Le protesi lo aiutano troppo. Pistorius non correrà a Pechino
19 Dicembre 2007
di Redazione
Il caso Pistorius sembra chiuso. Le protesi danno al quattrocentista sudafricano privo di parte delle gambe un vantaggio troppo grande e con ogni probabilità non potrà correre alle Olimpiadi di Pechino con i cosidetti normodotati.
“Pistorius, in base a dei test, dispone di un vantaggio considerevole rispetto ad atleti senza protesi”. A confermarlo, al quotidiano tedesco Die Wielt, è Gert Peter Bruggemann, l’esperto incaricato dalla Federazione internazionale di atletica (Iaaf) di sottoporre l’atleta sudafricano a una serie di analisi, anche nell’ottica di un’eventuale autorizzazione a poter gareggiare all’Olimpiade di Pechino, come richiesto dallo stesso Pistorius.
Bruggemann, che insegna biomeccanica all’Università di Colonia, lo scorso mese ha svolto con Pistorius una serie di test in base ai quali l’atleta disabile risulterebbe avvantaggiato dalle sue protesi. I test dimostrano che le protesi in fibra di carbonio, fissate sotto il ginocchio di Pistorius, restituiscono meglio l’energia: «Abbiamo esaminato lui e altri cinque quattrocentisti che hanno tempi simili ai suoi: Oscar ha una capacità aerobica inferiore rispetto a loro e una capacità anaerobica uguale, il che significa che se ha fatto gli stessi risultati è perchè è stato favorito dalle protesi. Queste sono in fibra di carbonio e, ad ogni appoggio, restituiscono il 90% dell’energia trasmessa alla pista anzichè il 60% come un piede umano” ha chiarito Bruggemann.
