Le primarie nel “laboratorio Piemonte” per un centrodestra plurale

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Le primarie nel “laboratorio Piemonte” per un centrodestra plurale

21 Marzo 2014

Ancora non sappiamo dove sia diretta Forza Italia, tra Silvio Berlusconi che guarda a elezioni entro un anno; Renato Brunetta convinto che la Renzinomics sia uno scherzo; Mara Carfagna che parla di fiducia e speranza verso un nuovo premier che "promette di rivoluzionare il Paese"; Francesca Pascale che punta su Marina ma nell’attesa legittima ancora una volta il consigliere Toti. 

Sappiamo bene, invece, due cose: la prima che interrompere un’altra volta la legislatura e bloccare le riforme istituzionali ed economiche significherebbe con alta probabilità consegnare il Paese ai grillici. La seconda che bisogna guardare al modello primarie nel "laboratorio Piemonte" per riaggregare il centrodestra, che nei sondaggi, se unito, tallona il centrosinistra.

"Elezioni tra un anno vorrebbero dire che il governo ha fallito e allora l’unica forza legittimata a vincere le elezioni senza essere dotata di una cultura di Governo sarebbe il Movimento 5 Stelle", commenta Fabrizio Cicchitto, onorevole del Nuovo Centrodestra. Le conseguenze per il sistema politico ‘normale’ sarebbero "catastrofiche" ed ecco perché, secondo Cicchitto, proprio Silvio Berlusconi dovrebbe "augurarsi un esito diverso per questa vicenda politica".

In ogni caso è al Piemonte che ha scelto di tenere le primarie del centrodestra che bisogna guardare per evitare sfracelli. Secondo il coordinatore nazionale di Ncd, il senatore Gaetano Quagliariello "Il metodo delle primarie è l’unico attraverso il quale un centrodestra ormai plurale può stare insieme. Per noi questo vale a livello nazionale e ovunque nelle istituzioni territoriali vi sia da eleggere una carica monocratica. Per questo sosterremo fino in fondo le primarie anche per la presidenza della Regione Piemonte, e ci saremo con il nostro candidato".

Dice il presidente del comitato promotore di Ncd, Renato Schifani, oggi in Sardegna per incontrare militanti e sostenitori del partito: "siamo pronti a dialogare con Forza Italia, non saremo mai noi a rompere salvo se dovessimo vedere atteggiamenti ostili da parte loro nei nostri confronti". Schifani lancia da Cagliari la Assemblea Costituente del Nuovo Centrodestra e spiega: "Una svolta nel confronto con Forza Italia ci sarà sicuramente con le primarie di coalizione in Piemonte, perché riporterebbero il centrodestra ad essere espressione della sua base. Noi comunque restiamo al ancorati nel centrodestra". Un centrodestra "reale" e "della gente". Se non si capisce dove va Forza Italia, Ncd sui prossimi passi da compiere sembra avere le idee molto chiare.