L’Europa deve dire che i turchi dell’IHH sono un gruppo terrorista
30 Luglio 2010
L’Unione Europea a volte manifesta un atteggiamento ondivago verso Israele e la questione israelo-palestinese. Pochi giorni fa, il Consiglio dei diritti umani della UE ha nominato i componenti della commissione di esperti che dovranno accertare le eventuali violazioni del diritto internazionale avvenute nell’abbordaggio della nave Marmara avvenuto lo scorso 31 maggio da parte dei commando israeliani, che si concluse con la morte di 8 “pacifisti” turchi decisi a forzare il blocco di Gaza. Alla nomina della commissione si sono opposti gli Stati Uniti, l’Italia e i Paesi Bassi.
Ma ieri il Washington Post ha pubblicato un articolo che per una volta dovrebbe sfatare i dubbi sulla lealtà verso l’alleato israeliano, e protagonista anche in questo caso è il governo italiano. Un gruppo di nostri parlamentari ha appena presentato un’iniziativa per far sì che la sigla IHH (Insani Yardim Vafki), il gruppo di attivisti islamici imbarcato sulla Marmara, venga inserito nella lista delle organizzazioni terroriste stilata dall’Unione Europea. Promotrice dell’iniziativa è la vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, l’onorevole Fiamma Nirenstein, e un’altra pattuglia di parlamentari che raccoglie Enrico Pianetta, Guglielmo Picchi, Antonio Martino, Gennaro Malgieri, con il sostegno del leghista Massimo Polledri.
“La natura fondamentalista dell’organizzazione IHH è stata documentata da numerose dichiarazioni che incitavano al martirio e alla distruzione dello Stato di Israele”, ha detto la Nirenstein, spiegando che ci sono indagini e report che dimostrano il coinvolgimento dell’IHH nel terrorismo globale e altrettanti video e documenti che ne attestano l’attitudine jihadista. L’IHH ha degli evidenti rapporti con Hamas e con altre organizzazioni affiliate ai Fratelli Musulmani.
Il ministro Frattini dovrebbe dare una risposta all’iniziativa parlamentare dei deputati italiani entro la fine della prossima settimana, ma, comunque vada, l’idea di far rientrare l’IHH fra le organizzazioni terroriste della lista europea sarebbe un buon modo per “battere un colpo” e inviare un segnale a Gerusalemme: se pure Bruxelles proseguisse sulla strada della commissione d’inchiesta, i singoli rappresentanti dei parlamenti nazionali non saranno tutti appiattiti sulla stessa posizione.
Il Washington Post segnala che altri Paesi si stanno muovendo nella stessa direzione. La Germania ha vietato le attività dell’IHH. Il coordinamento delle organizzazioni non governative tedesche contro l’antisemitismo ha chiesto ad Angela Merkel di inserire la sigla turca fra le organizzazioni terroriste. Così, per una volta, potrebbero essere proprio i Paesi europei a spingere il Presidente Obama a inserire l’IHH nella lista gemella stilata dal governo Usa, così come chiede un gruppo bipartisan di senatori americani.
