Le mille facce della ricostruzione portano tutte ad un’unica verità

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Le mille facce della ricostruzione portano tutte ad un’unica verità

Le mille facce della ricostruzione portano tutte ad un’unica verità

13 Luglio 2011

di V. F.

La zona franca urbana per l’Aquila? E’ in fase di conclusione. Perché prima era stata istituita con una dotazione di 45 milioni, poi salvata dalla cancellazione della manovra dell’anno scorso, e, infine, raddoppiata della dotazione da 45 a 90 milioni. E a tal proposito, il Governo sta predisponendo le risposte alle osservazioni formulate dalla Ue, anche perché la situazione economica dell’Aquila non è peggiore di altre aree dei paesi ex comunisti entrati nell’Unione. Ad annunciarlo il presidente della Regione Abruzzo e Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

Ieri per lui e per tutta la squadra che lo sta affiancando nella gestione della ricostruzione – la Sge ovvero la Struttura per la gestione dell’emergenza -, è stata una giornata importante. E’ infatti intervenuto in Consiglio Comunale, a L’Aquila, per rispondere una volta per tutte alle tante domande, in realtà sempre le stesse, che gli vengono rivolte a cadenza regolare. E ha snocciolato dati, ha respinto accuse e ha chiarito tutti i dubbi: sulla zona franca, innanzitutto. E poi sul bilancio, sui ritardi, sui rapporti con il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sulla sicurezza antisismica. Per spiegare che una ricostruzione, per essere buona, “ha bisogno di una seria politica di sinergia tra tutti i soggetti chiamati a realizzarla. Non si cerchi di personalizzarla scaricando le responsabilità”. Del resto, la sfida è complessa e per affrontarla è necessaria grande umiltà. “E’ un compito da far tremare i polsi, per questo serve uno sforzo comune”. E infatti a fianco a lui ci sono tutti: il suo vice Antonio Cicchetti, il coordinatore della Struttura tecnica di missione Gaetano Fontana, il provveditore interregionale alle Opere pubbliche per Lazio, Abruzzo e Sardegna, Donato Carlea, il provveditore aggiunto Giancarlo Santariga.

Sono tanti, dunque, i punti affrontati da Chiodi, che parte dai rapporti con il Governo rispondendo alle domande sul ruolo del sottosegretario Gianni Letta: “un ruolo attivo e funzionale, quanto di meglio potesse essere messo a disposizione dal Governo”. Poi la nota dolente: i suoi rapporti con il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. Certo, qualche forzatura mediatica c’è stata e forse anche qualche polemica di troppo, perché nella sostanza “si tratta di un rapporto tra due persone che hanno compiti istituzionali sia pure diversi in cui, può capitare che l’uno esprima giudizi anche critici sull’operato dell’altro. Non per questo bisogna ricercare a tutti i costi uno scontro armato che non esiste”

Poi il nodo ritardi. E a questo proposito Chiodi non ha potuto fare a meno di mettere sul tavolo il ritardo con cui proprio gli enti locali stanno procedendo alla ripianificazione del territorio colpito dal sisma. Però è arriva anche una rassicurazione: “a breve si partirà con le ‘E’ e con la sfida formidabile dei centri storici”. Poi ancora una serie di dati sui finanziamenti per tracciare un bilancio su quello che è stato fatto: la ricostruzione di 83 scuole, la ripresa tempestiva dell’anno scolastico per 17mila studenti e un programma di assistenza senza precedenti a più di 50mila persone. Anche per l’Università si è fatto il possibile, evitando che morisse e mantenendo 23mila iscritti. Infine, la messa in sicurezza di 1000 palazzi e chiese di cui il 90% delle strutture vincolate o di pregio, nel centro storico dell’Aquila; l’apertura di 17mila cantieri nel cratere; la sistemazione dell’ospedale con nuove sale operatorie, un nuovo pronto soccorso pediatrico e un centro di odontoiatria per disabili. E soprattutto è stata terminata la ricostruzione leggera. Senza dimenticare il mondo produttivo: le prime misure poste in essere, hanno riguardato gli indennizzi ai danni per le imprese, compresi gli indennizzi per i mancati profitti, per complessivi 87 milioni di euro, tra fondi europei gestiti dalla Regione Abruzzo e risorse messe a diposizione attraverso la dotazione del terremoto. Per sostenere la ripresa economica nei territori colpiti dal sisma è previsto uno stanziamento di oltre 170 milioni di euro.

E si arriva così alle conclusioni. “Innanzitutto – ha confermato Chiodi – come dimostrato da recenti studi (l’ultimo quello del CRESA) il problema dell’economia aquilana era già drammaticamente presente prima del 6 aprile 2009. Il terremoto ha acuito la tendenza. Per questo la ricostruzione deve rappresentare un’opportunità. Dobbiamo trasformare questa città in una realtà con un forte dinamismo economico affinché resti il capoluogo di regione non solo per riconoscimento burocratico ma per la capacità di attrarre investimenti sul territorio. Perché la ricostruzione sia percepibile – ha aggiunto – dovranno arrivare la zona franca e i cantieri per il centro ma è stato fatto un lavoro enorme fino ad oggi su tutta la parte normativa e sulla progettazione. E’ una sfida difficile alla quale dobbiamo rispondere con coesione, abbandonando ogni strumentalizzazione di carattere politico, chiamando tutte le forze imprenditoriali, professionali, i cittadini e le parti politiche di ogni colore: io – è stata perciò la sua conclusione – sono disponibile a raccogliere l’invito ed ad agire con spirito di collaborazione".