Le ultime ore dei ribelli ad Aleppo, resta rischio massacro civili

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Le ultime ore dei ribelli ad Aleppo, resta rischio massacro civili

13 Dicembre 2016

Secondo la tv di stato siriana, le forze governative controllerebbero ormai la zona est di Aleppo, i ribelli si sarebbero ritirati in soli sei quartieri, tra i quali al-Salheen, al-Firdous e Bustan al-Qasr. Il luogotenente Zaid al-Saleh, capo del comitato di sicurezza Aleppo, ha dichiarato che la riconquista della città sarebbe nelle sua fase finale, e ha aggiunto “la battaglia nella zona est di Aleppo dovrebbe finire in fretta. Loro -i ribelli- non hanno molto tempo. Essi o devono arrendersi o morire”.

La riconquista della zona orientale segnerebbe la maggiore vittoria dall’inizio della guerra nel 2011, secondo la stampa internazionale le forze alleate avrebbero ormai il controllo del 90% della città, si temono però per i civili, per le violenze loro perpetuate  denunciate dall’Osservatorio siriano per i Diritti umani con sede a Londra. Nell’era dell’informazione globalizizzata basta poi asoltare le grida di aiuto che arrivano in tempo reale via rete: foto terribili, rumori di spari, gente che chiede pietà, gruppi di affamati, donne, bambini, vecchi. Ad Aleppo, in nome della guerra al terrorismo, si sta consumando l’ennesimo genocidio contro l’umanità.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa così come il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon si è detto preoccupato per le notizie, non verificate, di atrocità commesse contro i civili, incluse donne e bambini. Ha sottolineato il dovere di tutte le parti coinvolte di “proteggere i civili e rispettare il diritto umanitario internazionale e i diritti umani. Questa è in particolare responsabilità del governo siriano e dei suoi alleati”. Il Consigliere delle Nazioni Unite che si occupa di diritti umani per la Siria, Jan Egeland, ha twittato: “I governi della Siria e della Russia sono responsabili per ogni atrocità che le milizie vittoriose in Aleppo stanno commettendo in questo momento!”.