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Le prediche del prof. Sartori e l’Italia che cambia

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Il nostro Paese è caratterizzato, nella sua storia, dall’alternarsi di fasi di lento scorrere degli eventi (sino a dare l’impressione dell’immobilità) e fasi di improvvisa accelerazione, che producono forti discontinuità. La vicenda dell’unificazione è, in questo senso, emblematica: un processo in ritardo di tre secoli si è compiuto, contro ogni previsione, in due anni (sostanzialmente, dal 1859 al 1861). Lunghe persistenze, dunque, si alternano a improvvise fratture, grazie alle quali si producono nuovi scenari.

Noi oggi ci troviamo in una fase di frattura – o di ‘rupture’, come direbbero i francesi – la cui portata non è stata ancora compresa appieno. Cerchiamo allora di mettere a fuoco le principali novità.

Prima novità: il declino del Sartorium. Per quindici anni si è pensato che la strada per fare di questo Paese una democrazia "normale" fosse l’ingegneria istituzionale (sistema elettorale e assetto costituzionale). Secondo questa idea, che ha trovato la sua massima espressione negli editoriali di Giovanni Sartori sul Corriere della Sera, esiste una soluzione "tecnico-istituzionale" ai problemi politici e lo scienziato politico, come il Sieyès del Direttorio, ne conosce il "segreto". In realtà, le cose non stanno così. I sistemi elettorali e gli assetti istituzionali sono ovviamente cose importantissime: ma aiutano i processi politici, non li determinano. A determinare i processi politici è la volontà politica, come dimostra il fatto che oggi noi andiamo alle elezioni in un quadro politico semplificato non dalle regole del sistema elettorale, che è rimasto invariato, ma dalla volontà dei due principali attori del sistema. La diminuzione del numero dei partiti e la loro aggregazione, che con le regole del maggioritario era stata solo di facciata (matrimonio d’interesse prima delle elezioni, liti e separazioni in casa subito dopo), è avvenuta quando i leaders dei due maggiori partiti, con una decisione politica gravida di opportunità e di rischi, hanno deciso di assumere una vocazione maggioritaria e di sottrarsi al condizionamento dei partiti minori.

Seconda novità: scomparsa o marginalizzazione del partito socalista e di quello cattolico. Queste elezioni potrebbero certificare una novità storica per il nostro sistema politico: la scomparsa del partito socialista dalle aule parlamentari e la  presenza (minoritaria) del partito che si richiama alla tradizione democratico-cristiana in una sola camera. Non bisogna dimenticare che i primi partiti di massa del nostro Paese sono stati i socialisti e i cattolici. E’ un ciclo della storia politica italiana che si chiude. Per quanto riguarda il partito socialista, dalla fondazione sino alla svolta riformista di Craxi, è stato il portatore di uno dei più pericolosi virus della politica italiana: il massimalismo. E’ alla grande madre del socialismo massimalista che dobbiamo la nascita, nel nostro Paese, del fascismo e di quello che sarebbe divenuto il più grande partito comunista dell’Occidente. Quando si sono liberati dal massimalismo i socialisti hanno prodotto significative innovazioni, ma si sono rivelati sin troppo permeabili al realismo (se non al cinismo), con le note conseguenze in termini etici. Per quanto riguarda i cattolici, la loro presenza nella vita politica italiana, soprattutto dopo il crollo delle grandi ideologie (ossia, delle religioni secolarizzate) è tanto più indispensabile, perché il variegato mondo cattolico possiede grandi risorse in tema di valori, di spirito partecipativo, di sensibilità ai temi dell’educazione e del bene comune. Ma questa presenza passa non per un annacquamento della loro identità, bensì attraverso un suo rafforzamento. Quel che serve al nostro Paese non è quindi un’altra (e più piccola) Dc, ma un’attiva presenza dei cattolici nel dibattito pubblico e nella vita politica. Presenza che appare assai meno agevole all’interno del Pd, vista la presenza dei radicali al suo interno e le pulsioni laiciste di parte non indifferente del suo ceto intellettuale e del suo elettorato. Come in tutta Europa, la maggior parte dei cattolici si sentirà più a suo agio in un partito che si ispira al popolarismo (a patto che questa ispirazione sia autentica e non strumentale).

Terza novità: la fine del paradigma anti-. Gli italiani hanno sempre avuto problemi a gestire il "conflitto", che assume forme radicali o si tramuta in accordi poco limpidi (i cosiddetti inciuci). Di qui gli spiriti fortementi "anti-qualcosa" o "anti-qualcuno" che hanno pervaso la nostra vita democratica, prima e dopo il fascismo. Nell’Italia repubblicana il paradigma "anti-" ha trovato la sua ultima incarnazione nell’anti-berlusconismo. Con la leadership di Veltroni il Partito Democratico si è finalmente liberato di questo riflesso condizionato di ascendenza leninista (la demonizzazione dell’avversario) e ha riconosciuto legittimità all’avversario politico. Analogamente, il leader del Popolo della Libertà ha dismesso il vocabolario dell’anticomunismo. Il confronto non è più tra forze politiche che si accusano reciprocamente di essere pericolose per la democrazia, ma tra forze che, pur avversandosi sul piano politico-elettorale, si riconoscono reciproca legittimità. Si tratta di una novità di enorme rilievo: i "professionisti dell’anti-" non sono scomparsi, ma sono ormai circoscritti in ristretti recinti mediatico-politici e, soprattutto, sembrano non condizionare più la leadership del principale partito del centro-sinistra.

Quarta novità: la semplicazione del quadro politico. Alla vigilia delle elezioni di aprile il sistema politico italiano si presenta articolato in cinque formazioni, di cui due (il Pd e il Pdl) si annunciano come largamente maggioritarie (potrebbero ottenere il 70% dei voti), mentre le altre (Sinistra arcobaleno, Centro di ispirazione cristiana e Destra) sono ciò che resta di grandi tradizioni politiche del passato. Questa scomposizione, scomposizione e riaggregazione del sistema politico è avvenuta per volontà dei principali leaders. Sta ai due partiti principali consolidarlo: se sapranno realizzare quel mix efficacia, realismo e ispirazione ideale che rende credibile una forza politica, prosciugheranno in gran parte il ‘terreno’ sul quale si riproducono ancora le piante di antico seme. Le riforme del sistema elettorale e istituzionale e dei regolamenti parlamentari potranno aiutare questo processo, ma soltanto se esso sarà già in atto per volontà politico e, soprattutto, se gli elettori lo premieranno. La democrazia matura sta prima nei costumi politici e soltanto infine nelle leggi e nei regolamenti. Pretendere di fare il percorso inverso è una tipica illusione da intellettuali.

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5 COMMENTS

  1. Quello che pensa o dice di
    Quello che pensa o dice di pensare Veltroni è molto diverso da quello che pensano la gran parte dei suoi militanti.E il Pd rimane il partito di tutti i poteri e gli interessi che sono in antitesi con uno sviluppo liberale dell’Italia.

  2. Spero che Walter non incanti. In caso contrario…
    Avremmo potuto essere partecipi di una svolta storica reale se non avessimo avuto un funzionario di partito come Veltroni che fino agli anni scorsi si comportava da leninista. La verità è che la frequentazione di Obama e dei suoi guru “amerikani” l’hanno convinto a fare una svolta politica di 180 gradi, ma si è capito che è una svolta di facciata. Penso che (come sostiene Vittorio), non tutti i sinistri lo seguiranno: a meno che non siano degli opportunisti “coglioni”. Questo lo capiremo il 15 aprile…!

  3. SEMIALTERNO un sist. elett. per super l’autoreferenzialità-CASTA
    SEMIALTERNO il sistema elettorale insito nelle cose per non rischiare anche in Italia di cadere dalla padella alla brace e/o ritrovarsi confezionati da una repubblica delle banane a quelle delle Putin! Or giunti nel terzo millennio, all’Italia non abbisogna di alcun nuovo riciclato partito ma semplicemente un nuovo spartito per esercitare una democrazia matura piena e partecipata! Pertanto l’Italia serve semplicemente che vengono definitivamente… messe a sistema le risapute e più volte testate obsolete parzialità riscontrate negli attuali meccanismi elettorali dal Mattarellum al Porecellum per definitivamente metterli a sistema articolandoli rendendo “per sempre” completo nella sua interezza lo stesso Sistema Paese. Solo così si potrà trasformare l’insieme un vero organico completo, radioso, virtuoso e competitivo strutturato Sistema/Paese rendendosi dinamico, efficace ed efficiente e capace di affrontare in modo competitivo e pertinente le prossimità che una sempre più cangiante complessa e liquida glocale realtà inesorabilmente presenta (Baumann)! Pertanto, oltre a quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO promuove per completare correttamente l’italico mosaico elettoral-istituzionale servono inderogabilmente acquisire degli altrettanto sostanziali basilari adeguamenti – aggiornamenti rappresentati da: • un monocameralismo e non mantenendo un sì ridondante bicameralismo “perfetto” bensì • trasformando il senato in funzione federale; • riducendo comunque, il numero dei parlamentari; • revisionando i regolamenti parlamentari; • e per completare e meglio innestare il tutto coerentemente serve acquisire un sistema elettorale completo quanto il SEMIALTERNO propugna per rendere organico il tutto in un dinamismo autocorrettivo con l’insieme e rendersi complessivamente efficiente e competitivi. Tutto questo si rende necessario per rendere operativa ed ingenerare autentica competitività in un effettivo clima a chiare e virtuosa concorrenza a tutto tondo verticalmente ed orizzontalmente; elemento “sine qua non” indispensabile a mantenere continuativa efficienza (A. Smith) propedeutico ad ingenerare quel automatico strutturale competitivo processo autocorrettivo che ogni sistema di qualità totale oggigiorno, deve inesorabilmente enucleare ,per poter risultare competitivo nel compendio mondiale! Giacché appunto, nel terzo millennio la realtà reclama in ogni dove l’acquisizione di più pertinenti modalità quanto i sistemi di qualità globale pretendono ed attestano, in altrettanto modo viene preteso per ciò che riguarda per la determinazione delle rappresentanze politiche palesando nuovi e più confacenti meccanismi elettorali quanto il SEMIALTERNO propugna. Pertanto questi meccanismi devono essere riformulati e riformati sotto un nuova luce in una prospettiva di completezza pertanto dovranno essere per complementarietà diversamente incarreggiati! Quanto per analogia è stato acquisito in migliorante per le prestazioni dei motori grazie all’aggiunta di nuove induzioni – valvole, ecc in altrettanto modo dove accadere per il meccanismi elettorali completandoli per complementarietà come di seguito il semialterno espone: Giacché senza iniettarvi competitività mai si potrà irradiare efficienza pertanto, solo rendendo completo il ciclo del meccanismo si potrà evolvere solo organicamente articolando il meccanismo elettorale completandolo. Ovvero, incarreggiando i meccanismi elettorali su un automatismo a reciproca compensazioni si potrà ottenere intrinsecamente un sistema auto correttivo ed equilibrato a check & balance si potrà evolvere. Questo è quanto il SEMIALTERNO propugna: il sistema SEMIALTERNO “è” un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandate”(votazioni) elettorali PROPORZIONALI PURE, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia), quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una mandata elettorale (votazione) ad induzione PREMIO di MAGGIORANZA e/o MAGGIORITARIA, (ovviamente, anche qui, “la mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti saranno i collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale, quindi, non “regionalista” come si presenta or ora ritagliato il Senato! Bensì nazionale!) Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA, comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”. da cui il termine SEMIALTERNO! SEMIALTERNO il sistema elettorale più completo per realizzare ed istituire la discontinuità concorrenziale sinergica permanente per incamminarci verso un effettivo virtuoso bipolarismo aperto! E non ultimo che l’assemblea parlamentare (Camera dei Deputati e Senato oltre che numericamente dimezzati quando sarà riformata* **) in rappresentanti (elettori passivi) rispecchi perfettamente la proporzionalità dei partecipanti alla consultazione (elettorato attivo) ad ogni specifica mandata. Questo, affinché la competizione assumi un efficacia di merito e d’effetto concorrenziale volto all’implica implementazione della qualità! Pertanto, gli eletti che dovrebbero risultare ammessi all’Assemblea sarebbero in ragione della proporzionalità espressa dall’elettorato attivo indipendentemente dal verso (mandata) Proporzionale e/o Maggioritario. Dove, oltre che per ovvia qualità d’appartenenza ogni partito dovrà perfettamente rispecchiare in rappresentanti il numero dei voti effettivi ottenuti in ragione al numero dei voti validi! Quindi, ad esempio, se saranno stati al 75% i votanti per la Camera, il numero dei rappresentanti dovrà essere ridotto del -25%: Esempio di riferimento TOTALE Votanti al Riduzione Quindi Tot. con l’attuale Numero “Costituzionale” 630 75% – 25% Sarebbero 473 con l’auto vagheggiata presunta riduzione * 512 75% – 25% “ 384 con l’eventuale riduzione alla Veltroni ** 400 75% – 25% “ 300 Poiché solo istillandovi concorrenza che irradi effettiva competizione a tutto campo ed a tutto tondo a 360° X 365 gg l’anno, in modo sinergico propositivo, si potrà iniziare ad ottenere efficienza per effettivamente poter iniziare a ridurre in nostro mostruoso indebitamento pubblico… Pertanto bisognerà chiedersi il perché dell’anacronisticamente proseguire a sempre mordere le medesime ossa in continuazione sparando come mortaretti raffiche di obsolete e compassate proposte elettorali dal proporzione al maggioritario e viceversa ventilando or ora, il doppio turismo semipresidenziale alla francese! Per semplicemente portare avanti in modo pedissequo quanto già da decenni si va ripetendo nel rimescolar le stesse carte per far insorgere quel solito frastuono ed alzare sempre più con battute salaci, lo stupore, la meraviglia e/o commiserazione e, seguitare con lo stesso confuso“ambaradam” facendo confondere la frenesia per efficienza intendendo di voler cambiare tutto per poi gattopardescamente non cambiare mai niente, permettendo così sempre più facilmente alla casta detentrice del mazzo del gioco il vezzo di imperterrita riconfermarsi nel riprodurre e mantenerci “stabili ma, fermi” in modo ciclico alterno e sconnesso nelle medesime caselle di quello stesso famigerato gioco dell’oca cercando di non far intendere effettivamente quale sia la vera zavorra da eliminare! Quella che fa insorgere ed accrescere una diffusa irresponsabilità sempre più realistica bipartisan, che sta mandando alle ortiche quel poco di fiducia che gli italiani avevano riposto nella nuova politica!… In un perverso gioco che mantiene e fa aumentare lo stesso indebitamento pubblico che ci sta gravando come un’irremovibile spada di “Damocle”! Un debito, tuttora in crescita ad una media del un più 12%, che sin dal suo insorgere ha contrassegnato per le italiche genti la fine dell’era degli statisti “per estinzione” e l’inizio per autoriproduzione ormai perpetua, dei politici di casta! Casta che or ora, così decide attraverso i propri apparati di approfittare ulteriormente nel far melina, azzerando ogni possibilità di riforma elettorale in Parlamento per rimettersi all’altrettanto intermezzo, parte del gioco, rappresentato dai ritagli referendari. Quando già in questo nostro nuovo millennio prendendo spunto dal fronte della ricerca della qualità (totale, globale, ecc) per qualsivoglia sistema già su molti fronti e da molto tempo si fatti innumerevoli progressi congegnando ed introducendo dei salti di livello tali da scompaginare e rivoluzionare ogni vetusto schematizzazione di usuale riferimento sconvolgendo molti archetipi e schemi dei precedenti arcaici tradizionali modelli e/o prototipi di riferimento e, “sotto questa nuova luce” sono stati fatti palesemente “saltare”, messi in disparte le obsolescenze, poiché risultavano modelli parziali ed incompleti rispetto alle nuove esigenze che il tempo reclama… e, solo l’ambito politico sembra sempre più restarne curiosamente ancora immune respirando sempre la stessa aria fritta e rifritta!!? Pertanto non si può lasciare il mazzo ai soliti croupier “azzeccagarbugli” elettorali di un’élite di casta, l’esclusività d’arrogarsi la gestione di quel solito perverso anacronistico inconcludente meccanismo fatto di alterni sconnessi perversi cicli a ricorrenti referendum e si badi bene, anacronisticamente mantenuti solo per il verso abrogativo! Quando da decenni per un minimo di “CHECK & BALANCE” criterio, viene richiesto anche quello propositivo! Ma si mantiene la sola modalità del “potare” a proprio pro, la legge elettorale in corso, seguita da rimaneggiamenti attraverso inconcludenti e fumose Bicamerali o Governi formalmente istituzionali… per infoltire o ritoccare con “pizzini” d’aggiunta od in sottrazione le stesse leggi elettorali con altrettanti ibridismi ortopedici meticciati. Commistioni alle quali, far succedere pre-confezionate pedisseque stereotipati monodirezionali a scarsa risucchiata o drenata concorrenza mandate elettorali e mettere insieme tutto questo “ambardam” per in un siffatto modo aumentare o far crescere le solite sacche d’impunità e/o nicchie d’autoreferenzialità, per così meglio come casta ulteriormente continuare a “nichilisticamente” perpetuarsi nello spazio tempo rassodando un siffatto imperante “status quo!” Pertanto sarebbe ora e tempo, che la politica cambiasse pelle per scegliere sistemi più completi e pertinenti “up to date” con requisiti e potenzialità e sviluppi di ordine superiore e non quelli retrogradi del compassato ma, rivolti al futuro per meglio aprirsi e conquistare le nuove “cyber frontiere” da esplorare quanto lo saranno le innumerevoli opportunità che offrirà la globalizzazione che fa scaturire un nuovo margine di complessità, che richiama nuovi tipi di relazioni sociali, la costruzioni e la costituzione di un nuovo tipo di civilizzazione e se rimarrà anche sotto il profilo costituzionale aperta sarà da “colonizzare” e non soltanto da farci sempre più soltanto roboticamente colonizzare se la società sarà plasmata da un sistema politico organizzativo strutturato anacronisticamente in modalità chiusa per non volersi definitivamente sbarazzare dei “vecchi” paradigmi “retroversi” incardinati sulla stabilità che riproduce staticità come quelle solite “monodinamiche”, “oneway” e/o assicurati “cul de sac” che ci vengono tuttora in modo e paternalistico propinati attraverso i soliti obsoleti modelli per riprodurre le solite parzialità ed incompletezze del genere a: • Monopolio centrista riprodotto quando vengano applicati e ripetuti in modo perpetui mandate elettorali con modelli esclusivamente proporzionalisti e/o • Duopoli di centro destra o di centro sinistra in altrettanto blindato modo a “bipartisan” bipartitismo chiuso (inciuciato ad effetto blindato) riprodotto quando in altrettanto ripetitivo pedissequo modo vengano propinati ripetutamente mandate elettorali con modelli filo maggioritari od in altrettanto improprio ed illusorio modo risulterà rivolgersi ai soliti nostrani modelli allevatori di casta i cui prototipi sono rappresentati dagli usuali caserecci • Ibridi quelli dal “Mattarellum” al attuale “Porcellum (oltretutto sconfessato dagli stessi autori) in quanto risultano essere dei veri e propri ”ortopedici meticciati” (soluzioni che al di là della loro esplicita dizione, oltrepassano per l’assurda implicita loro strutturale costituzione ogni possibile cognizione di chimera! In quanto impossibile risulta pretendere di aver una barca funzionale impiantando sulla stessa asta dell’albero della vela “che ne rappresenta l’elemento Proporzionale” ridotta di un suo 25% un timone (quale elemento maggioritario) altrettanto decurtato del suo 75% del suo originario potenziale e/o magari, come sempre da decenni succede, invertire i ruoli impiantando sullo stesso asse del timone l’albergo della vela e/o variandone talora le percentuali per far intendere di voler cambiare quando sostanzialmente si perpetua lo stesso meschino gioco dell’oca…. emblematico al riguardo è quanto in cantiere si prevede con il prossimo “Vassalum” un proporzionale misto che incrocia il modello tedesco e quello spagnolo e, che presenta innestati sullo stesso della vela resa al 50% (Proporzionale) un timone altrettanto ridotto al 50% (maggioritario) e questo oltretutto senza prendere in considerazione l’aspetto dell’ italica eterogeneità territoriale! E, tutti più o meno consapevolmente si rimane prigionieri da un siffatto assordante immobilismo che rinforza e si mantiene in un sempre più blindato vizioso assolutismo autoreferenziale! Quando, inopinatamente, l’Italia perde in continuazione terreno nei confronti degli altri partner dell’€urozone e dell’OCSE, con tassi di crescita minimi nel mondo sviluppato, dove, purtroppo sempre Pantalone deve indefesso continuare a pagarne le spese! Quando molto più funzionale sarebbe semplicemente mettere a sistema le risapute e più volte testate parzialità riscontrato negli attuali meccanismi elettorali dal Mattarellum al Porcellum per abbracciare un sistema a dinamiche complete quanto il SEMIALTERNO propugna per addivenire ad un filtro-carburatore più adeguato ai tempi più potente dove, far scorrere attraverso nuove e più complete articolazioni maggiori flussi di quel sempre più intenso e necessario sgorgante dinamismo a tutto tondo, di cui la società abbisogna e dimostra sempre più esprimersi e riempirsi all’insegna del: “better route than root” dove, restiamo per obsolescenza sempre più inefficienti come per quelle fisiche infrastrutturali i BackBone incompiute, limitate e limitanti a risolvere le contingenze incapaci di rispondere con più puntualità alle istanze, alle prossimità che la nuova realtà glocale sempre più complessa pretende, impone ed esige… Perciò, si rende necessario un sistema articolato completo capace di enucleare e coniugare le dinamiche rappresentate da quella: centripeta – incardinata sulla governabilità del comunemente inteso modello “maggioritario” e quella centrifuga – distributiva imperniato sulla rappresentatività del “proporzionale” in quanto la questa induzione dà origine nei fatti alla multiate (Bobbio). Questo per non continuare a rimanere prigionieri di una sì “eletta” casta che continua imperterrita a rigenerarsi scegliendo le medesime totemiche elettorali obsolete soluzioni al fine di mantenere sempre transitivo il sistema elettorale per rendere i soliti politici il più possibilmente intransitivi come casta politico/partitica lasciandola libera di espandere sempre più la loro cinica autoreferenzialità! Per inchiodarci come cittadini sempre di una anacronistica compassata dinamica politico “paternalistico discente%E2

  4. LE PREDICHE DI SARTORI
    Caro De Luca, Scopro l’Occidentale, grazie all’articolo sul Giornale. Bravi : Butto giù di getto alcune considerazioni sul suo ottimo scritto. Una prima constatazione. Sartori, importante studioso a livello internazionale (unico italiano citato da Carrington e da Conquest), nei fondi del Corriere ha sempre usato un linguaggio da rozzo polemista anti caimano. Con l’aggravante di essere un costituzionalista, materia quanto mai asettica. Conclusione: no buono come termine di paragone. Prima novità: non è proprio per niente detto che, a elezioni avvenute, ci saranno soltanto due “partiti”. Io mi aspetto scenari aberranti. Spero fermamente di avere torto, come quasi sempre. Comunque, all’interno dei due “partiti” vi saranno correnti e raggruppamenti o singoli che tenteranno di fungere da ago della bilancia, potere di interdizione, etc. Questo è l’Italia, questi sono gli italiani. Seconda novità: si è sempre fantasticato sulla forza politica dei cattolici. In chiesa ci va il 15-20% degli italiani. A Milano forse neanche il 10%. E allora? Sgombriamo il campo da questo equivoco e l’aspetto cattolico svanisce. Siamo tutti cattolici in questo paese, almeno in termini di valori condivisi, siamo tutti moderati: la middle-class, il ceto medio. Il resto sono rimasticature sociologiche infantili dei sinistri e io non ci casco più. Terza novità: siamo sicuri che Varte abbia superato l’anti-caimano? Essere anti-comunista non è anti ma semplicemente essere una persona ragionevole. Gli unici comunisti giustificati sono i proletari, quelli che hanno soltanto gli occhi per piangere. E’ giusto che siano comunisti e che vogliano sovvertire l’ordine costituito. Fino al giorno in cui si saranno elevati economicamente e socialmente, e quindi entreranno nella grande categoria della middle class. Normale dinamica della vita di tutti i giorni. Nel ’93 anno del Terrore il caimano ha creato il partito di plastica e ha fermato i bolognini. Altrimenti avremmo ancora il governo presieduto da Occhetto, unico Paese occidentale ad essere governato da pre-post-durante comunisti, scelga lei. Rispondo alla domanda sul Varte : diffidare, sempre e comunque, un’anguilla in salsa amatriciana, disciamo. Quarta novità: lo spero caldamente. Un’ultima considerazione su Varte. Come definire un comunista che stà nel Pci dagli anni sessanta, diventa uno dei suoi massimi dirigenti (e sappiamo il rigore dei PCI nel scegliere i suoi dirigenti), chiede la tessera del PCI ogni anno per decine d’anni, scrive mille articolo sulla stampa del PCI, fa mille comizi dai palchi del PCI con mille bandiere rosse, falce e martello, pugno chiuso, indottrina milioni di iscritti al PCI e che, quando gli CONVIENE dichiara di non essere mai stato comunista. Impostore allora? Impostore oggi? “I care” for an answer, sir! Tanto per capirci e avere un quadro realistico della situazione e trarre le opportune conclusioni, da moderato, voglioso di vivere un’Italia vivibile, senza i finti costituzionalisti e i finti buoni. Un moderato che non va in corteo, non odia, non insulta. Se poi Veltroni si dimostrerà un interlocutore degno, noi persone per bene ne saremo ben contenti. Viva la normalità. Cordiali saluti e buon lavoro. Luigi Rancati

  5. Xnon farci prendere InGiro dalla casta che sempre più c’incastra
    SEMIALTERNO the how to play democracy tomorrow!?
    Senza farci prendere in giro… dalla casta che sempre più c’incastra!
    Per non continuare a soccombere urgono inedite soluzioni e non i soliti palliativi!
    Col referendum Proposition 14, la California sta rivoluzionando le primarie introducendo il meccanismo del “top two” così come la Gran Bretagna col varo del Governo Cameron dato da una coalizione (Tory LibDem) ha recentemente inaugurato una nuova epocale stagione propedeutica ad acquisire in Gran Bretagna il Proporzionale ed abbandonare il Maggioritario all’uninominale, sostanzialmente sta effettuando in senso contrario (Bozza Vinante?!) il percorso che stiamo intraprendendo noi in Italia… Pertanto da tutti questi segni si dovrebbe evincere l’effettiva esistenza di un latente sottotraccia sistema elettorale che potremmo chiamare SEMIALTERNO!?
    Proprio perché non possono esistere verità assolute e paradigmi eternamente validi specialmente quando questi riproducono effetti contradditori per l’insita anacronistica rigidità e staticità che enucleano. Questo è quanto si dimostrano essere gli attuali modelli in dotazione ad ogni latitudine, rispondenti ancora a statuizioni formalmente corrette rilevato ancora da M. Weber quando il tempo reclama di cambiare il passo adottando sistemi più completi che risultino nella loro articolazione strutturalmente ad assetto dinamico variabile quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propone e propugna quale inedito e più completo modello per sbloccare il nostro paese ed iniziare a renderlo strutturalmente competitivo sin dalle front line. Passaggio essenziale per poter meglio rispondere a vecchie e sempre nuove istanze che una siffatta cangianti realtà esprime data l’accelerazione che le nuove tecnologie ed internet imprimono.
    Essendo democrazie mercato facce della stessa medaglia!? Attualmente assistiamo all’esplosione delle bolle finanziarie che contemporaneamente stanno sempre più facendo esplodere le contraddizioni insite nei meccanismi elettorali a riprova della loro strutturale incompletezza pertanto urgono acquisire più complete organiche sistemiche strutturali soluzioni ad implementazione ricorsiva attraverso inediti adeguamenti aperti su tutte “le front line” giacché entrambi i piani reclamano regole chiare e trasparenti ad incrementale reciproco adeguamento per ripristinare e/o mantenere un mutuo equilibrato dinamico sinergico rapporto attraverso l’acquisizione di effettivi “check & balance & feed back criteri” da permettere monitorati resilienti opportuni controlli! Pertanto, urgono soluzioni a bipolarismo aperto a sempre maggiore “crowdopensoursing” concorrenziali sinceri apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento che possano sottendere profittevoli speculativi propositi tesi a mantenere a regime inalterate deterrenze o comode partigiane autoreferenzialità di casta!
    Servono innovazioni giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato (Monod) Pertanto occorre superare la palese obsolescenza in dotazione che viene in un siffatto limitato e limitante modo ad ogni latitudine, mantenuta tale dalla casta, in un siffatto militato, parziale e transitivo modo per ulteriormente mantenersi come casta comodamente sempre più autoreferenziale ed intransitiva! Quando le prime avvisaglie della necessità di uno strutturale cambiamento si evincono dall’inaugurazione del governo Cameron di coalizione alle ultime elezioni del 6 maggio c.a. in Gran Bretagna che e dall’esito referendario dell’8 giugno c.a. ed in California per la Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta per rendere le primarie aperte… col meccanismo elettorale detto Top Two, che vuole limitare la scheda elettorale delle elezioni di novembre a due soli candidati, scelti precedentemente con primarie cumulative aperte a tutti i partiti.
    Entrambi questi eventi il Britannico quanto il Californiana sono precorritrici d’un’epocale cambiamento e d’apertura verso una nuova era, quella del sistema SEMIALTERNO. Essendo questi due eventi le prime avvisaglie sull’incontrovertibile necessità d’abbandonare l’obsolescenza ad ogni latitudine mantenuta forzosamente a regime per passare ad acquisire sistemi elastico–flessibili più completi quanto l’idealtipo sistema SEMIALTERNO propugna! Giacché essendo nella compagine mondiale, varie e diverse le articolazioni dei meccanismi dei sistemi elettorali se ne evince l’intrinseco loro potenziale miglioramento!
    Entrambi i suddetti eventi sono indicativi che molte cose sono cambiate ed altrettante se ne devono cambiare giacché grazie alla sempre maggiore penetrazione del mercato e la pervasività dell’informatizzazione molteplici, sono le eccitazioni e sollecitazioni impresse, in altrettanto modo diventano le tensioni per effetto di dette iperboliche accelerazioni che le nuove e sempre più sofisticate tecnologie ed internet imprimono. Aspetti che si rendono sempre più pervasivi che rendono macro l’economia e la finanza globali ma, lasciando le regole delle realtà statuali relegate al proprio “miope” micro. Pertanto, così continuando non potranno che rendersi sempre più evanescenti, inefficienti ed inefficaci per incisività gli Stati nelle loro capacità di poter contrastare l’incombente in continua contraddizione. Da cui si evince l’esigenza di promuovere l’acquisizione di nuove “global legal rules” irrevocabilmente da adottarsi. Questo sembra quanto abbiano compreso finalmente anche i G20 sull’urgenza di addivenire a nuove regole affinché la loro applicazione diano per “check & balance & feed back” prossimamente?! Efficaci virtuosi monitorati opportuni resilienti controlli su entrambe quelle facce di quella stessa medaglia: democrazie mercato!? Anche l’Europa sempre da ultima finalmente sposa l’esigenza d’“istituire” proprie agenzie di rating per non restare esposta e subire passivamente la solita incombente speculazione monetaria e finanziaria dal downgrading d’oltreoceano e multilaterali agenzie d’indicizzazione!
    Urgono nuovi paradigmi in quanto l’american way of life e più che tramontata specialmente dopo aver irradiato mondialmente l’impellente crisi recessiva conseguente al suo enorme indebitamento attesta che quel modello ha esaurito ogni sua spinta propulsiva e che ora sta mettendo sempre più a nudo le sue strutturali magagne. Dimostrando la sua manifesta incapacità di non riuscire più a rispettare quei canonici criteri che la “triple botton line” contempla sotto i suoi basilari profili: economico, sociale, ecologico, ecc. una manifesta incoerenza che le cronache fanno sempre più risaltare!? L’attuale scarsa performance in governance sempre più lo evidenzia che negli USA s’è conclusa un’epoca e che per superare l’attuale empasse abbisognano di introdurre strutturali aggiornamenti. Innovazioni essenziali a potersi correggere e rigenerarsi appoggiandosi ad un diverso paradigma rispetto a quanto rigidamente li mantenga in un siffatto “anacronistico strutturato aristocratico e conservatore” autoreferenziale modo incapsulati!? E’ in questo momento recessivo (quindi, non più espansivo) che sempre più gli stesi cittadini Americani si stanno rendendo conto che l’un percento di loro possiede ricchezze e beni pari a sei volte la ricchezza finanziaria dell’80 per cento della popolazione! Elemento indicativo di quanto solo formalmente il loro sistema possa reputarsi libero ed aperto, quando nella pratica si dimostra essere sostanzialmente rigido e blindato se non volto a mantenere inalterato lo status quo e tale da dover rinforzarne la stessa casta. Contraddizioni che stanno sempre più emergendo e la California è la prima che le evidenzia e, con l’esito del referendum Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta! Pertanto la California determinerà un importante “rivoluzionario” passaggio che inaugurerà anche a quella latitudine l’esigenza d’iniettare nel sistema elettoral-istituzionale quel necessario “quid” concorrenziale indispensabile a poter rendere dinamico e capace di meglio autocorreggersi come sistema almeno come start up elettorale delle primarie. L’esito di quel referendum segnerà il passaggio, che in un certo qual modo inaugura l’apertura all’era del SEMIALTERNO giacché proprio in quel martedì 8 giugno si sono tenute le ultime primarie separatamente: quelle democratiche da quelle repubblicane per selezionare i rispettivi candidati dei due partiti, nell’ultima vecchia bipartisan reciproca blindata alterna maniera per l’assegnazione ai seggi di governatori, deputati e senatori, in vista delle elezioni di novembre medio termine! Ma, contemporaneamente nello stesso giorno gli stessi californiani hanno aperto una nuova epoca, adottando a maggioranza netta (54,2%) il referendum Proposition 14 che abolisce dal 2011 le primarie di partito distinte ed in solitaria! Con questo elementare criterio dimostrano di voler introdurre un importante elemento embrionale ma propedeutico a poter introdurre un prossimo più fisiologico bipolarismo aperto indispensabile per superare quel bipartitismo blindato che li mantiene in un anacronistico schiacciato bipartisan modello chiuso (tipico dei Maggioritari qaundo vengono applicati in modo perpetuo! Pertanto con questo voto referendario i Californiani dimostrano di aver abbattuto quella prima muraglia che ostruisce il passaggio all’adozione, in successive prossime battute a quel sottotraccia sistema SEMIALTERNO quale idealtipo sistema che per understatement risulta insito nella natura delle cose! In quanto inconcepibile ed anacronistico risulta intendere che la rappresentatività della fauna terrestre possa esprimersi soltanto attraverso l’emissione di soli barriti o ragli ovvero una ristretta rappresentatività rimessa a soli Repubblicani o Democratici! Questione che i nostrani italici politici non riescono minimamente ad elaborare giacché tutta la nostra classe politica sembra anacronisticamente incline e propensa a portarci verso quei stessi obsoleti modelli che gli Americani stanno abbandonando vuoi per il nuovo modo di concepire le primarie quanto per altro verso voler importare un modello elettorale Maggioritario all’uninominale quando gli stessi Britannici lo stanno abbandonando per scegliere il Proporzionale. Si badi bene quel Proporzionale che noi abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica! E, questo lo chiamiamo sistema!
    Pertanto, ritornando in California con il prossimo anno entrerà in vigore il nuovo sistema della primaria unica che segnerà il passaggio per poter iniettare già a livello di primarie quella auspica necessaria concorrenza che anche l’ambito elettoral-istituzionale non può eludere per potersi come sistema rigenerare essendo la concorrenza l’elemento “sine qua non”, indispensabile a poter implementare virtuosa democraticità – qualità aspetti indispensabili per qualificare quella stessa medaglia: Democrazie & Mercato! In California appunto, a quelle stesse prossime consultazioni primarie potranno partecipare candidati democratici, repubblicani, o anche indipendenti, o infine affiliati a mini-partiti ovvero quanto la fauna esprime! Coerentemente a quanto un vero mercato opzionale che una più matura Democrazia potrà permettersi ogniqualvolta esprimere. Quindi, solo dopo l’esito di queste nuove primarie i due candidati più votati alla primaria si sfideranno poi, come contendenti, nell´elezione generale, a prescindere dalla loro appartenenza. Pertanto, potranno esserci quindi duelli elettorali con solo due democratici in lizza, o due repubblicani quant’altra opzione. La nuova regola della primaria unica, non-partisan ed aperta a tutti, si applicherà a qualsiasi tipo di elezione, cariche locali o nazionali Pertanto, con questo criterio i Californiani intraprenderanno un percorso che permetterà loro di dar inizio a quel successivo inevitabile effetto domino prodromo ad abbattere quelle anacronistiche muraglie che tuttora li separa da quel sottotraccia ed insito nelle cose sistema elettorale più completo rappresentato dal SEMIALTERNO.
    Ovviamente con questi due eventi la realtà dei fatti ci dimostra il downgrading degli attuali modelli elettorali una dimostrazione che si renderà sempre più pervasivo e totalizzante ad ogni latitudine (e piazza) l’esigenza di un effettivo sistemico cambiamento giacché come precedentemente accaduto anche i Britannici questo l’hanno sancito col varo del loro governo Cameron (a coalizione di Tory & Libdem). Evento che inaugura anche a quella latitudine l’apertura di una nuova epoca quella del SEMIALTERNO giacché alle prossime elezioni si vedranno costretti (pur attraverso un prossimo referendum confermativo) di doler passare ad un modello elettorale Proporzionale dimostrandoci così che anche la soluzione britannica a perpetuo continuativo senso unico al Maggioritario all’uninominale risulta impercorribile. Appunto il varo del nuovo governo a Coalizione determina l’effettivo “downgrading” ed abbandono da parte dei Britannici di quella supposta eccellenza e “magnificenza” rilevato dall’italica casta, del modello elettorale Maggioritario all’uninominale. Quindi, per i Britannici, le prossime lezioni saranno sotto l’egida del Proporzionale questo indirettamente non potrà che celebrare l’inizio di una nuova oggettiva era anche a quella latitudine: quella del SEMIALTERNO!
    I Britannici pertanto, scelgono una soluzione oggettivante inversa a quella che da quindici anni stiamo in senso contrario percorrendo; essendo noi partiti dal Proporzionale della Prima Repubblica con l’intenzione di voler prossimamente dopo aver tentato inutilmente il Mattarellum ed momentaneamente accontentandoci con l’attuale Porcellum s’intende proseguire per prossimamente arrivare ad un Maggioritario all’uninominale! Questo, senza renderci minimamente conto che entrambi sia noi, come Italiani quanto loro, come Britannici stiamo in senso inverso calpestando e percorrendo uno stesso complementare processo insito nelle natura delle cose: che si chiama sistema SEMIALTERNO! Giacché, gli uni per un verso e noi per l’altro ma suo contrario tracciamo lo stesso percorso che ineludibilmente si completa nel SEMIALTERNO: in quanto contrai sunt complementa! Pertanto, da questo si dovrebbe evincere l’esistenza di un effettivo sottotraccia sistema che si articola a reciproca complementarietà concretizzandosi imprescindibilmente nel SEMIALTERNO aspetto questo che sempre più tende evidenziarsi grazie alle nuove tecnologie e ad internet che accelerandone iperbolicamente i processi ed i cicli, questi ne evidenziano sempre più la strutturale complementarietà di queste induzioni: centripeto<>centrifughe!
    Giacché quanto in corso conferma l’imprescindibile esistenza di un latente pragmatico SEMIALTERNO quale idealtipo, insito nelle cose, dispositivo per la libera determinazione delle rappresentanze politiche in modo più completo che urgerebbe raccogliere e mettere a punto per poter meglio imbrigliare entrambe quelle latenti ma sempre più palesi ancestrali – elleniche induzioni: centrifuga – rappresentata dal Proporzionale e centripeta – dal Maggioritaria. E, solo quando vengono appropriatamente articolate permettono meglio declinare una siffatta cangiante iperbolicamente accelerata realtà che pretende soluzioni sistemiche più complete ed aperte “resilienti, auto poietiche” ovvero, capaci di riprodurre un bipolarismo aperto! Ciò, irreversibilmente urge per poterci sintonizzare ed allineare a quanto le esigenze del terzo millennio reclamano; adeguamenti su entrambe quelle facce: democrazia e mercato. Aspetti indispensabili per poter sistematicamente massimizzare efficacia ed efficienza coniugate secondo quei suddetti profili tipici della “triple botton line” per in altrettanto contestualmente modo poter massimizzare: governabilità – decisionalità, economicità ed evolver verso una responsabile incrementale sussidiarietà!
    Il sistema SEMIALTERNO si struttura e si articola semplicemente come di seguito:
    1) Il SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
    7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo del determinare il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo dove queste tenderebbero maggiormente a sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità di come si struttura solo nei passaggi al proporzionale!
    Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Quanto altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc. e riprodurre più omogenee soluzioni.
    Proprio perché la tendenza dei sistemi economico-sociali attuali nei quali la democrazia liberale è inserita produce incessantemente tendenze oligarchiche sarebbe più opportuno addivenire alla necessità d’implementare meccanismi quali il SEMIALTERNO che permettano meglio dissiparle. Pertanto, urge iniettare maggiore concorrenza per rivitalizzarsi dall’attuale pervasiva crisi specialmente per invertire quel pericoloso trend indotto negativo.
    Specialmente quando come accade per la realtà americana che s’impernia su blindato bipartitismo che ingenera un anacronistico incapsulamento che blocca ogni potenziale miglioramento giacché drenando ogni concorrenza ancora a livello elettorale (salvo che in California) preclude ad ingenerare quei fisiologici incrementali, concorrenziali miglioramenti indispensabile a poter rendere la democrazia resiliente attiva e capace di fisiologicamente autorigenerarsi ed autocorreggersi e non per strutturale deficienza ritrovarsi in continuazione vittima di quelle soliti viziose autoreferenziali speculazioni! Giacché il compito di un completo sistema sarebbe quello di poter e dover dissipare monopoli od oligopoli quanto autoreferenziali deterrenza… foriere d’autoritarismo d’ogni genere e fatta!? Questo processo di viziosa autoreferenzialità purtroppo, risulta sempre più facilitato quando si resta incapsulato in un bipartisan bipartitismo modello effetto di un protratto Maggioritario il quale dopo aver drenata ogni effettiva concorrenzialità (verticale attraverso liste bloccate di nominati) tenderà ad ulteriormente blindarsi riproducendo semplicemente alternanze a meccanica rotazione neutralizzando qualsivoglia effettiva diversa libera e più fisiologica concorrenza rispetto a quella “duale istituita ed a regime”. I Californiani sembrano averlo capito ancora il giorno martedì 8 giungo 2010 quanti anni dovranno invece ancora passare per rendere cosciente una siffatta “narcotizzata” italica realtà priva di qualsivoglia memoria storica!?
    Giacché anche le bolle finanziarie al di là di taluni commentatori di razza, non possono considerarsi soltanto frutto di meri giochi di borsa, quando l’innesto a queste creatività si può facilmente ricondurre al sistematico intreccio collusivo di finanza e politica. “Sovrani” effetti d’essere stati in presenti uno strutturale inficiato bipartisan bipartitismo che istituzionalizzandosi sempre più non fatto altro che favorire questi facili autoreferenziali cartelli (orizzontale e/o di ceto di casta) innestando facili (over counter) riproduzioni di bolle speculative. Al di là di quanto qualcuno intenda giustificare il tutto come effetto di mere superficialità d’approccio, non avendo voluto far tesoro di quanto per le analoghe bolle accadde nel ’29 giacché taluni politici negli anni 90, si sono fatti dimenticati di quell’esperienza, consentendo la concessione di mutui a chi non poteva pagarli e lasciando briglia sciolta ad un mare di derivati senza garanzia da appioppare più o meno legalmente ai soliti Pantaloni glocali!? Quando la cosa sarebbe più semplicemente da ricondurre a quanto si riscontra sempre più nei fatti ovvero, la capacità da parte dei modelli Maggioritari d’ingenerare sempre più formali differenze ideologiche fra i due partiti a regime, es. democratici e repubblicani in USA (salvo l’avanguardia Californiana!?) a quella d’oltreoceano latitudine quanto ad ogni altra diversa per ingenerare opacità e così poter promuovere viziose potenziali speculazioni in favore della solita casta ma sempre più a sfavore di Pantalone che divenuto ormai globale, ne deve comunque pagare i debiti!?
    Una viziosa modalità – riproduttività di facile applicazione che resta sempre in facile agguato giacché prossimamente potrebbe venir applicata anche da noi dove, semplicemente con la scusa di rischiare di cadere in default come sistema paese si preannunciano prospettive d’ammucchiata politica! Quanto già ventilato anche da G. Sartori prospettive che potrebbero tradursi in un possibile: «governissimo», detto di solito governo di unità nazionale, un governo con tutti dentro. Oppure una grosse Koalition alla tedesca: un governo dei partiti maggiori, o comunque di una larga maggioranza compatibile, e cioè in grado di mettersi d’accordo, di volta in volta, sui provvedimenti necessari e urgenti. Oppure infine, la possibilità di sfruttare quel classico italico governo tecnico! Tutto queste soluzioni pur restando invise ad ogni criteri di concorrenza essendo contrarie a quando il tempo reclamerebbe adeguamenti competitivamente aperti, provvedimenti tesi ad agevolare efficienza, invece si preferiscono riprodurre queste solite soluzioni che pur essendo molto diverse tra loro sono legate da una logica comune quella di riservare completa autotutela alla CASTA!
    Quando, per non precipitare nei soliti retorici arcaici obsoleti e, cadere dalla padella del maggioritario, alla brace della nostalgica Prima Repubblica, servirebbe cambiar pagine adottando soluzioni inedite che diano concrete pragmatiche risposte. Soluzioni a semplice portata acquisendo un sistema elettorale completo quanto si propugna col SEMIALTERNO quale “idealtipo system” induttore di resiliente concorrenza. Il SEMIALTERNO rappresenta appunto, un più efficiente dispositivo per abbassare sempre più i gap che distanziano il livello “consuntivo” da quello “programmato” al livello elettorale solo così si potrebbe mantenere interattiva quella necessaria virtuosa osmosi concorrenziale nello spazio tempo lungo tutto quella sua asse di percorrenza dal pre elettorale sin su ad ogni consuntivo di fine legislatura post governativo”.
    Dove grazie alle comunicazioni orizzontali che internet innesta – “mass self-communication” permette svolgere un’agorà elettronica in continuativa espansione dando costituzione ad una sfida continua, su una grande varietà di temi, a coloro che detengono il potere di decisione nella sfera pubblica in virtù della democrazia elettorale. Giacché il problema di “conquistare le menti” resta cruciale, non solo nella circostanza più importante “le elezioni”, ma nel corso dell’intera legislatura, della durata in carica dei politici eletti. Cosicché tra un’elezione e l’altra il popolo non sarà muto od inattivo, o potrà anche non esserlo. Ma si potranno esercitare i “coutervailing powers” ovvero, forme di “contro-democrazia” possibili nel contesto istituzionale delle democrazie moderne utilizzando: i referendum specialmente quando questi istituiti saranno previsti in altrettanto equilibrato modo –balance criterio– Pertanto ci dovrà essere non soltanto il referendum del sempre solo togliere con l’abrogativo ma ci dovrà essere anche quello per complementarietà, del poter mettere e proporre varando per controbilanciamento anche i referendum propositivi!
    Istituti che si possano aggiungere ad altri istituibili processi per meglio poter reclamare “accountability” e, cioè poter: controllare, sorvegliare, denunciare, porre veti, impedire l’esecuzione di decisioni prese dai politici, chiamare questi ultimi in giudizio e per ultimo anche scendere in piazza!? E’ per l’appunto che urgono nuove regole su vari piani ed anche i meccanismi elettorali non possono sottrarsi. Quindi, si propone acquisire il sistema SEMIALTERNO dispositivo che enuclea quel virtuoso criterio indispensabile a poterci incarreggiare verso una piena democrazia propulsiva capace d’irradiare in modo sempre più pervasivo ed inclusivo un “asintote” incrementale qualità – democraticità in costante, resiliente concorrenza in ogni dove ed ambito per poterne riverberare virtuosi efficaci effetti in modo pervasivo per tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity! Il SEMIALTERNO ne rappresenta l’idealtipo sistema per iniziare ad esercitare un’onorevole “exit strategy” indispensabile per superare le solite anomalie dell’obsolescenza che ci mantengono bloccati a quel compassato intriso d’statuizioni formalmente correte che ci inchiodano all’arcaica all’intransitività d’autoreferenzialità permanente alla casta! Quando per allinearsi competitivamente ad una siffatta nuova realtà data l’accelerazione (singolarity) e le implicite convergenze (mainstream) che include l’interconnettività e pretende in ogni dove l’assunzione di nuovi pervasivi ed aperti logos, paradigmi (global ontology)!

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