Legge di bilancio, dubbi dei tecnici Camera: “Conti non tornano”

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Legge di bilancio, dubbi dei tecnici Camera: “Conti non tornano”

Legge di bilancio, dubbi dei tecnici Camera: “Conti non tornano”

01 Novembre 2016

Il decreto legge collegato alla legge di bilancio 2017 ”contiene alcune previsioni che non appaiono formulate in conformità alle regole che presiedono ad un corretto impiego delle fonti del diritto”. Il provvedimento approdato alla Camera ”non è corredato né della relazione sull’analisi tecnico-normativa (Atn), né della relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione (Air)”. Le osservazioni del servizio studi di Montecitorio sulla legge di bilancio sono un altro duro colpo per la manovra Renzi-Padoan.

Il dossier dell’ufficio studi della Camera valuta la qualità del testo, le specificità, l’omogeneità e limiti del provvedimento. I tecnici della Camera, nell’esaminare gli elementi di chiarezza e proprietà della formulazione del testo, osservano che sono state individuate delle ”soluzioni che sembrano essere essenzialmente riconducibili a quella che il Consiglio di Stato ha definito ‘fuga dal regolamento’, probabilmente indotta anche dalla complessità e dalla tempistica delle procedure per l’adozione di norme regolamentari”.

Nel dossier vengono sollevati dei dubbi anche rispetto alle norme finanziarie, per esempio sugli oneri per il contributo straordinario concesso per il trasporto regionale (Campania e Molise), attribuiti al Fondo sviluppo e coesione, dove non si specifica ”il soggetto competente, la procedura e l’atto con cui tale rimodulazione” delle risorse “può essere eventualmente effettuata”. Idem per il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, non  “si specifica il soggetto competente”, per individuare gli stanziamenti, ”la procedura e l’atto con cui tale finanziamento può essere eventualmente effettuato”.

Non solo, i rilievi mossi da Bruxelles dimostrano che la politica economica del governo continua a fondarsi sul binomio deficit e debito. Si tratta, come abbiamo ripetuto più volte, di un uso strumentale e demagogico della legge di bilancio, utile a Renzi per cercare di raggranellare qualche voto per il 4 dicembre, quando gli italiani saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale. Da Forza Italia, si fa notare che, a fronte dei 4 miliardi per l’emergenza immigrazione, non si è riusciti a trovare le risorse per il fondo povertà in Italia.

”In attesa di conoscere il contenuto del nuovo decreto sul sisma annunciato da Renzi, resta il fatto che al momento i conti non tornano: all’Europa per la ricostruzione post-terremoto il governo ha chiesto di realizzare uno sforamento da 3,4 miliardi mentre lo stanziamento del governo per il terremoto è fermo a circa 1,3 miliardi – di cui 600 milioni sono effettivi per la ricostruzione e 600 per il credito d’imposta e dunque diluiti nel corso dei prossimi anni”, dicono i Parlamentari di M5S.

“Insomma mancano all’appello almeno due miliardi e al momento non è dato sapere dove siano questi soldi”. “Altro nodo fondamentale: il nuovo decreto -proseguono- sarà collegato alla Legge di bilancio? Questo il presidente del Consiglio non lo dice ma il dato è fondamentale perché, in caso di risposta negativa, significa che stiamo facendo nuovo e ulteriore debito pubblico”.

“Considerando l’imbroglio del governo Renzi che ha chiesto all’Europa un margine di flessibilità dello 0,2%, pari a 3,4 miliardi per il terremoto, ma che nella legge di bilancio ha previsto solo 600 milioni di nuove spese per il sisma e per la ricostruzione, lasciando nei 104 articoli della norma gli altri 2,8 miliardi per mance e mancette; considerando il decreto fiscale, ormai chiamato decreto marchetta, pieno zeppo di favori e favoretti a questa o quella clientela, a questo o quel potere forte o potere marcio, e che non cancella affatto Equitalia”, attacca Renato Brunetta, presidente dei deputati di Fi.

“Considerando tutto questo -continua- posso annunciare che la mission di Forza Italia in Parlamento nei prossimi giorni e nelle prossime settimane sarà quella di presentare, tanto nelle Commissioni competenti quanto nelle Aule di Camera e Senato, emendamenti per smontare e cancellare le marchette di Renzi e Padoan e per destinare tutte le risorse e i fondi necessari alle popolazioni colpite dal sisma, alla ricostruzione e alla messa in sicurezza dei territori maggiormente a rischio”.