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La credibilità del sistema Paese

Le responsabilità collettive nelle oscillazioni dello “spread”

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Se non vogliamo continuare a ingannare noi stessi, dopo aver cercato di ingannare i mercati, senza riuscirci - sostituendo un capo di governo festaiolo e politicamente debole, con un sobrio docente universitario che ha fatto la voce (fiscale) grossa - dovremmo chiederci perché il divario (lo spread) fra il rendimento dei titoli di Stato tedeschi e i nostri sia (ancora) così ampio. La risposta più facile è perché i mercati non hanno creduto che, fatto fuori il Cavaliere, le cose sarebbero cambiate. Ma la risposta postula una seconda domanda, più inquietante: perché non l’abbiano bevuta. Che non se la pongano partiti e uomini politici - finiti dietro la lavagna del professor Monti - è nell’ordine delle «furbizie della politica»: perché mette in discussione la loro stessa credibilità. Che non se la ponga il governo tecnico - dopo aver massacrato i contribuenti di tasse - è nell’ordine delle «astuzie tecnocratiche»: perché rivela che, fra il governo dei «saggi» e quelli politici che lo hanno preceduto, non c’è, poi, tanta differenza: stesso ricorso alle tasse come «pezza a colori» sui buchi dello Stato; stessa impotenza, mal nascosta da una certa alterigia accademica. Che non se la pongano gli italiani - infrattati nello «Stato paternalista» che chiamano sociale - è nell’ordine delle «ragioni storiche»: perché non credono nella «società aperta», alla dimensione morale delle libertà, alla centralità dell’Individuo, alla fertilità della concorrenza e persino del conflitto, al pluralismo sociale e dei valori, alla separazione dei poteri.

Non si sono posti la domanda neppure i media. Non lo hanno fatto perché, dopo aver elevato Monti a «Uomo della Provvidenza», hanno scoperto che non lo può essere, senza snaturare la democrazia, e per scarsa attitudine personale; che la manovra fiscale servirà a poco, se non sarà seguita da una seconda, e radicale, trasformazione che il Paese rifiuta e che Monti e i suoi non paiono intenzionati a fare. Ma se nessuno, in Italia, sa, o vuole, chiedersi che cosa impedisca la riduzione dello spread con i titoli tedeschi, perché i mercati dovrebbero credere che vi si voglia porre rimedio? Perché dovrebbero credere alla riforma - cui neppure la generalità degli italiani mostra di credere - di uno Stato para-autoritario e di una società civile corporativa?

È difficile credere a un Paese che:
1) non garantisce neppure la costanza della certezza del diritto; ma lo muta, secondo le convenienze del governo in carica, grazie a una legislazione ondivaga che riflette le mutevoli maggioranze parlamentari invece di confermare la continuità dello Stato (di diritto);
2) cerca sistematicamente di estorcere quattrini a chiunque gli capiti a tiro - ultimo esempio, la richiesta di pagamento del bollo-auto del 2008, da parte della regione Lombardia, anche a chi l’ha pagato - fingendo di ignorare le stesse informazioni in suo possesso per chiamarlo a dimostrare la propria probità amministrativa, nella speranza che ne abbia perso le prove e di costringerlo a pagare due volte la stessa tassa (estorsione è la parola giusta);
3) adotta, nei confronti del contribuente, il diktat solve et repete (paga subito e poi si vedrà se avevi ragione) - dopo averlo cancellato con una sentenza della Corte costituzionale e ripristinato con una legge ordinaria (a proposito di certezza del diritto); si fa giudice in causa propria, con l’esecutorietà della sanzione amministrativa (un obbrobrio giuridico); deve ai propri cittadini oltre sessanta miliardi incassati fraudolentemente;
4) ignora la separazione dei poteri, legittimando persino in anticipo, grazie ad automatismi legislativi compiacenti, le illegalità che l’Amministrazione e il giudiziario commetteranno;
5) ripara giudizialmente (sul piano civile), con anni di ritardo - oltre che le illegalità nei rapporti interpersonali - le irregolarità amministrative in cui è incorso e quelle (sul piano penale) prodotte da un sistema giudiziario in preda a un delirio palingenetico;
6) sta progressivamente accentuando il carattere «totalitaristico-amministrativo» del proprio Ordinamento (una via di mezzo fra l’eredità corporativa fascista e il costruttivismo collettivista dei Paesi di socialismo reale).

Che la credibilità personale di Berlusconi fosse piombata a zero, in parte dopo le sue disinvolte serate, peraltro enfatizzate oltre misura dal circo mediatico-giudiziario, e soprattutto per la palese incapacità di fare le riforme promesse, è innegabile; così come è innegabile la credibilità personale di Mario Monti. Ma ciò che ha scatenato la speculazione internazionale sul nostro debito sovrano sono, innanzi tutto, le sue dimensioni (1.900 miliardi di euro) e, in secondo luogo, la scarsa credibilità del Paese di uscirne cambiando registro. Allo scetticismo dei mercati abbiamo infatti risposto riesumando l’auto-consolatoria, e provvidenzialistica, retorica nazionale e con un vacuo ottimismo della volontà (europeista), non suffragato da un sano pessimismo della ragione (nazionale), che ha lasciato il tempo, e i mercati, che aveva trovato.

(tratto dal Corriere)

 

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3 COMMENTS

  1. Credibilita’ Zero
    Trovo coerente con la realta’ l`artricolo di Ostellino. Ai sei punti che esso cita come cause di dubbio per “credere ad un`Italia che…. .1-6,” Aggiungerei: 7- Il mondo osserva, prende nota ed agisce di conseguenza, quando in Italia vengono fatti cadere regolari governi su falsi, enfatizzati avvenimenti, solo per liberarsi d`un capo di governo politicamente pericoloso per opposizione e poteri forti, nazionali ed internazionali, quindi impiantato contro ogni regola democratica, senza elezioni, un governo del “Re Travicello” 8- Si osserva anche che non ci si puo’ fidare d`un paese che tradisce la parola data agli “esportatori” di capitali per farli rientrare dall`estero, pagando solo un`accordata penale definitiva e poi invece fargliela pagare nuovamente e forse per sempre, ad ogni abbisogna della sperperante, allegra “Societa’ dei Magnaccioni”. Quanti di questi capitali sono in mano di quel mercato che ora imbrogliato si vendica? 9- Come non considerare il furto del segreto bancario, del controllo delle spese correnti, delle schedature. 10- L`internazionale osservatore e’ rimasto attonito quando la giustizia italica, dopo aver tenuto in ansia gli USA ed il mondo per come era riuscita a scoprire ed incarcerare gli assassini della studentessa inglese Meredith, s`e’, dopo lungo tempo, sputtanata dicendo che quegli incarcerati assassini, la Knox e l`amichetto, erano innocenti. Che lo siano veramente, o no, non si sa’, ma la figura fatta dalla nostra giustizia e’ stata comunque di ME..A ed anch`essa ha influito sulla credibilita’ dell`Italia anche in quel contesto, come se mancassero antecedenti e posteriori argomenti per dubitarne, si sa, che sulla credibilita’ di tutto quel che accade in un paese si basano i mercati.
    Anche alla luce di quanto espone l`articolo, era meglio se non si commetteva la porcata di esaltarci con le bufale, facendo si che Berlusconi ci dovesse lasciare in un lucrante “montizziaio”, dove i mercati gozzovigliano ed il paese va in recessione come, del resto, era stato pianificato.

  2. Ostellino è quasi simpatico
    Ostellino sembra fin quasi orientato, a parte l’eccessiva importanza data alla vita privata di Berlusconi (che verosimilmente gli è imposta dall’editore)fà un analisi condivisibile, sono stupito che lavori per il Corriere.

    La morale è la seguente: anche su un mucchio di letame talvolta spunta un fiore…

    Buon anno a tutti.

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