Letta e Napolitano uniti, fiducia mercoledì e riforma del Porcellum

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Letta e Napolitano uniti, fiducia mercoledì e riforma del Porcellum

30 Settembre 2013

Letta incontra Napolitano e si prepara al voto di fiducia previsto per mercoledì prossimo alle Camere. Dopo l’incontro con il premier, il Quirinale invia una nota alla stampa, "E’ stata attentamente esaminata la situazione che si è venuta a creare a seguito delle dichiarazioni del presidente Berlusconi e delle dimissioni rassegnate dai ministri del Pdl in adesione a quell’invito". Il testo prosegue: "Il succedersi nella giornata odierna di dichiarazioni pubbliche politicamente significative dei ministri dimissionari, di vari esponenti del Pdl e dello stesso presidente Berlusconi ha determinato un clima di evidente incertezza circa gli effettivi possibili sviluppi della situazione politica. Da ciò il presidente del Consiglio ha tratto, d’intesa con il presidente della Repubblica, la decisione di illustrare in Parlamento – che è la sede propria di ogni risolutivo chiarimento – le proprie valutazioni sull’accaduto e sul da farsi. Il presidente del Consiglio concorderà la data dei dibattiti con i presidenti delle Camere". Nella serata di ieri, Letta parla in tv: "Chiederò mercoledì la fiducia alla Camera e al Senato ma non per governare tre giorni ma per andare avanti con il programma," dice Letta, "Non farò il Re Travicello". Il premier è cosciente del fatto che tutto si gioca in casa Pdl, dopo lo strappo voluto dal Cav. e le divisioni che hanno attraversato il partito nel weekend, con l’ala ministeriale che ha preso le distanze dalla "deriva estremista e radicale del partito". "Non si può e non si deve votare" con il Porcellum, spiega il premier, ma "se non c’è la fiducia, trarrò le conseguenze". Nel programma che esporrà alle Camere la parte del leone sarà quella giocata dalla legge di stabilità. "Onestamente ho perso il filo da un po’ di giorni delle delle posizioni del Pdl. Ma i ministri hanno posto delle valutazioni e c’è un dibattito", dice ancora Letta, che sembra rincuorato dai sondaggi: la maggioranza degli elettori pidiellini, questa la convinzione del premier, "vuole che continui l’esperienza del governo". E a Berlusconi: "Gli auguro serenità perché quello che manca in questo momento è la serenità". Nel pomeriggio di ieri, il Cavaliere era intervenuto a Studio Aperto, chiedendo di tornare a votare. "A chi mi chiede di farmi da parte e accettare con cristiana rassegnazione la mia sorte giudiziaria, presente e futura, dico che lo farei senza esitazione, se ciò fosse utile al Paese. Invece darei il mio avallo a una democrazia dimezzata dove i magistrati politicizzati decidono chi deve governare". Ma c’è una apertura sui temi economici: "Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente". "Noi ci siamo e ci saremo» su stop a Imu e aumento Iva e «su tutte le altre misure utili, come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale". Oggi pomeriggio alle 17.00 i gruppi parlamentari di Pdl-Fi faranno il punto sulla crisi di governo. E’ prevista la partecipazione dei ministri pidiellini.