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Cos'è la speculazione

Le origini del caro-greggio vanno ricercate nel nostro sistema finanziario

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In tutta Europa è emergenza prezzi. Nell’area UE governi e cittadini soffrono i rincari di materie prime e dei carburanti. Per quanto riguarda le prime, gli aumenti sono da attribuire alle economie emergenti che ne hanno alzato vertiginosamente i consumi. Per i secondi si tende invece a ipotizzare un concorso tra le economie emergenti e i produttori.

Purtroppo, però, il problema non è così semplice: se è vero che la Cina  divora più risorse, non basta che i signori del petrolio producano di più e aumentino l’offerta.

Infatti le ragioni degli aumenti “stellari” del greggio devono essere ricercate proprio in casa nostra. Ovvero sulle principali borse occidentali.

Trichet annunciando ai mercati la decisione di aumentare i tassi di riferimento di 25 punti base, ha affermato che non sussiste un rialzo legato ai fondamentali del mercato. Si verificano invece cospicui movimenti speculativi. In particolare banche d’affari e fondi, con le loro operazioni sui futures legati alle materie prime, determinano lo scandaloso aumento dei prezzi delle c.d. commodities (elementi non finanziari).

Vediamo in che modo. Giganti della gestione del risparmio come i fondi pensioni di Governi e Stati, Banche d’Affari e Fondi Sovrani collocano larga parte del proprio portafolio sui futures legati alle commodities. In particolare spalmano il proprio contante sui futures delle 25 commodities considerate maggiormente appetibili dagli indici come Standars&Poors, Goldman Sachs Commodity Index e Dow Jones – AIG Commodity Index.

Tale fenomeno trae origine dalla crisi dei mercati nel biennio 2000 – 2002. Quando questi investitori c.d. istituzionali, patendo la flessione dei listini, hanno rivolto la propria attenzione al mercato dei futures sulle commodities, molto più sicuro e profittevole. Prima di allora non avevano mai considerato di investire massicciamente su questo segmento. Di fatto gli investitori istituzionali hanno iniziato ad acquistare e mantenere in portafoglio i futures su commodities nel modo in cui in precedenza compravano e mantenevano pacchetti azionari e obbligazioni.

All’inizio del 2003, i futures sulle 25 commodities a listino ammontavano a 13 miliari di dollari, mentre a marzo 2008 sono giunti a 260 miliardi di dollari. Nello stesso periodo il prezzo reale delle medesime 25 commodities è cresciuto in media del 183%.

La domanda dei futures da parte degli investitori istituzionali è radicalmente differente dalla domanda degli altri investitori tradizionali. Ovvero i primi acquistano futures per allocare il proprio cash in funzione della propria disponibilità in portafoglio, senza considerare il prezzo del future in quel momento, destabilizzando di fatto, i flussi di domanda/offerta. Anzi, più il prezzo del future lievita, maggiore è la domanda da parte degli investitori istituzionali.

Comprano e accumulano in massa  risorse scarse per realizzare uno spread più elevato possibile. Al contrario, gli investitori tradizionali, acquistano future solamente per “coprirsi” dai rincari delle materie prime.

Gli investitori istituzionali determinano una drastica contrazione della quantità di future disponibili sul mercato. E, non rivendendoli, drenano la liquidità del mercato, spingendo verso l’alto il prezzo delle comodities.

Diversamente i conti non tornerebbero. Negli ultimi 5 anni la Cina ha aumentato il suo fabbisogno di 920 milioni di barili. Nello stesso periodo gli investitori istituzionali hanno richiesto future sul petrolio per 848 milioni di barili. Appare dunque che la crescita della domanda cinese corrisponda quasi a quella degli investitori istituzionali. 

La speculazione non si limita all’ambito del petrolio. Una recente audizione davanti alla Homeland Security Commission del Senato USA (da parte di Michael W. Masters, Managing Member del fondo Masters Capital Management, LLC) indica che gli investitori istituzionali hanno accumulato un numero di future sul grano sufficiente a soddisfare l’intera produzione di etanolo di un anno degli USA.

Di conseguenza, chi opera spregiudicatamente sui mercati falsando di fatto i prezzi delle commodities infrange le disposizioni comunitarie in materia di concorrenza. Per questa  ragione il Ministro Tremonti, all’ultimo ECOFIN ha richiesto l’applicazione dell’art. 81 del Trattato Cee. Tale norma scoraggia tutte le pratiche che falsano la concorrenza. Considerando quindi le speculazioni dei future come alterazione dei prezzi, è lecito invocare tale misura per fermare l’escalation in atto. Consolidata giurisprudenza, permette di invocare le norme del trattato pure per i soggetti esteri. È pertanto possibile estendere misure restrittive pure per gli investitori istituzionali americani. 

Alla proposta Italiana ha fatto eco il portavoce del Commissario alla Concorrenza Neelie Kroes. Ha affermato che “il trattato prevede che l’art. 81 si possa utilizzare contro tutte le forme di collusione”. Quindi appurando intenti collusivi da parte dei soggetti che incidano sul prezzo dei future, sarebbe lecito disporre di azioni restrittive.

La crisi che come un uragano investe le economie occidentali, trae origine dall’interno del nostro sistema. Non si tratta solo di un fenomeno di passaggio. Per quanto la Cina consumi più risorse, ci inondi di merci low cost che affossano il nostro sistema produttivo, dobbiamo scrutare a fondo il nostro sistema economico-finanziario.

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2 COMMENTS

  1. Caro carburanti
    Il caro carburante sta frustrando tutti,però ci
    sono sempre dei beoti insipienti,che affetti dalla
    sindrome del fuochista,continuano a tenere acceso
    il motore per decine di minuti, anche mezz’ore,a
    vuoto,senza nessun motivo,se non quello di rovinare anche il motore,perchè al minimo non viene lubrifi-
    cato bene.Ho visto macchinoni tipo Suv,col motore
    acceso,senza nessuno a bordo,mentre il proprietario
    incurante anche di eventuale furto,se ne stava beato
    a fare le spese al supermercaro,o al bar a farsi 4
    chiacchere.Magari sono gli stessi che poi,presi dal
    raptus dell’economia,viaggiano ad anabbaglianti
    spenti,anche se la visibilità è scarsa tipo nebbia,
    acquazzoni violenti ecc.Defecatio mundi!Rudy.

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