Le misure anticrisi del Cav.: bilancio in pareggio al 2013 e modifiche alla Carta

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Le misure anticrisi del Cav.: bilancio in pareggio al 2013 e modifiche alla Carta

Le misure anticrisi del Cav.: bilancio in pareggio al 2013 e modifiche alla Carta

10 Agosto 2011

E’ una corsa contro il tempo quella che l’Italia deve fare per varare le misure anticrisi richieste dalla Banca centrale europea. Oggi pomeriggio, mentre le borse europee chiudevano con un crollo che ha mandato 174 miliardi di capitalizzazione in fumo e, a Piazza Affari, l’indice Ftse Mib precipitava a meno 6,65%, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha presieduto l’incontro tra governo e parti sociali a Palazzo Chigi.

Dunque, stando a quanto è emerso, il 18 agosto sarà convocato un Consiglio dei ministri per approvare un decreto legge e tamponare la crisi. Le intenzioni dell’esecutivo sono di anticipare il pareggio di bilancio al 2013 e inserire l’equilibrio dei conti nella Costituzione. Per quanto riguarda la prima questione il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha detto che occorre rivedere la manovra da 48 miliardi approvata in luglio: i nuovi obiettivi di deficit/Pil diventano 3,8% per il 2011 (da 3,9%), 1,5-1,7% per il 2012 (da 2,7%); per la seconda, Berlusconi ha annunciato di essere già a lavoro per modificare gli articoli 41 e 81 della Costituzione (quello sulla libera iniziativa economica e quello che disciplina le regole del bilancio).

Nel corso dell’incontro sono state presentate alle parti sociali le iniziative previste dal Piano di azione per l’occupazione dei giovani. Il Piano, promosso dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, può contare, per il 2011, su un finanziamento complessivo di oltre un miliardo di euro.

Al vertice, oltre a quasi tutti i componenti del governo, erano presenti i leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che, concluso il vertice, ha ribadito l’urgenza di lavorare “su crescita, liberalizzazioni e privatizzazioni”. “Oltre alle misure – ha detto – vogliamo vedere anche tagli alla spesa pubblica e i provvedimenti sulla tracciabilità dei contanti, per rafforzare la lotta contro l’evasione fiscale”. Ha poi aggiunto di considerare giusto che “chi ha di più possa dare un po’ di più”, escludendo però l’ipotesi di una tassa patrimoniale.

Per i sindacati l’incontro si è rivelato del tutto insoddisfacente: il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha affermato che “l’incontro non è stato all’altezza dei problemi” e ha aggiunto che se la manovra non ristabilirà il principio dell’equità i sindacati si mobiliteranno per cambiarla. La Camusso aveva già espresso disappunto sulla possibilità di intervenire sulle pensioni, sulla sanità e sull’assistenza, preferendo invece una riduzione dei costi della politica e una tassazione sui grandi patrimoni.

Su tutte queste misure e anche sulla cosiddetta “patrimoniale”, in merito alla quale Berlusconi che  aveva già pronunciato un secco rifiuto (“piuttosto mi dimetto”, dichiarazione che ha incontrato la sintonia della Lega), si è discusso in un altro vertice, quello tra il segretario del Pdl Angelino Alfano con lo stato maggiore del partito. La riunione è stata convocata per fare il punto sulle misure anticrisi in vista dell’audizione che, domani, il ministro Tremonti terrà alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Per ora non sono trapelate indiscrezioni. Il professore di Sondrio ha lasciato la sede del partito senza dichiarare nulla alla stampa ma il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, ha garantito che tra il Pdl e il ministro dell’Economia c’è “unità assoluta”.