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Lega senza tabù, fuori Bossi ma Maroni tace e si prepara al voto

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Bossi fuori dalla Lega Nord? Impossibile, eppure nell'assemblea degli eletti convocata da Roberto Maroni, segretario e governatore di Regione Lombardia, pare se ne sia parlato. Maroni dunque mostra i denti e dopo il basso profilo assunto nelle scorse settimane e dopo il voto deludente alle amministrative ora Bobo è deciso a non mollare di un centimetro. Tenersi la segreteria ("Rimango finché serve"), spazzare via chi soffia sul fuoco ("Non tollererò più azioni in contrasto"), e se servirà dare il benservito addirittura al Senatur. Tutto con un obiettivo, riprendersi i voti persi all'ultimo giro, proprio per colpa degli scandali che l'anno scorso hanno stritolato la Lega provocando una emorragia verso Grillo e i 5 Stelle. Secondo non pochi leghisti è proprio il cerchio magico e le storie che sono fiorite sull'inner circle familistico amicale bossiano ad aver fatto perdere consensi e credibilità alla Lega. Sulla espulsione del Bossi, ovviamente, non ci sono dichiarazioni ufficiali di Maroni ma il Senatur non ha partecipato alla assemblea di ieri, insieme ad altri esponenti, e Maroni ha commentato: "Vedremo che giustificazioni hanno". Maroni sembra convinto che le larghe intese dureranno poco, ha polemizzato via Twitter con il ministro Trigilia ("1 miliardo per il lavoro, ma tutto e solo al Sud"), e vuole tenersi pronto in caso si torni alle urne.

 

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