Letta telefona a Obama, triangolare Roma-Parigi-Washington
20 Maggio 2013
Venti minuti di telefonata fra Obama e Letta. I due si parlano, al centro il lavoro e la questione giovanile, scambi di cordialità, e arrivederci al prossimo vertice del G8 in Irlanda del Nord. Il comunicato stampa diffuso della presidenza del consiglio racconta di molti convenevoli, Obama che si rallegra per il nuovo esecutivo italiano e insomma l’impressione è che nel breve e medio periodo possa riproporsi quel triangolare Roma-Parigi-Washington già sperimentato a suo tempo da Monti per esercitare una qualche pressione sulla rigidà teutonica con l’aiuto degli Usa.
"Il Presidente del Consiglio ha indicato le priorità del governo relativamente all’agenda di riforme politiche ed economiche, con particolare riguardo alle linee che egli esporrà in occasione dei Consigli Europei del 22 maggio e di fine giugno", spiega il comunicato, con Obama d’accordo sulla linea delle politiche di crescita senza tradire l’equibibrio di bilancio e i nostri impegni con la Ue. "L’Amministrazione americana conferma il proprio impegno a collaborare con i leader europei per promuovere un rapido superamento della crisi economica e favorire iniziative volte a stimolare la crescita in un quadro di mantenimento della stabilità fiscale".
Poi l’agenda internazionale. Ok italiano alla proposta di una iniziativa della Comunità internazionale sulla Siria che coinvolga i principali attori regionali, grande attenzione alla Libia "con specifico riferimento ai rischi d’instabilità suscettibili di accrescere l’insicurezza della popolazione civile e delle imprese straniere che operano nel Paese" e il ringraziamento di Obama per l’impegno del contingente italiano in Afghanistan. E’ andata di lusso al Presidente Obama. Rischiava di trovarsi al governo il tandem Bersani-Vendola e che si riaprisse la solita manfrina sul ritiro da Kabul e invece si trova con un esecutivo guidato da un premier giovane e ben collegato agli Usa, e con un ministro degli esteri che ha come stella polare dell’Europa di domani proprio "Gli Stati Uniti d’Europa". Obama avrà tirato un sospiro di sollievo. Non che sia al cento dei suoi pensieri ma almeno l’Italia non sarà un problema.
