Legge elettorale, questa estate il Porcellum dovrà “dimagrire”

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Legge elettorale, questa estate il Porcellum dovrà “dimagrire”

22 Maggio 2013

"Dalle riforme dipende la vita del governo", dice il premier Letta in partenza per Bruxelles, e quindi mattinata movimentata per la riforma light della legge elettorale. Il vertice di maggioranza conferma la linea tracciata nei giorni scorsi: subito correzioni "minimal" al Porcellum per evitare che si torni alle urne con una legge incostituzionale, come richiesto dal Presidente Napolitano a Letta e avanti con la "clausola di salvaguardia" su cui c’è già un mezzo accordo tra Pdl e Pd. Le modifiche dovrebbero arrivare entro luglio. La riforma vera a propria invece alla fine della corsa, contestualmente a un generale ripensamento della forma dello Stato. Se ci sarà la volontà politica e il tempo di farlo.

Restano le diversità di interpretazione tra i partiti che formano la coalizione e all’interno delle stesso forze politiche si continua a dibattere su premio di maggioranza al Senato (dovrebbe passare più facilmente la modifica di quello alla Camera), sulla soglia del premio, sulle eventuali preferenze. Per il premio, il Pdl propone il 40% alla Camera e al Senato ma c’è chi vorrebbe abolirlo del tutto oppure lasciare le cose come stanno. Se la modifica dovesse passare, alle prossime elezioni chi prende il 40% conquisterebbe una trentina di parlamentari in più, meno dei vantaggi garantiti dalla Legge Calderoli e probabilmente insufficienti per governare da soli.

Insomma, considerando l’ingresso dei 5 Stelle nello spettro politico, è probabile che si vada verso uno scenario all’inglese dove la coalizioni come l’attuale "strana maggioranza" diventeranno più frequenti e il bipolarismo viri verso un modello tripolare base di successive e probabilmente non facili riaggregazioni. Il Governo Letta sarà quindi un modello per il futuro, se riuscisse a fare passi avanti potrebbe stare a significare che sarà più semplice governare. Se no, si riprodurrà un sistema complesso e difficilmente gestibile. Secondo il Fatto Quotidiano è ovviamente un "inciucio". Il Pd, per bocca del segretario Epifani, dice: "Vedo solo un rischio: se si andasse al voto con Porcellum modificato si avrebbe un parlamento proporzionale e quindi ingovernabile". Il Pdl, dalla sua, rilancia sul semipresidenzialismo e quindi sul doppio turno di collegio.