L’Europa, gli Usa e le scelte difficili su Teheran

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L’Europa, gli Usa e le scelte difficili su Teheran

27 Ottobre 2007

Ora che le nuove sanzioni contro il governo di Ahmadinejad sono in piedi, si tratta di implementarle effettivamente e questo richiederà ai leader politici europei di fare scelte difficili: mettere Teheran nella lista degli “stati canaglia” equivale infatti a chiudere definitivamente i rapporti diplomatici.

Alcuni critici sono scettici sull’effettiva validità delle sanzioni come giusta contromisura alle iniziative peraltro sballate dell’Iran sul piano del conseguimento dell’energia atomica. Si teme che queste multe ed embarghi possano colpire il bersaglio sbagliato: il popolo iraniano.

Così Fareed Zakaria sul Newsweek della scorsa settimana in merito alle sanzioni contro uno stato, che secondo lui in certi casi possono essere dannose come lo sono state nei confronti della popolazione della Birmania, per esempio.

Anche Alex Bigham, esperto al Centro di Politica Estera di Londra, intervistato dal Los Angeles Times è sulla stessa linea d’onda: “renderà le cose ancora più difficili”, ha dichiarato Bigham riferendosi alle negoziazioni sul nucleare con Teheran.

L’esperto londinese a poi sottolineato che, “una cosa è mettere un’organizzazione sulla lista dei terroristi, un’altra è toglierla”. In questo caso Bigham si riferiva alla decisione da parte del governo Usa di considerare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche come un ente terrorista. Visto che fanno capo a Khamenei, leader religioso supremo dell’Iran, la mossa statunitense dichiarava in pratica lo stesso governo di Ahmadinejad come terrorista.

Anche secondo Thierry Colville, dell’Istituto di Relazioni Strategiche Internazionali di Parigi crede che sarà problematico d’ora in poi trattare con Teheran: “L’idea che ci sia una chiara e netta separazione tra la popolazione [iraniana] e le guardie rivoluzionarie islamiche è del tutto sbagliata”, ha dichiarato l’esperto parigino all’LATimes.

In pratica, i capi politici europei, pur appoggiando le considerazioni americane in materia di sicurezza internazionale sono titubanti nel chiudere del tutto ai rapporti con Teheran, soprattutto per motivi di business.