Legge elettorale, Quagliariello: “Si può migliorare, ecco come”

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Legge elettorale, Quagliariello: “Si può migliorare, ecco come”

20 Ottobre 2010

Il Pdl difende l’attuale legge elettorale anche se ritiene che “può essere migliorata”. Gaetano Quagliariello ha presentato un disegno di legge ad hoc che sarà discusso a Palazzo Madama in commissione Affari Costituzionali e al termine della conferenza dei capigruppo per la calendarizzazione dei provvedimenti in agenda, ribadisce il concetto: “Sulla legge elettorale Il Pdl fa sul serio, anche se per il Paese ci sono altre priorità”.

Non a caso, per il vicepresidente dei senatori Pdl  si tratta di un tema che “nella storia d’Italia è stato evocato tante volte con eccessive speranze e a suo tempo, all’ epoca di Tangentopoli a chiedere l’abolizione delle preferenze come fonte di corruzione erano magari gli stessi che oggi le vorrebbero reintrodurre. La legge elettorale è come le intendenze di Napoleone, dovrebbe seguire e non precedere le grandi riforme”.

Tuttavia l’intenzione è quella di “razionalizzare la legge esistente, tenendo presente che una legge elettorale come prima cosa deve consentire agli elettori di scegliersi chi governa e in questo l’attuale sistema funziona” dichiara Quagliariello che poi spiega quali possono essere le proposte che il Pdl presenterà in Commissione  dove sono incardinate 26 proposte di riforma: “Si può correggere  il premio nazionale al Senato, regionalizzandolo in un secondo momento, si può pensare di uniformare le soglie di sbarramento, si può fissare un limite massimo di seggi per il premio di maggioranza o rivedere i collegi, ampliandoli in modo da ridurre le liste e facilitare il controllo dei partiti sugli eletti perché le preferenze non sono la salvezza”. 

Concetto ripreso dal relatore del testo, il senatore Lucio Malan secondo il quale “il ddl Quagliariello ha lo scopo preciso di rafforzare la governabilità, introducendo il premio di maggioranza nazionale anche al Senato, mentre oggi è su base regionale. Abolire il premio di maggioranza, come vuole l’opposizione, significa tornare al sistema proporzionale dove l’elettore non veniva rispettato nel suo ruolo e i partiti decidevano dopo le elezioni con chi allearsi e quale politica fare”, sottolinea il senatore del Pdl che sull’importanza della revisione della norma chiosa: “Non è una delle riforme che sta più a cuore ai cittadini, ma di certo è un cavallo di battaglia per l’opposizione, dopo che molti, anche della maggioranza, hanno detto ogni male della legge in vigore”.