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Leggere in filigrana lo scontro Marcegaglia-Bombassei

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E’ partita con mesi e mesi di anticipo rispetto al solito. Di solito la campagna per la presidenza di Confindustria decollava, al più presto, nell’autunno precedente la vera e propria elezione. Invece questa volta alcuni dei competitori principali per la guida di viale Astronomia hanno cominciato a muoversi già in queste settimane.

Si è detto di Alberto Bombassei: candidato dai grandi titoli sia come imprenditore di chiara fama sia come dirigente storico della confederazione degli industriali, che occupa la scena con sagge prese di posizione ormai da mesi. E lascia intravedere nelle sue dichiarazioni un suo profilo presidenziabile.

In movimento è anche Emma Marcegaglia che non solo è stata lanciata da Vittorio Merloni, senatore degli imprenditori italiani e leader dell’ala liberal, ma è anche sostenuta da quotidiani come Libero e da settimanali come Economy. E’ evidente lo sforzo della ex presidente dei giovani industriali di  acquisire un forte sostegno dagli imprenditori orientati “a destra”, che costituiscono la netta maggioranza  - come appare da tutti i sondaggi - del corpo di Confindustria. La Marcegaglia conta, naturalmente sul buon lavoro svolto sui temi dell’energia (ne parla Libero che sostiene come questo suo impegno le porterebbe il supporto della associazione di Brescia, grande facitrice di presidenti e rappresentante di un’industria particolamente energia-dipendente), ma anche sull’attenzione data ai problemi dei “piccoli” e su una presa di distanze in atto da un qualche tempo dalla gestione montezemoliana, gestione che non trova oggi grandissimo apprezzamento nella base imprenditoriale.

“Coprirsi a destra” sarebbe indispensabile per una candidata che si oppose all’ex presidente Antonio D’Amato, le cui posizioni sono oggi molto rivalutate in tanti settori del mondo industriale, e che ha un qualche sentore di sbilanciamento “a sinistra”.

Economy si domanda se il sostegno di Merloni alla Marcegaglia sia stato solo un gesto generoso di apprezzamento per un’imprenditrice che entrava nel consiglio d’amministrazione della sua Indesit. Il settimanale, in un articolo di Stefano Caviglia, si chiede se un uomo così esperto e conoscitore delle cose del mondo, abbia compiuto veramente un gesto di puro e gratuito apprezzamento. Improbabile, conclude il giornalista della testata mondadoriana. E suggerisce che in realtà si possano leggere le fila di un ampio rassemblement intorno alla Marcegaglia a cui partecirebbe lo stesso Luca Cordero di Montezemolo.

Interessante, anche se molto tortuosa, la riflessione che fa un attento osservatore di cose confindustriali, secondo il quale le mosse dell’ala liberal e di quella montezemoliana a sostegno della Marcegaglia costituirebbero una sorta di movimento parallelo rispetto alle prese di posizione a favore di Bombassei (a cui lo stesso Montezemolo ha pagato un grande tributo sabato 12 maggio inaugurando il nuovo favoloso stabilimento di ricerca della Brembo, Kilometro rosso), quest’ultimo indicato, per esempio dal Riformista come il nuovo esponente dell’ala “falca” degli industriali.

Si tratterebbe di un minuetto per bruciare insieme due candidati, uno troppo falco, l’altra troppo liberal, e aprire la strada a un uomo più di struttura, dalla personalità poco ingombrante, capace di esprimere un accordo tra alcuni settori della tecnostruttura confindustriale, sui quali sia Montezemolo sia Merloni ripongono molta fiducia. Evitando imprevedibili soluzioni troppo carismatiche. Candidato perfetto di questa operazione, sarebbe il non appariscente Andrea Moltrasio, piccolo imprenditore chimico di Bergamo, oggi vicepresidente con delega ai problemi europei.

Moltrasio mi ha smentito direttamente, con parole molto convinte, manovre sue  o di suoi amici per la sua candidatura, dicendosi estraneo a qualsiasi campagna presidenziale, di cui pure si sono viste alcune tracce, e di essere animato da puro spirito di servizio. Gli osservatori “tortuosi” però mantengono la loro analisi.

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