L’Europa può aiutare gli Usa a uscire dalla crisi?

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L’Europa può aiutare gli Usa a uscire dalla crisi?

30 Settembre 2008

Dopo giorni in cui intere pagine dei giornali finanziari analizzavano fin nei minimi dettagli i possibili benefici del mega piano di salvataggio di Wall Street, quei 700 miliardi di dollari chiesti da Paulson al Congresso, eccoti un bel NO secco che affonda ulteriormente la speranza di uscire presto da una crisi di proporzioni inimmaginabili.

Non sono bastati ai legislatori, molti ansiosi di tornare nelle loro constituencies per essere rieletti nella tornata di novembre, l’assenso a denti stretti dato al piano da entrambi i candidati presidenziali. Evidentemente è prevalso il disgusto di chiedere questa montagna di soldi ai contribuenti onesti chiamati a pagare i folli errori di una minoranza di scriteriati (e miliardari) finanzieri di assalto.

Smentendo tutte le previsioni della vigilia, Paulson in ginocchio di fronte a Nancy Pelosi ha fallito l’obiettivo. Impossibile prevedere cosa succederà dentro la crisi più grave che ha colpito l’economia americana, una sorta di 9/11 fatto in casa e le conseguenze, pessime, che di rimbalzo colpiranno un po’ tutto il sistema bancario anche europeo.

Nel frattempo si erano levate molte ed autorevoli voci che consigliavano addirittura un ritorno al keynesismo, una più saggia regolamentazione e udite udite un maggior ruolo ai governi.
Una sorta di epitaffio per il capitalismo americano, per il laissez faire, per il mito del mercato globale senza limiti e senza regole? Tutto è possibile.
 
Viene il dubbio che tra i timori di molti politici americani di scivolare, grazie al maxi intervento pubblico, verso una forma larvata di “socialismo” e la ragionevole ricerca per arrestare la valanga, forse la Old Europe, con i suoi piedi di piombo e metodi ritenuti fino a ieri antiquati, qualche lezione questa volta potrebbe proprio impartirla.