Lega, cresce l’entusiasmo: “Premiata la serietà del partito”

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Lega, cresce l’entusiasmo: “Premiata la serietà del partito”

07 Giugno 2009

E’ un ottimismo ”sempre meno cauto” quello che si respira dalle parti della Lega, in Via Bellerio a Milano. A coniare la frase è il parlamentare Matteo Salvini. Dirigenti e militanti sono nella storica sede del Carroccio e seguono le proiezioni che collocano il partito appena sotto il tetto del 10% (tra il 9,6 e il 9,8%), contro il 5% delle europee del 2004 e l’8,3% delle politiche 2008.

I risultati che si profilano hanno galvanizzato la base leghista (al punto che sono ormai moltissime le telefonate a Radio Padania di militanti entusiasti), e convinto i dirigenti a incontrare i giornalisti. Il leit motiv è più o meno lo stesso per tutti, da Roberto Cota a Mario Borghezio, da Roberto Castelli a Giancarlo Giorgetti: ”Il risultato è un premio per l’azione di governo della Lega – spiegano – E’ stata premiata la nostra serietà e questo voto è anche una spinta per portare in Europa le battaglie che la Lega ha condotto fino ad oggi in Italia”.

Una su tutte: regole ferree contro l’immigrazione clandestina. Il leader del Carroccio non si è ancora fatto vedere e resta chiuso nel suo ufficio. Ma non è una novità: nei decenni passati è già accaduto che abbia rinviato il proprio commento al giorno successivo, anche se dal suo entourage lo descrivono come piuttosto soddisfatto. Nel pomeriggio aveva scelto la linea della prudenza ricordando che la Lega ha sempre avuto una sorta di “tallone d’Achille” a proposito di elezioni europee, aggiungendo che si sarebbe ritenuto molto soddisfatto nel caso il suo partito avesse raggiunto il 10%. Con lo spoglio delle schede ancora in corso, mantiene la stessa linea di tranquilla cautela.

Ma nella base l’entusiasmo è andato crescendo e ha contagiato anche i dirigenti, tanto è vero che più di uno sorride, anche se a parole si mostra cauto, quando i giornalisti chiedono se sia possibile, almeno in alcune province o regioni del Nord, un sorpasso della Lega rispetto all’alleato Pdl.