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I vantaggi della nuova legge

Le Pmi associate in “Reti” faranno ripartire l’economia

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Sono giornate decisive per il piano di sviluppo della Piccola Media Impresa. Mentre Tremonti annuncia la nuova Banca del Sud e risana le controversie con il Premier, le banche sembrano strozzare meno il credito e ascoltare le critiche di Via XX Settembre: Monte dei Paschi di Siena stipula un'intesa con Confesercenti per un plafond di 2 miliardi di euro finalizzato a semplificare l'accesso al credito da parte delle PMI e Confindustria, insieme al Notariato, scende in campo con attività di consulenza gratuita sul territorio per identificare proposte per le PMI.

Sembra che il mondo economico, politico e territoriale si sia deciso a dare respiro a quel 94% del fatturato del nostro Paese che da mesi vive situazioni di disagio industriale per la bassa capitalizzazione e il ruolo da secondino nel nuovo affaccio all'economia reale.

Nonostante i toni tra Scajola e Tremonti in questi giorni si siano mantenuti sulla falsa riga della cordialità, il numero uno dello Sviluppo economico non ha perso tempo per informare dell'operato del Governo e i grandi passi già fatti  per promuovere lo sviluppo e l'aggregazione della PMI.

Lo scorso 9 luglio il Parlamento ha approvato la legge sullo sviluppo economico e l'internazionalizzazione delle imprese, meglio conosciuta come "legge nucleare". In previsione di una politica di Governo che sin dall'inizio ha puntato ad incentivare le PMI più sofferenti e dell'enorme potenziale presente sul territorio per creare delle Reti di Imprese, in particolare piccole e medie, il Senato ha approvato un emendamento, con il benestare del Governo,  per  ampliare il concetto di Rete di imprese ed estendere le agevolazioni amministrative, finanziarie e per la Ricerca e lo Sviluppo previste per le imprese appartenenti ai distretti industriali. Anche a quelle che, pur se poste in diverse regioni, decidessero di esercitare in comune una o più attività economiche allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato.

Inoltre con un ordine del giorno approvato al Senato, ha chiesto l'impegno del Governo a prevedere nel prossimo documento di programmazione economico e finanziaria e nella prossima legge finanziaria per il 2010 un regime di fiscalità di vantaggio per le Reti di Imprese. La Rete nasce sulla base della stipula di un contratto redatto per atto pubblico o per scrittura privata, in cui tra i vari aspetti da specificare vi sono l'individuazione dell'organo comune incaricato di eseguire il programma e di gestire le attività e l'individuazione del programma di rete, che deve essere indirizzato a migliorare il livello di innovazione e di competitività. L'organo agisce in rappresentanza delle imprese anche individuali, aderenti al contratto medesimo, nelle procedure di programmazione negoziata con le Pubbliche Amministrazioni nonchè nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia per l'accesso a credito, all'utilizzazione di strumenti a tutela dei prodotti italiani ed allo sviluppo di sistemi imprenditoriali nei processi di internazionalizzazione e di innovazione previsti dall'ordinamento.

A livello finanziario vengono stabilite norme dirette a inserire semplificazioni procedurali per l'accesso al credito delle imprese appartenenti alla rete in termini di svolgimento di cartolarizzazioni e di attenuazione del rischio. Per le Reti non sarà possibile da parte di terzi rivalersi sulle singole imprese, ma solo sul Fondo comune, così come non ci si potrà rivalere sul Fondo Comune per contenzioso nati con le singole imprese.

In ambito amministrativo, per facilitare l'accesso ai contributi, le Reti possono avviare istanze amministrative anche mediante un unico procedimento collettivo e stipulare apposite convenzioni con istituti di credito, così da garantire l'ammontare della quota dei contributi soggetti a rimborso.

In materia di Ricerca e Sviluppo il provvedimento introduce disposizioni dirette ad incentivare l'accrescimento della capacità competitiva delle Piccole e medie imprese aderenti la Rete attraverso un ampliamento di competenze dell'Agenzia per la valorizzazione e la diffusione delle tecnologie per l'innovazione.

Oramai sono tre mesi che le PMI possono sfruttare i vantaggi offerti dalla nuova legge. L'opportunità si associarsi sotto la forma di Rete sarà colta dalle imprese italiane più dinamiche, mettendo a fattore comune competenze, tecnologie, processi di lavorazione, risorse economiche e specialistiche per migliorare, speriamo, la competitività a livello nazionale e internazionale dei propri prodotti.

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