquila in una situazione di ulteriore incertezza che non può permettersi, ma si aprirà la possibilità, con le elezioni, di dare finalmente ai cittadini un’amministrazione solida e responsabile”. Piccone esprime tutta la sua personale solidarietà a Massimo Cialente, ma non manca di sottolineare come il Pd in questi anni difficili abbia dato una pessima prova di sé: “Sorge il dubbio – ironizza infatti il coordinatore regionale del Pdl – che il Centrosinistra a forza di concentrarsi nella lotta all’avversario, abbia perso di vista sé stesso. L’Aquila è solo un esempio, ma ci sono altre amministrazioni locali governate dal Pd in forte crisi, come Lanciano e Francavilla”. E di “degna conclusione” ha parlato il consigliere regionale dell’Aquila Luca Ricciuti, per il quale l’epilogo della vicenda Cialente non è altro che “una tragedia annunciata”.

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. I soliti politici.
    Ai “soliti politici” dell’Aquila o di una altra citta’ italiana qualche domanda piccola piccola:” perche’ vi comportate cosi’ beceramente? perche’ pensate solo e sempre all’orticello di casa vostra e/o del vostro partito? perche’ non rispondete “moralmente” all’onore che i vostri concittadini vi hanno fatto eleggendovi?”. Nessuno vi obbliga a fare politica quindi e’ facile capire cosa vorrei dire ma non posso perche’ sono una persona educata. Alvaro.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here