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I cento giorni

Letta, riforme occasione da non sciupare. Via alla Commissione dei saggi

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Enrico Letta lancia la sfida delle riforme, una "opportunità" che non "va sciupata". Così il premier aprendo ufficialmente i lavori della Commissione per le Riforme, presente il ministro Quagliariello. Il senso del ragionamento di Letta è semplice, senza riforma delle istituzioni, della forma dello stato e del governo, anche le altre riforme strutturali di cui ha bisogno il nostro Paese ne uscirebbero indebolite. Passaggio fondamentale anche rispetto alle richieste che ci sono venute dall'Europa al momento della fine della procedura di infrazione. Letta definisce la Commissione "motivo di grande soddisfazione per il governo" e sugli esperti aggiunge: "Sono il meglio della tradizione giuridica del Paese". Il presidente del Consiglio rassicura in ogni caso quanti temono che la Commissione possa essere un organismo in grado di mettere tra parentesi il parlamento, non sarà così, i 35 saggi hanno infatti una funzione consultiva rispetto al Governo. Secondo il ministro Quagliariello, i lavori della Commissione dovrebbero concludersi entro la fine di luglio, con un approfondimento di tutti i temi previsti. In una intervista apparsa sul Foglio di oggi, Quagliariello ha ricordato la deadline per le riforme, 4 mesi, "o ce ne andiamo". Il ministro ha anche ricordato le dichiarazioni fatte dal vicepremier Alfano dopo le amministrative, spiegando che "Alfano ha ragione, questo Governo deve dare un orizzonte all'Italia e al processo europeo, o moriremo di larghe intese". Nella roadmap del ministro, la Commissione è il primo passo per dar vita a un processo costituente che non resti nel chiuso del Palazzo ma si sviluppi con il contributo degli esperti, dei "pratici" della Costituzione, delle università. Il secondo step, che probabilmente dovrebbe essere lanciato alla fine di giugno, sarà la già annunciata Consultazione pubblica on line sulle riforme.

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