Legge di Stabilità, Sacconi: “Sì a fiducia ma ora accordo per riforme e lavoro”
23 Dicembre 2013
Il presidente del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi ribadisce la fiducia al governo, e rilancia un accordo di maggioranza per riforme istituzionali e lavoro. "Noi siamo consapevoli – ha affermato il senatore nel corso della dichiarazione di voto sulla legge di stabilità – di avere assunto una duplice scommessa: quella di poter concorrere lealmente oggi alla ridefinizione delle regole democratiche con l’avversario di domani e quella, contemporaneamente, di poter condividere con chi non la pensa come noi un primo impulso alla crescita dell’economia e dell’occupazione".
"Le due Camere – continua Sacconi a proposito delle riforme – lavoreranno in stretta relazione per una nuova legge elettorale e per il superamento del barocco bipolarismo perfetto. Noi siamo quelli che volevano questo esito già prima della sentenza della Corte Costituzionale che, a differenza di altri, abbiamo salutato con favore. Vogliamo quindi, con determinazione, ridurre il numero degli eletti, specializzare il compito delle due Camere, ridare agli elettori il potere di scegliere i propri rappresentanti, garantire la stabilità del governo attraverso un premio di maggioranza "ragionevole" come ci ha vincolato a fare l’alta Corte. Il nostro voto di oggi costituisce insomma titolo per un accordo di maggioranza prima, aperto ad una più ampia condivisione poi".
Sul lavoro aggiunge poi il Presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra: "Se riusciremo, insieme, a introdurre una nuova regolazione capace di coniugare maggiore semplicità e certezza nella definizione delle tipologie contrattuali e maggiore protezione nella mobilità verso il lavoro, avremo reso un servizio straordinario ad una nazione stremata dal conflitto ideologico novecentesco in un tempo così diverso rispetto a quello del secolo scorso. Ci possono aiutare le buone pratiche in atto negli altri Paesi europei ed un approccio conseguentemente pragmatico, financo sperimentale e reversibile. Noi formalizzeremo in gennaio le nostre proposte". "Se a questo sapremo aggiungere significative razionalizzazioni dello Stato come delle Regioni e degli Enti Locali convogliandole sulla riduzione del costo indiretto del lavoro a partire dal salario di produttività – conclude il senatore Ncd – avremo fatto cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza per il nostro popolo. Il tutto in un anno vissuto coraggiosamente e generosamente, in modo che il voto programmato per il 2015 rappresenti il giudizio sulle cose fatte prima ancora che su quelle da fare".
