Home News Lettera aperta ai giovani del Pdl su Vittorio Arrigoni

Le verità e le bugie

Lettera aperta ai giovani del Pdl su Vittorio Arrigoni

12
1

Cari ragazzi,

 

ieri ho letto, non senza un certo sgomento, le dichiarazioni di una delle vostre dirigenti nazionali, Carolina Varchi, sull'omicidio di Vittorio Arrigoni. "Non condividiamo affatto," dice la Varchi rivolgendosi ai giornali della sua area politica, "i vergognosi attacchi di certa stampa di centrodestra contro un ragazzo italiano ucciso barbaramente. Seppur divisi dalle idee politiche, non possiamo nascondere la nostra profonda stima per la causa che Arrigoni portava avanti. Anche noi sogniamo la libertà del popolo palestinese che, come tutti i popoli, ha diritto a una terra e a una patria dove vivere in pace. Arrigoni aveva il merito di raccontare ciò che tanti media nascondono sul conflitto israelo-palestinese. Continueremo a sostenere la necessità di perseguire l'idea di due popoli e due stati, indicata dal presidente Berlusconi, unica possibilità di pace in Terra Santa".

In questi giorni l'Occidentale, e chi vi scrive, ha pubblicato numerosi pezzi per ricostruire cosa sta accadendo a Gaza e come si è arrivati allo strangolamento di Arrigoni, e non mi sembra che, da parte nostra, ci sia mai stata la voglia di sottrarci al peso, e anche al dovere, della pietà, verso un nostro giovane connazionale morto in una situazione così tragica. Passare gli ultimi momenti della tua vita nella cognizione che a darti la morte sono proprio quelli accanto a cui avevi scelto di batterti, per aiutarli, dev'essere stato terribile. Volente o nolente, a Gaza Arrigoni ha vissuto inquadrato in un sistema di tipo terroristico, che alla fine si è liberato di lui come un corpo estraneo. Non sono stati noi ad affibbiare ad Hamas il bollino di organizzazione terroristica, ma l'Unione Europea.

Per quanto mi riguarda, e posso assicurare la signorina Varchi che in passato ho creduto che quella "pace" fosse possibile e che mi sono anche impegnato politicamente affinché ciò accadesse, la soluzione due popoli due stati è un fallimento universale ormai conclamato ma che per le bizzarie della diplomazia dura ininterrottamente da quasi vent'anni. La politica delle "concessioni" di Israele non è mai servita a niente. Attualmente, la principale funzione dell'ANP è quella di delegittimare, quando è possibile, lo stato ebraico agli occhi della comunità internazionale, mentre quella di Hamas è di cancellarlo dalle cartine geografiche, su indicazione degli ayatollah iraniani. Questa è l'unica "road map" che conoscono.

Davvero non capisco quali giornali o telegiornali italiani legga o guardi la signorina Varchi, visto che a me sembra che l'unica cosa di cui non si parla, mai, sono le ragioni di Israele nel conflitto (quando ci ha provato Saviano, apriti cielo), mentre invece, dall'11 Settembre agli squali addestrati dal Mossad per aggredire i turisti a Sharm, la propaganda anti-israeliana funziona meravigliosamente, radice di ogni complottismo, della grande cospirazione demo-pluto-giudaico-massonica di cui dovrei essere ingranaggio inconsciamente asservito. Ma basta ripercorrere la farsa tragica del "Rapporto Goldstone" per comprendere come funziona il potere mediatico quando si fa megafono delle grandi organizzazioni sovra-nazionali, che sono super-partes solo di nome: l'hanno chiamata "palestinolatria", e non si contano i film di denuncia finanziati dalla Ue per descrivere il "genocidio" a Gaza.

Soprattutto, ho l'impressione che la signorina Varchi sia rimasta abbagliata come tanti altri dal mito della Palestina come grande e Unica Soluzione a tutti mali del medio oriente, come se ogni aspetto della storia mondiale si decidesse lì, in quel fazzoletto di terra chiamato Gaza, un errore imperdonabile in cui è caduto qualcuno di più infinitamente importante di lei, il presidente Obama, annunciando, tra le altre promesse, tutte disattese, di voler finalmente realizzare la pace fra israeliani e palestinesi. In realtà, oggi sono proprio quelli che pensavano "ai giovani arabi interessa solo la liberazione della Palestina" a restare sorpresi e spaesati, di fronte alle rivoluzioni che hanno cambiato il volto del nordafrica e del medio oriente.

I tunisini, gli egiziani, i ragazzi scesi in piazza a Teheran dopo la rielezione di Ahmadinejad, quelli che in queste ore si ribellano al presidente siriano Assad, e tutti quelli che attendono di farlo dall'Algeria all'Arabia Saudita, non si sono ribellati contro Israele. La loro priorità non era la questione palestinese. Volevano rovesciare i loro padroni, le tirannie da cui erano e probabilmente resteranno governati, come quella al potere a Gaza. Arrigoni - ha scritto ieri in un commento uno dei nostri lettori - aveva criticato il partito islamico al potere nella Striscia. Pare avesse anche sottoscritto un manifesto dal profumo di gelsomino. Ma non crescono fiori dove passa il fascismo islamico. 

Navigando su Internet, e se il web non mi inganna, leggo che la signorina Varchi, prima di essere nominata dirigente della "Giovane Italia", il gruppo giovanile del PdL, quand'era studentessa all'università militava per "Azione Giovani", ex FUAN. In Italia le estreme, quando i cuori battono all'unisono per i palestinesi, s'incontrano sempre, basta farsi un giro da "Forte Prenestino" a "Casa Pound". Prima di parlare di ciò che i media italiani nasconderebbero sul conflitto in medio oriente, dunque, forse la signorina Varchi dovrebbe fare attenzione a non scivolare sui riflessi condizionati di vecchie ideologie.

Saluti cordiali

  •  
  •  

12 COMMENTS

  1. Visibilita’.
    Caro Santoro, la signorina Varchi sta cercando semplicemente “visibilita” con il suo “politicamente corretto” comportamento. Alvaro.

  2. Giovinezza, Giovinezza …
    L’impressione che ho ricavato da una piccola ricerca su Carolina (non Caterina) Varchi corrisponde abbastanza a quanto santificato da Luca Telese di tre anni fa, che andava in brodo di giuggiole dicendo di lei nel suo blog “Carolina Varchi, 24 anni, siciliana, occhi celesti angelici, temperamento tostissimo, dopo aver fatto una domanda al Cavaliere lo rimbeccava ironica: «Vorrei da lei più pragmatismo»”. E’ la stessa che è caduta nel banale trabocchetto di Santoro chiedendo le dimissioni di Dell’Utri. La stessa che in aggiunta ad abbagliare con gli occhi azzurri quel birichino di Luca Telese lo ha anche stato colpito con frasi tipo «Lui, quando viene da noi, forse crede di trovarsi di fronte a una platea di ragazzini e non sa che qui c’è gente che fa politica da 15anni anche se ne ha solo 30, e che legge quattro quotidiani al giorno». Poi al genero di Bianca Berliguer è anche piaciuta la maglietta della festa di Carolina in cui c’è scritto “Quello che ami veramente rimane, il resto è scorie”. Boh, mi sembra ci sia tutto per dire che leggere quattro giornali non fornisce certo l’intelligenza e la capacità di capire quali possano essere le conseguenze di certe “giovanili” affermazioni.

  3. Profonda stima.O non conosce
    Profonda stima.O non conosce quello di cui parla o si trova nel partito sbagliato.Almeno spero.

  4. Onore ad Arrigoni, baluardo
    Onore ad Arrigoni, baluardo di libertà in terra occupata da invasori. Amico del popolo oppresso e dei nobili combattenti della resistenza palestinese contro i soprusi del nazisionismo!

  5. All’ignobile, perché Anonimo!
    La Cagoule, Comité secret d’action révolutionnaire, era il braccio armato del movimento ultra-nazionalista e fascio-friendly, Action française. Il gruppo in questione aveva appunto la caratteristica della segretezza e i suoi membri indossavano un cappuggio – la cagoule – quando si lanciavano nelle loro ‘prodi’ azioni violente (la più nota delle quali fu l’uccisione dei fratelli Rosselli in terra d’oltralpe). Quelli della cagoule, insomma, andavano coperti a uccidere e a compiere le loro azioni vili. Proteggevano la propria identità, per non essere arrestati, processati e incarcerati. Per farla breve facevano parte di quella lunga schiera di persone che nella storia hanno abbracciato la violenza per il ‘bene’ (sic!) superiore, la Causa, accoppando e trucidando. Di gruppi politici che abbracciano la clandestinità, è pieno il mondo (vedi al-qaeda). Oltre alla Cagoule, le Br, addirittura il Ku Klux Clan avevano la stessa abitudine: tutti a proteggere la propria identità, a negare la propria responsabilità!!! Problema maggiore quello della RESPONSABILITA. Domanda: perchè il minus habens che parla di ‘nazisionismo’, non ci dice il suo nome? Perchè individui come ‘Anonimo’ che osano promuovere equazioni ignoranti, miserrime e quanto mai immorali per un europeo (come se l’è raccontata la storia patria ‘Anonimo’: “Se fossi vissuto da adulto tra il 1937 e il 1945 sarei stato partigiano e non avrei accoppato gli ebrei o non avrei collaborato con i nazisti per farli morire nei campi?”, Un po’facile non le pare? E comunque da come scrive propendiamo a ritenere che avrebbe certamente trovato un impiego al ministero della propaganda); perchè, dicevo, Anonimo, e con lui/lei, tante persone, non si assumono la responsabilità di firmare le proprie parole, verità o putride fesserie – come quella che descrive Israele come patria di ‘nazisionisti’ – che in tempi digitali, fanno più danni dei proiettili? O forse, Sig. Anonimo, siamo già alla clandestinità?

  6. “atomo opaco del male”
    Egregio E. Ferrazzani 20/04/11 12:53, glie lo dico io perché non scrivono il loro nome: perché non ha valore alcuno.

  7. Arrigoni e i giovani del PdL – commento all’articolo di Santoro
    Nessun argomento è in grado di far affiorare con tanta chiarezza le contrapposizioni tra liberali e conservator-liberali da una parte e neo- e postfascisti dall’altra quanto Israele, i territori occupati, Arrigoni ecc. Probabilmente il PdL ha imbarcato con troppa leggerezza fascisti e neofascisti, che evidentemente non se ne sono andati tutti via con futuro e libertà.

  8. un richiamo irresistibile che viene da lontano..
    Secondo me non deve stupire troppo, purtroppo: chi non ha in sé una cultura identificabile come moderata e liberale e conserva, per percorso proprio, un’identità più estremistica,
    in certe occasioni avverte il “richiamo della foresta” o comunque, si cerca uno spazio, un contesto dove incanalare l’estremismo che fu e che in modo affettivo, proietta l’ideologia a cui fa riferimento, anche nei suoi connotati odiologici,

    l’odio che come una droga, è sempre una tentazione, stimola quella percezione di sentirsi più vivi, appassionati..

    Ma non è importante se l’estremismo è rosso o nero, sinistra o destra come collocazione radicale, anzi,

    in alcuni contesti si vede anche bene che la distinguibilità è più che altro formale, ma non più ben leggibile sostanzialmente.
    E difatti c’è una convergenza dei radicalismi spesso sorprendente.

    Per dire: quando Ahmadinejad organizza appuntamenti mondiali contro il negazionismo, dando accoglienza alla creatività artistica culturale a tema, appuntamento strumentale di rinforzo al disprezzo per Israele ed il suo contenuto vivente,

    si osserva che radicalisti di estrema destra o estrema sinistra, neo-nazi o vetero-comu, post fasci….

    possono convergere, da ogni parte del mondo, nell’idillio odiologico a senso unico: daje all’ebreo.

    Poi c’è chi ha il vezzo di voler distinguere quello che spesso è solo una mimesi funzioanale alla presentabilità (agli occhi occidentali, in Medio Oriente non occorre): è contro il sionismo, non contro ebrei, israeliani, ma solo contro il sionismo.

    Detto questo tutto a posto, si promuove l’odiologia a senso unico che nella concretezza non distingue per niente.

    E ciò che ci sembra incredibile, improbabile, si verifica ampiamente.

    Per dire: l’Onu. Ahmadinejad che è il testimone-divulgatore ufficiale-diplomatico dell’odiologia dell’islam radicalista degli Ayatollah iraniani,

    può arrivare a delegittimare l’Onu all’Onu senza grandi problemi e riconosciuto come interlocutore affidabile ed attentibile, farci un simposio sulla questione dei diritti umani, delle discriminazioni (d’altra parte la Cina ha diritto di veto ed allora vabbé…
    La questione di Israele resta un terreno utile dove incanalare e far esprimere le pulsioni radicali ed estremiste, è la palestra dove andare a prendere a pugni il sacco, è il cacciatore che in imbarazzo per l’esercizio in Italia, se ne va nei balcani a sparare in pace senza rottura di balle con sensibilità ambientaliste
    ed anche il moderato acquisito e proveniente da un percorso affatto moderato e liberale, va sul sicuro più o meno, se si unisce alla battuta di caccia contro Israele,
    c’è sempre posto, a destra e sinistra che sia,
    contro Israele, la riserva di caccia è sempre quella ed è anche semplice, perché offre dei percorsi di sintesi straordinarie:
    è atto di guerra, attacco ecc, solo se spara israele. Dall’altra parte si può sparare missili per mesi, organizzare attentati terroristici serenamente, ma non si considera un atto di guerra, né un conflitto iniziato, un atto belligerante e nemmeno terroristico perché, si scopre,
    che il “reato”, l’attacco, la guerra, il conflitto, decorre dal momento in cui Israele reagisce e non giù da quando, che so, è Hamas che spara missili o anche Hezbollah, è lo stesso. E naturalmente è attentato terroristico solo se è attività di Israele, quale che sia, perché altrimenti trattasi di resistenza.
    Così pure un’altra sintesi è che i “ben informati” sanno che c’entra Israele, che è lì la colpa, la causa tremenda, la responsabilità autentica. Sempre.
    Anche quando la realtà manifesta sembra dire tutt’altro (vedi caso Arrigoni), anzi, sopratutto quando sembra tutt’altro, si va sul sicuro che è colpa di Israele ed il fatto che sembri altro, è prova provante della sua responsabilità.
    Diversamente affermando, non si più “ben informati”.
    Ed altre straordinarie sintesi per cui anche le più fantasiose ed ardite speculazioni dietrologiche, sono possibili solo nell’assunto che occorrano a dimostrare, anzi, a confermare che è colpa di Israele.
    E’ una riserva di caccia ed un’attività che è molto seducente per chi porta con se, un’inclinazione o un’affettività ideologica estremista, al richiamo antico non resistono.
    Ma oggi è presentabile grazie ad un superamento degli schemi ortodossi, ad una trasversalità convergente.

    Ed anzi, fa pure figo: fa tanto umanitario impegnato su tematiche extranazionali e addirittura può fregiarsi della spilletta di pacifista (anche arcobalenata, cosa si vuole di più).

    ABC

  9. Grazie Carolina
    “Seppur divisi dalle idee politiche, non possiamo nascondere la nostra profonda stima per la causa che Arrigoni portava avanti. Anche noi sogniamo la libertà del popolo palestinese che, come tutti i popoli, ha diritto a una terra e a una patria dove vivere in pace. Arrigoni aveva il merito di raccontare ciò che tanti media nascondono sul conflitto israelo-palestinese.” Una vera donna di destra. E vergogna a coloro che non condividono parole così umane e liberali.

  10. i morti pesano ,non si contano
    messaggio preventivo
    situazione in nigeria
    nei giorni scorsi ,a seguito della vittoria elettorale del candidato cristiano ,una mandria di cristiani inferociti ,che voleva la sharia ,ha attaccato le case dei musulmani e dei cristiani che non hanno votato il candidato mussulmano ,a questo punto ,i musulmani bravi che avevano votato il candidato mussulmano ,sono scesi tutti in piazza con tutta la pazienza e calma tipica della loro indole,e hanno cominciato a parlare coi cristiani incazzati,dicendo che non era il caso,di fare così ,e che anche il vincitore cristano poteva andar bene,ma loro niente,i cristiani al grido di allaà akbar e vogliamo la sharia ,hanno cominciato a menà anche i musulmani bravi ,a quel punto,è arrivato un mussulmanino piccolo piccolo ,che ha messo in giro la voce che il presidente cristiano eletto aveva avuto dei trisavoli ebrei,e li allora è stata l apoteosi galattica ,tutti ,ma proprio tutti i cristiani inferociti ,quelli bravi che avevano votato il candidato mussulmano i musulmani bravi che avevano votato il candidato cristiano e quelli cattivi che avevano votato il candidato cristiano ,si sono lanciati all assalto dell ebreo e dei 4 gatti che gli erano rimasti fedeli ,che sono ancora asserragliati li dentro.certo fino a che arriverà l onu che borbanderà a puntino il palazzo ,e così i ribelli ormai diventati amici potranno dividersi il petrolio il potere e le donne ,beh non tutte perché ai musulmani ne spettano di più ,perché devono allenarsi per le olimpiadi di gnocca in paradiso ,però fa niente i cristianucci si accontentano.
    ma cosa mi dicono ritvan,aa,e pierpaolo,hò fatto un po’ di confusione,no è il lambrusco che mi ha consigliato ritvan,e che le notizie arrivano col contagocce così a metterle insieme è un casino .
    ma che fanno i giornalisti o santoro sono tutti a scrivere di arrigoni ?

  11. parole, parole, parole…
    ItalianoGrazieCarolina,

    quello che però è emerso guardando un po’ meglio oltre la superficie, non è esattamente la proposta di valori liberali ed “umani” (mi pare che ultimamente il termine “umanità” ed “umanitario” sia relativizzabile per affermare tutto ed il contrario di tutto).

    Emergono delle contraddizioni che mi sembrano sottovalutate.

    Per esempio, restando ai valori liberali, è proprio Israele che rappresenta la realtà più significativa, se non l’unica di realtà liberale circondata da un mare di illiberalità che, difatti, lo detesta ritenendolo corpus alieno e dunque illegittimo.

    Così come, a ben vedere, il chiaro solidarismo (acritico) con progettualità come quelle di Hamas (che difatti, lo hanno celebrato come martire della causa), non quadra granché nemmeno con chi definisce il proprio attivismo come pro-palestinesi,

    ma la definizione è un po’ approssimativa, inadeguata al di là delle auto-investiture formali, perché poi guardando alla sostanza scopriamo che
    non è per i “palestinesi”, quanto piuttosto l’investimento per i “palestinesi contro Israele” e non necessariamente coincidono i termini, perché c’è una condizione riduttiva di progettualità rispetto alla condizione “per i palestinesi”, che invece in “palestinesi contro Israele” investe a senso unico nella conflittualità, esaltandola e da esaltati (non nella pace).

    E così si può meglio comprendere perché Arrigoni contesta duramente Saviano che, appunto, risulta più ispirato dai valori liberali di quanto mai possa Arrigoni nella sua scivolosa ambiguità nel solidarismo con organizzazioni come Hamas (che non mi pare modello di proposta liberale, ma piuttosto con definizione e ragione sociale per combatterla).

    Una vera donna di destra, dice…

    Non so. Non sono una donna e non ho ben chiaro fino a qual punto si possa dirsi di destra se ci si ispira a valori liberali moderati,
    mentre risulta più chiara la riconoscibilità se si tende verso l’illiberalità, il radicalismo, l’estremismo,
    insomma, se si è TROPPO di destra.

    In questo caso sì, può emergere una convergenza anche con la progettualità di Hamas e contro Israele,
    si può rintracciare insomma, un comune denominatore nell’essere troppo di destra e fascisti in cui è possibile, nella radicalizzazione, rintracciare valori condivisi con la radicalizzazione sinistra.

    L’Iran degli Ayatollah, di Ahmadinejad, per esempio, incassa le simpatie dei radicalismi di ogni tipo: teologico ed ideologico, compresi quelli troppo di destra e troppo di sinistra, dai neo nazi ai comu neo o vetero.

    Non mi riconosco nelle parole della “vera donna di destra” che cita, perchè poi guardando oltre la superficie, beh, son parole che si traducono concretamente in modo diverso, dunque mi sembra una copertura di ambiguità formale che non definisce adeguatamente la realtà nella sostanza: grattando poi si vede altro da quel che si dice.

    Insomma, son solo parole, parole, parole..

    E non mi vergogno di non condividere, però la pretesa che debba farlo, già in sé, mi pare ispirata ad una cultura di ambigua liberalità….

    ABC

  12. Solo un’occhiata…
    Trattandosi di Arrigoni, di cui ero amico, mi corre obbligo dire qualcosa, e lo faccio come (ex)militante e (ex)dirigente del PdL, se ancora ne è rimasto qualcosa o se durerà ancora un po’ di tempo. Ormai conoscendo Santoro, per alcune cose che ho già letto, non mi sorprende che partecipi, diciamo ad una campagna se non di diffamazione verso la limpida e fulgida figura di Vittorio Arrigoni, certamente verso un suo ridimensionamento, che ci esima dall’interrogarci seriamente sulla nostra politica estera, del tutto sfuggita al popolo italiano e caduta in mano ad una Lobby, quella che due sociologi americani chiamano “Israel lobby”, per non dire “lobby ebraica”, ed in questo modo far scattare la rituale accusa di antisemitismo. Credo che Vittorio Arrigoni NON debba essere difeso davanti a Santoro ed alla truppa del sionismo agit-pro. Questi possono fare solo ciò che è nella loro natura ed è bene lasciarglielo fare senza dare loro nessun peso: la morte è una cosa seria e non saranno costoro a farci ricredere nella nostra stima di Vittorio. Possiamo discutere sulla partita di calcio, ma considereremmo offensivo per Vittorio discutere con simile gente, che lo ha sempre “odiato” (!), della sua morte e delle circostanze della sua morte. Per le quali circostanze io ritengo responsabile unicamente lo stato criminale di Israele ed il sionismo. La storia dei salafiti non mi interessa. Il Mossad e l’Hasbara la cucinino pure in tutte le salse: io so per quali motivi Vittorio stava a Gaza e chi soltanto poteva avere interesse alla sua morte e gioire della sua morte, come ha pubblicamente ammesso un noto anglo-ebraico. Altro non mi occorre sapere.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here