Home News Legge elettorale, passi avanti bipartisan. Il Pdl lancia la battaglia anti-tasse

No all’aumento dell’Iva, Imu a tempo e rateizzata

Legge elettorale, passi avanti bipartisan. Il Pdl lancia la battaglia anti-tasse

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Anzitutto, la crescita. Anzitutto, stop all’aumento delle tasse. Il Pdl si intesta una battaglia, nel paese e in parlamento, con un pacchetto di proposte tecniche da presentare al governo dei tecnici. Sul versante delle riforme, è a un passo dal traguardo quella costituzionale e sulla legge elettorale si registrano passi avanti ‘bipartisan’. Almeno fin qui.

Alfano non enfatizza l’accordo sul lavoro con Monti e i leader di Pd e Udc e usa la ribalta mediatica di Porta a Porta per far capire che il Pdl pur sostenendo questo governo pagandone il prezzo politico più alto (il netto calo di consensi e la rottura con la Lega che lo stesso Alfano considera temporanea), non è disposto a fare il passacarte. Tutt’altro: il numero uno di via dell’Umiltà attende – come tutti del resto – di vedere tradotta in norma la ‘parola data’ all’intesa su un ddl che ancora non è alla sua versione ufficiale e sul quale deve pronunciarsi il Colle.

Non risparmia critiche sull’articolo 18 sul quale Bersani ha puntato i piedi per non lasciare troppa strada a Camusso, Vendola e Di Pietro, ottenendo un dietrofront di Palazzo Chigi sullo spinoso passaggio del reintegro, decisione che sostanzialmente torna, anzi resta, nelle mani del giudice nei casi di manifesta inconsistenza del licenziamento per motivi economici. Alfano sa bene di aver dovuto accettare la correzione, tanto che non esita a ribadire che il Pdl avrebbe votato la prima versione della riforma, ma è altrettanto consapevole che adesso può giocarsi una sorta di ‘contropartita’ con Monti. Almeno questo è l’obiettivo dichiarato dal segretario Pdl che annuncia una battaglia contro l’aumento dell’Iva che da settembre dovrebbe lievitare dal 21 al 23 per cento.

Non solo: battaglia anche sull’Imu. La tassa sulla casa che Berlusconi aveva tolto e Monti ha rimesso è un tema sensibile per i pidiellini e per l’elettorato di riferimento. Il fatto di averla votata in parlamento per senso di responsabilità di fronte a misure anti-crisi pesanti ma necessarie per evitare il default dell’Italia, non vuol dire averla digerita. Di qui l’iniziativa: a via dell’Umiltà i tecnici del partito stanno predisponendo una proposta ‘tecnicamente sostenibile’ per fare in modo che sia una tantum e che l’importo da pagare venga rateizzato. Alfano aggiunge che “nel 2013” dovrà essere cancellata, ovviamente se sarà il centrodestra a vincere le elezioni. Tassa iniqua perché colpisce un bene primario per oltre l’ottanta per cento della popolazione e perché all’Imu su aggiungono i nuovi estimi catastali che appesantiscono il ‘quantum’ che chi possiede un’abitazione dovrà corrispondere allo Stato e ai Comuni tra giugno e dicembre.

Una mossa che ovviamente ha in sé peculiarità elettoralistiche, visto le amministrative alle porte, ma che - pare di capire - non sarà solo propaganda dal momento che sul filone tasse il Pdl promette di fare sul serio. Un primo riscontro in questa direzione c’è già al Senato dove è appena approdato il decreto-banche rispetto al quale Gaetano Quagliariello assicura che il partito assumerà alcune iniziative per sostenere famiglie e imprenditori. Stessa cosa sul versante – strategico -  dei crediti che le imprese vantano con la pubblica amministrazione.

Riforme. Su quella costituzionale, la convergenza sull’articolato è confermata e già a metà della prossima settimana potrebbe essere presentato a Palazzo Madama l’emendamento al ddl all’esame delle commissioni. Quanto alla legge elettorale, si registrano passi avanti bipartisan. Dopo i dubbi e i maldipancia interni ai partiti (Pdl e Pd) che avevano fatto intravedere un probabile rallentamento, ieri la riunione dei ‘tecnici’ ha sancito una linea più possibilista sul raggiungimento di un accordo. Che per Pdl e Pd muove da un assunto: ok al modello tedesco ma senza indebolire il bipolarismo. Di qui la proposta di correzioni in senso maggioritario, anche se l’idea non entusiasma troppo il Terzo Polo. Certo è che il punto di caduta si troverà se ciascuno sarà disponibile a fare passi di lato.

Alfano ribadisce la linea: “Non appoggeremo mai una riforma che non consenta l'indicazione del premier, perché è fondamentale che i cittadini sappiano chi governa della coalizione che vince”. Le altre condizioni sono: il diritto di scelta degli elettori rispetto ai parlamentari e che la revisione del sistema di voto non consenta “ribaltoni: per noi è fondamentale che il partito che vince le elezioni va al governo”.

La prossima settimana nuovo round, prima i leader dei partiti poi gli ‘sherpa’. Sarà quello il passaggio vero per capire se tra un anno andremo a votare col ‘Porcellum’ che oggi tutti dicono di voler cancellare. Per ora, a parole.

 

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6 COMMENTS

  1. Lealtà agli Italiani
    Che si intenda almeno tracciare un programma ed una strada – altro che una “lealtà a Monti” senza radici, futile e casiniana – è già un passo. Ciascuno potrà valutare. Ma di cessioni (tanti come Giannino e Martino: facciamo tutti rima con tapino?) è streng verboten anche sussurrarne?

  2. PdL socialista cerca di rifarsi un look anti-tasse? ridicolo
    La maggior parte delle tasse che vediamo oggi sono state decise da Tremonti.
    Come le tasse sul risparmio elevate al 20%.
    Anni di governo di centro destra e mai si è iniziato a tagliare la spesa pubblica.
    Ma Alfano chi crede che siano i suoi ex elettori?
    Dei fessi?
    Finchè il PdL sarà pieno di piattole socialiste e fadciocomuniste come Alemanno e tanti altri, Alfano parlerà al vento.
    Il PdL è pieno zeppo di gente che non ha più nessuna credibilità.
    La stessa “crescita” altro non è che un modo per spingere lo stato ad aumentare la spesa pubblica. Altro che taglio delle tasse.

  3. raggiro
    Adesso, dopo aver abdicato a favore di un governo non eletto, dove gli sconfitti delle precedenti elezioni dettano la linea da seguire, dopo essersi rimangiati ogni impegno elettorale che avevano assunto sottoscrivendo addirittura un “patto con gli italiani” , dopo aver ripetutamente asserito che questo governo verra’ comunque sostenuto, il sig. Alfano se ne esce con questa dell’opposizione a nuove tassazioni? Forse non ha capito che la gente onesta si prende per i fondelli una volta sola. Do appuntamento ai Signori Politici alle prossime elezioni, allora capiranno.

  4. Piccolo particolare….
    Fa piacere che si possa raggiungere un accordo sulla legge elettorale (sempre che sia una legge decente).

    E’ strano ma piacevole sapere che il Pdl stia valutando l’abolizione dell’imu, strano perchè l’hanno introdotta loro insieme ai loro amici del PD.

    L’unica cosa stonata è che persiste la drammatica assenza di un partito votabile da chi come me non è un socialista!

  5. Mi riesce difficile
    Mi riesce difficile comprendere quale battaglia antitasse voglia il PDL intraprendere quando ha votato a scatola chiusa tutte quelle che MONTI ha imposto a partire dall’IMU che non è altro che l’ICI la quale precedentemente proprio il PDL aveva tolto sulla prima casa.

  6. il pdl socialista combatte contro le tasse? una barzelletta?
    Battaglia anti tasse?
    Proprio divertente. Il PdL con queste dichiarazioni sembra un bambino che non sa neanche di essersi cagato adosso.
    L’ultima è la “riforma” del lavoro: una riforma che dovrebbe beneficiare confindustria e che viene fatta pagare con tasse ai cittadini per finanziare gli ammortizzatori sociali voluti dai sindacalisti.
    Il PdL si batte contro le tasse. BUUM. Che eroe.

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