Le ricette di Caldoro per la Sanità: risparmiare con le assunzioni e rivedere i ticket
21 Dicembre 2011
di S. F.
Quella che sembra una proposta paradossale, rappresenta invece secondo il governatore della Campania, Stefano Caldoro, una potenziale via d’uscita per risollevare un sistema sanitario in perenne difficoltà. “Abbiamo chiesto al Governo, e siamo fiduciosi di ottenere la deroga, di lavorare per prevedere a breve concorsi per nuove assunzioni nel campo della sanità”. Il presidente campano lo dice lunedì, in diretta, nel corso della trasmissione Regione Punto Web. “Siamo fermi per il blocco del turn over a causa dello sforamento del patto di stabilità – sottolinea – però siamo troppo sotto organico e questo non consente un risparmio, ma un costo perché se manca personale viene a crearsi un sovraccarico di lavoro e ci sono spese maggiori”. Insomma, la ricetta che il presidente della Regione ha in testa è chiara: cinquemila nuove assunzioni, capaci di garantire una migliore efficienza del servizio. E sulle spese che necessariamente deriverebbero dalle assunzioni, dice: “Abbiamo quel livello di spesa che, se organizzato meglio, ci permette di fare assunzioni tramite concorso, a costo zero”.
Nelle intenzioni del governatore, i nuovi posti di lavoro potrebbero essere quindi garantiti attraverso una gestione più accurata del bilancio sanitario. Il progetto è ancora soltanto tale e bisognerà valutarne a pieno gli effetti, ma una cosa appare comunque certa: portare a casa un risultato del genere condurrebbe, oltre che ad un risparmio di gestione, anche ad un altro effetto significativo. Nuovi posti di lavoro significherebbero, infatti, ritrovata credibilità delle istituzioni agli occhi dei cittadini (in questo caso napoletani).
Del resto, da quando ha varcato la soglia di Palazzo Santa Lucia Caldoro, per colmare la voragine lasciata dai dieci anni “bassolinani”, ha dovuto dar vita ad una serie di provvedimenti decisamente impopolari, tra i quali un posto importante è stato occupato dal ticket sanitario. Quello stesso ticket di cui si è parlato a lungo nel corso della diretta web e che, secondo il governatore campano, “va rivisto e va fatto a tutela dei più deboli, di quei cittadini che non possono pagare”. Per rivedere i criteri – ha però sottolineato – occorre “rivedere meglio le fasce di reddito, perché deve pagare chi ha di più, e verificare quanti familiari e anziani ci sono a carico”.
Il binomio ticket-assunzioni, qualora dovesse andare in porto, non deve comunque far distogliere lo sguardo da un quadro d’insieme decisamente difficile. I problemi da risolvere sono ancora tanti e, malgrado la linea di austerity seguita dallo scorso anno, il percorso sembra ancora lungo. Del resto, basterebbe indicare come esempio la Asl Napoli 1. La più grande d’Europa, ma anche la più indebitata. Il commissariamento dell’azienda sanitaria prosegue ancora oggi, dopo la decisione della giunta regionale di affiancare al colonnello Maurizio Scoppa (commissario straordinario), altri due sub-commissari. Stesso discorso per la Asl di Salerno, che condivide con Napoli il triste primato del commissariamento. Il deficit delle due aziende è decisamente spaventoso. I miglioramenti negli ultimi mesi si sono visti, ma la luce in fondo al tunnel sembra ancora lontana.
In una situazione così complessa, la nuova misura messa in cantiere da Caldoro, riuscirebbe comunque a dare un seguito alla notizia dello scorso 29 settembre, quando la Campania si vide assegnare 450 milioni sui 680 complessivi ancora legati al vincolo del patto di stabilità. Quel 29 settembre, al tavolo convocato a Roma, la Campania era riuscita, infatti, a confermarsi come la regione più virtuosa tra quelle legate al vincolo del patto di stabilità, riuscendo a sbloccare il 75% dei fondi per il comparto sanitario e facendo meglio di Lazio e Puglia.
Bisognerà adesso capire quale destino toccherà al nuovo progetto assunzioni, sul quale Caldoro sembra puntare molto. Del resto, dopo lo sblocco dei fondi di settembre, qualche segnale incoraggiante è comunque arrivato. Solo un mese fa, il generale Scoppa, commissario della Asl Napoli 1, aveva detto: “Abbiamo chiuso a settembre il trimestre di cassa con una riduzione del 10% del debito e abbiamo ottenuto un recupero di 30 milioni di euro”. La strada intrapresa sembra essere quella giusta, ma è opportuno non farsi trasportare da facili ottimismi. Il percorso è ancora lunghissimo.
