L’esercito di israele è alle porte di Gaza
04 Gennaio 2009
di Redazione
L’esercito israeliano è giunto in poche ore alle porte della città di Gaza, operando dunque a molti chilometri dal confine con Israele. Blindati e unità di fanteria sono stati segnalati nel settore dell’ex colonia di Netzarim, evacuata in occasione del disimpegno israeliano dalla Striscia di Gaza iniziato nel 2005. Netzarim si trova a soli tre chilometri a sud della città di Gaza.
Dopo una settimana di intensi bombardamenti aerei contro le installazioni di Hamas nella Striscia di Gaza, l’esercito israeliano ha lanciato ieri sera un’offensiva di terra, con l’obiettivo dichiarato di prendere il controllo delle aree usate dai gruppi armati palestinesi per i loro attacchi con i Qassam contro le comunità israeliane nel Negev. Decine di miliziani di Hamas sono stati uccisi dalle truppe di terra israeliane: sarebbero almeno una ventina stando ad alcune fonti palestinesi. Il movimento islamico, da parte sua, ha annunciato l’uccisione di nove soldati, ma la notizia è stata smentita da Israele. Secondo un portavoce militare, ci sarebbero soltanto trenta soldati feriti, di cui due gravi, "ma nessuna vittima".
Le forze israeliane hanno occupato ampie porzioni di territorio nel nord della Striscia, in particolare nell’area compresa tra Beit Hanun, Beit Lahyia e Jebaliya, considerata la base di lancio privilegiata dei razzi Qassam contro Israele. L’obiettivo dell’incursione di terra è quello di "distruggere le infrastrutture terroristiche di Hamas nell’area delle operazioni", ha detto ieri la portavoce dell’esercito israeliano Avital Leibovitch. "Prenderemo il controllo delle aree di lancio usate da Hamas", ha aggiunto. Sarà "un’operazione lunga" e durerà "numerosi giorni", ha aggiunto la portavoce militare.
L’offensiva non "sarà semplice o breve, ma siamo determinati", ha spiegato a sua volta il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak, il quale ha anche autorizzato il richiamo di decine di migliaia di riservisti. Barak ha precisato che l’obiettivo dell’operazione è di neutralizzare Hamas e di promuovere "un cambiamento significativo" della situazione nel sud di Israele, da otto anni sotto il tiro dei Qassam palestinesi. Il ministro della Difesa israeliano ha poi lanciato un non troppo indiretto avvertimento al gruppo sciita libanese Hezbollah, affermando che Israele è pronto anche a qualsiasi eventualità lungo sua frontiera settentrionale con il Libano.
Intanto gli Stati Uniti hanno bloccato l’approvazione da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu di un comunicato che chiedeva il cessate il fuoco immediato tra Israele e Gaza nella Striscia di Gaza. La riunione del Consiglio, convocata d’urgenza dopo la decisione dello Stato ebraico di avviare un’operazione terrestre contro Hamas, si è conclusa così senza un accordo su un testo che chieda la fine delle violenze. Il vice ambasciatore americano all’Onu, Alejandro Wolff, ha spiegato che gli Stati Uniti non vedono l’intenzione di Hamas di rispettare il cessate il fuoco, ponendo fine al lancio di razzi contro Israele. Hamas ha definito "una farsa" la riunione del Consiglio di sicurezza, che sarebbe "asservito agli Usa".
La Libia, unico paese arabo rappresentato in Consiglio di sicurezza, aveva presentato una bozza di risoluzione in cui esprimeva seria preoccupazione per l’escalation delle violenze a Gaza e chiedeva a tutte le parti in causa di osservare un immediato cessate il fuoco. Ma gli Stati Uniti hanno deciso di bocciare il documento, che non indicava in Hamas un gruppo terroristico reo, secondo gli Usa, di avere sottratto il potere a Gaza alla legittima autorità nazionale palestinese guidata dal presidente Abu Mazen.
fonte: APCOM
