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Letta è pronto, sciolto (o quasi) il rebus dei ministri

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Nel primo pomeriggio il premier incaricato Enrico Letta ha incontrato il Presidente Napolitano per chiudere il cerchio della formazione del governo. Dalle 15.00, insieme al Capo dello Stato, ho contattato ancora una volta i diversi leader politici. Ormai manca pochissimo alla conferenza stampa per l'accettazione dell'incarico da parte del premier. Da sciogliere il rebus dei ministri. Tra i nomi "sicuri", per il Pdl si parla di Alfano (interno o vicepresidente), Quagliariello (riforme, uno dei dieci saggi di Napolitano), Lupi (Sanità), Lorenzin (Pari opportunità), e poi De Girolamo o Bernini. Per il Pd Chiamparino o Fassina (lavoro), Del Rio (coesione territoriale), il rettore della Sant'anna Maria Chiara Carrozza, Franceschini (rapporti con il parlamento o difesa). Per Scelta Civica, Mauro e il "supertecnico" Moavero. Scendono le quotazioni di D'Alema agli esteri. A parte il "memento" di Bersani ("no a un governo a tutti i costi") l'impressione è che Letta ce l'ha fatta. Lo indicano gli incontri di ieri sera, l'intervista dell'ex premier Monti a Otto e Mezzo e le dichiarazioni di Berlusconi, Alfano e Brunetta in  mattinata ("tutto bene", "sensazioni positive"). Resta l'incognita di OccupyPd. Cofferati: "governo politico un errore". Si parla di un documento dei ribelli (Civati, Zanda, Puppato) che potrebbero votare no alla fiducia. Ma il segretario in pectore Renzi dice: "Non c'è alternativa". Grillo riciccia Zavoli parlando di "Notte della Repubblica" e definisce 5 Stelle una "forza extraparlamentare".

 

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