Legge di bilancio 2017: pollice verso manifatturiero. Bruxelles al varco, promesse di Renzi

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Legge di bilancio 2017: pollice verso manifatturiero. Bruxelles al varco, promesse di Renzi

28 Ottobre 2016

In attesa di avere uno straccio di testo in parlamento sulla manovra, anche Bruxelles aspetta chiarimenti sulla legge di stabilità, ad esempio sulle spese legate al terremoto di agosto. Come pure rispetto al sisma che ha colpito l’Italia nei giorni scorsi, se ne parlerà “se e quando” Roma ne comunicherà i dettagli completi.

“C’è un dialogo in corso – dice Annika Breidthardt, portavoce del commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici – con le autorità italiane sulla legge di Bilancio. In questo ambito, stiamo aspettando i chiarimenti delle autorità italiane in risposta alla nostra lettera entro la fine della giornata di oggi e questo non cambia. Di conseguenza non commenteremo ulteriormente in questa fase o ragioneremo su altre ipotesi”.

Nella lettera inviata nei giorni scorsi, la Commissione ha chiesto una comunicazione dettagliata sulle spese legate all’emergenza terremoto e a quella migranti, che il Governo ha utilizzato per giustificare un rapporto deficit/Pil nel 2017 pari al 2,3% contro il 2% programmato. Non solo Ue. La legge di Stabilità lascia soddisfatte a metà le imprese manifatturiere, che attraverso il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, fanno sapere che “se le notizie più lusinghiere arrivano dalla proroga del nuovo iperammortamento,
degli ecobonus e delle sterilizzazioni su Iva e accise, restano diverse perplessità sul fronte delle semplificazioni”.

“L’accelerazione che si vuole imprimere sulla trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate, con il passaggio a trimestrali delle comunicazioni Iva, è in questo momento inopportuna – sostiene Lorenzin – in quanto gli operatori
arrivano da sei anni di modifiche agli adempimenti, poche delle quali nel segno concreto della semplificazione. Non c’è spazio oggi per aggiungere nemmeno mezzo nuovo obbligo”. “Anche la fatturazione elettronica obbligatoria – secondo Lorenzin – va dosata con saggezza, a meno che l’obiettivo non sia quello di favorire in fretta il processo di smantellamento delle piccole imprese”.

Insomma, pollice verso del manifatturiero per la nuova comunicazione trimestrale “che rappresenta una riedizione dell’esperienza, già fallimentare, delle dichiarazioni periodiche Iva conosciute nel periodo 1998-2001”. E ancora, sulle promesse fatte da Renzi ieri a Napoli sugli sgravi al cento per cento per nuove assunzioni, dovrà essere un decreto del presidente del Consiglio a determinare le risorse da destinare allo sgravio contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato per le Regioni del centro Sud.

Il problema è che ancora non si capisce cosa ci sia scritto nella legge e quali siano le coperture di una manovre che parla di crescita senza spiegare come e perché. La verità è che Renzi continua a fare campagna elettorale con i provvedimenti come quello su mezzogiorno, mentre il nostro paese, se cresce, lo fa poco e niente, allo zero virgola, ultimo in Europa.