L’economia italiana è pronta a salire sul treno della ripresa
14 Ottobre 2009
di Redazione
I segnali della ripresa ci sono. L’Istituto di studi ed analisi economica, Isae, ha infatti rivisto al rialzo le previsioni per l’economia italiana nel 2009 e nel 2010. Quest’anno il Pil calerà infatti del 4,7%, con un miglioramento di sei decimi di punto rispetto alle precedenti stime dell’Istituto, che segnavano un calo del 5,3%. Di più: l’economia tornerà a correre nel 2010, quando il Pil crescerà dello 0,6% (contro un +0,2% previsto in precedenza).
“In sintonia con la dinamica dell’economia mondiale, anche in Italia va concretizzandosi l’uscita dalla recessione”, spiega l’Isae che basa le sue nuove stime anche sul positivo andamento della produzione industriale. Il nostro Paese a fine estate ha infatti messo a segno il risultato più elevato di tutta l’area europea. I dati in questo caso sono dell’Eurostat, l’Ufficio statistico delle Comunità europee, secondo cui in Italia, come aveva già annunciato l’Istat, ad agosto si è registrato un balzo del 7% mensile. Uno "stacco" importante rispetto ai vicini di casa se si considera che nell’area euro la produzione industriale (sempre ad agosto) è salita solo dello 0,9% rispetto a luglio mentre nella Ue l’aumento è stato dello 0,6% mensile.
La ripresa secondo l’Isae “viene trainata dalla domanda estera e dal lento recupero delle componenti della domanda interna. Su quest’ultime – avverte l’Istituto – potrebbero incidere, come fattori di freno, il deterioramento del mercato del lavoro e la maggiore difficoltà/onerosità di accesso al credito". In pratica da una parte il venir meno di redditi, dall’altra una riduzione dei prestiti limiterebbero la liquidità necessaria per dare spinta ai consumi.
L’occupazione, misurata in unità standard di lavoro, si riduce del 2,7% quest’anno e dello 0,6% nella media del 2010; il tasso di disoccupazione si attesta quest’anno al 7,6% e si porta all’8,6% il prossimo anno.
Per quanto concerne la dinamica dei prezzi al consumo, dopo i minimi toccati in estate "l’inflazione dovrebbe mostrare un profilo moderatamente crescente, con ritmi tendenziali prossimi all’1% a fine anno". Nella media del 2009, l’incremento dei prezzi al consumo si attesta allo 0,8%; nel 2010 all’1,7%.
Sul fronte dei conti pubblici, l’Isae non modifica le sue previsioni. Il rapporto deficit/Pil – secondo l’Istituto – si attesterà al 5,3% nel 2009 e del 5,1% nel 2010. Lo stock di debito pubblico salirà dal 105,7% del Pil nel 2008 al 114,8% a fine 2009, al 117,3% a fine 2010. Ma le nuove proiezioni non tengono conto dell’impatto che potrebbe derivare dagli incassi dello Scudo fiscale e del fatto che gli effetti sui conti pubblici dipenderanno dalle decisioni del Governo in merito alla destinazione dei fondi derivanti dalla sua applicazione. Ma se i capitali riportati in Italia con lo scudo saranno utilizzati, come si ipotizza, per dare impulso ai consumi e agli investimenti – perché rappresenta una soluzione a basso costo, fiscalmente protetta, per iniettare nelle imprese quella liquidità di cui hanno urgente bisogno – anche le previsioni sui conti dovranno essere riviste in positivo.
