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I cento giorni

Letta: “Governo di Servizio per il Paese”. Alfano: “Basta che non sia un governicchio”

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Enrico Letta, 46 anni, vicesegretario del Pd, allievo di Andreatta e segretario generale dell'Arel, membro dell'Aspen insieme a Giuliano Amato, nipote del braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta, ha ricevuto ("con riserva") l'incarico per la formazione del governo di larghe intese dalle mani del Presidente Giorgio Napolitano.

"Ho ricevuto l'incarico che ho accettato con riserva secondo consuetidine. La mia sorpresa è pari al profondo senso di responsabilità che questo incarico mi fa sentire sulle spalle, siamo in una situazione fragile, indedita, determinata dal voto".

"La situazione politica attuale non puo perdurare, ecco perche ho accettato questa responsabilità, che sento più forte della mia capacita di reggerlo. Il paese ha bisogno di risposte, sia quella parte che soffre, che non ha lavoro, per le imprese che chiudono, il senso della poverta che crece, i giovani che vanno via. Il mio primo impegno è di dare una risposta a questa emergenza enorme e insopportabile".

"Il secondo tema sarà quello di dare una politica nuovamente credibile al Paese. O si ritrova tutti insieme la credibilita oppure non avremo strumenti per risolvere i problemi. Metterò grande determinazione per far sì che da questa vicenda possa uscire una politica italiana diversa, grazie a una profonda riforma costituzionale che riduca il numero dei parlamentari, riformi il sistema bicamerale e la legge elettorale, ridia la governabilita".

"Mi appello alla responsabilità delle forze politiche, tutte, le riforme costituzionali dovremo farle insieme. Tutto questo si potrà fare se ci sarà un impegno dell'Italia affinché cambi la barra della Unione Europea sulle politiche di austerità, che non sono piu sufficienti. Servono risposte immediate, domani farò le consultazioni e nel più breve tempo possibile tornerò dal Presidente a scogliere definitivamente la riserva". "Profonda gratitutidine al Presidente napolitano". tentativo complesso, difficile.

Per Letta sarà "un governo di servizio per il paese" e "non dovrà nascere a tutti i costi". Napolitano esprime soddisfazione: "Sola prospettiva possibile, larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare al governo la piena maggioranza nelle Camere". Cita Ariel e ricorda Beniamino Adreatta. Sottolinea la familiarità di Letta con "importanti fori internazionali".

Era già arrivato in mattinata il "warning" di Alfano e del Pdl, "no al governicchio", no a un "caso Marini 2". Per il Pdl va bene seguire la strada dei saggi, ma via l'IMU dalla prima casa e no all'aumento dell'IVA. Insomma, il Pd adesso ha la responsabilità della formazione e della tenuta del nuovo governo ma ricordiamo i distinguo e le critiche neppure troppo velate di Rosy Bindi. Da parte piddina c'è diffidenza verso la lista dei ministri, che, soprattutto in dicasteri chiave come welfare ed economia, i Democrats pongono veti sui nomi del Popolo delle Libertà.

Sui ministri Napolitano dovrà quindi mediare nella trattativa spendendo ancora una volta tutta la sua forza di persuasione. Il presidente punta al giuramento del governo domani, il giorno del 25 aprile. Avremo un premier giovane, almeno rispetto agli standar italiani, e che ha scelto di andare al Quirinale con la macchina di famiglia, per dare un primo segnale al Paese.

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