Letta incontra Napolitano, resa dei conti nel Pdl

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Letta incontra Napolitano, resa dei conti nel Pdl

29 Settembre 2013

Oggi il premier Enrico Letta incontrerà il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale, per una valutazione della situazione dopo l’annuncio fatto ieri dal vicepremier Alfano delle dimissioni dei ministri del Pdl. Se Letta non si dimetterà, solo il parlamento potrà sfiduciare il Governo. "Procederò con una verifica attenta dei precedenti di altre crisi a partire dal secondo Governo Prodi," ha detto Napolitano prima di rientrare a Roma, "vedremo se ci sono le possibilità per il proseguio della legislatura". Intanto occhi puntati sul Pdl. Intervenendo al Festival del Diritto di Piacenza, Gaetano Quagliariello ha spiegato di continuare a credere in una forza del centrodestra che sia capace di aggregare le diverse anime del mondo moderato e conservatore in Italia, non in un partito che "rischia di diventare una Lotta Continua di Destra". Quagliariello spiega che darà le dimissioni da ministro tornando a Roma, ma aggiunge "Se una decisione come quella di ieri è stata presa da un’ala del partito, senza neppure il segretario e dei due capigruppo e senza sentire i ministri, a questo punto credo che non aderirò alla nuova Forza Italia perché il partito è geneticamente modificato". Secondo il ministro per le riforme, "la sinistra ha sbagliato ad avere trattato la vicenda di Berlusconi come una vicenda esclusivamente politica, questo è il suo errore, non trattare Berlusconi come tutti gli altri senatori, quando c’erano legittimi sospetti sulla normativa applicata. Da qui ne è conseguito l’errore di reazione del centrodestra". Sulla stessa linea Fabrizio Cicchitto, che spiega "Silvio Berlusconi non ha bisogno di un partito di alcuni estremisti che nelle occasioni cruciali parlano con un linguaggio di estrema destra dall’inaccettabile tonalità anche nel confronto con gli avversari politici, che non dobbiamo imitare nelle loro espressioni peggiori". Secondo Beatrice Lorenzin, "non giustifico né condivido la linea di chi consiglia Silvio Berlusconi in queste ore. Tentano di distruggere tutto quello che Berlusconi ha costruito e rappresentato". Pur dimettendosi, Lorenzin annuncia che non entrerà in un partito che "spinge verso una destra radicale".