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Lo scandalo che ha travolto il ministro della Difesa inglese

Liam Fox si ricrederà sul detto “chi trova un amico trova un tesoro”?

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“Serious mistakes”. Così il premier inglese David Cameron ha definito la condotta del ministro della Difesa britannico, Liam Fox, in questi giorni nell’occhio del ciclone a causa di un giovane amico che da outsider è diventato troppo ingombrante, per non dire un “affare di stato”.

Il ministro è accusato dalla stampa d’Oltremanica, in particolar modo dal Guardian che con uno scoop dello scorso agosto ha tirato fuori gli scheletri dall’armadio di Fox , di aver permesso ripetutamente al suo ex coinquilino e testimone di nozze Adam Werritty, 34 anni, di entrare nel quartier generale della Difesa  e di averlo lasciato partecipare a incontri internazionali in cui si presentava come “advicer” senza, nei fatti, ricoprire alcun incarico ufficiale. Tutto questo senza essere mai stato sottoposto alle procedure di controllo obbligatorie.

Così, ieri pomeriggio il capo della Difesa britannica è finito sul banco degli imputati e con due ore di interrogatorio ha dovuto chiarire se con la sua condotta avesse compromesso la sicurezza nazionale e infranto il codice di comportamento richiesto a un ministro.

“Ho sbagliato a permettere che le mie responsabilità professionali si mischiassero alla mia lealtà personale a un amico e per questo chiedo scusa”. Con questo accorato mea culpa al cospetto del Parlamento inglese, Fox ha messo in atto l’operazione salva- reputazione e, soprattutto, salva-poltrona, ammettendo di aver incontrato Werritty per ben 40 volte, 22 incontri al ministero e 18 in viaggi all'estero, durante il suo mandato, ma insistendo sul fatto che si sarebbe trattato sempre di semplici “short social meetings” e non di affari. Dunque nessun torbido legame d’interessi, nessuno scambio di favori, nessun espediente messo in atto da Werritty per ottenere privilegi o commesse. Niente di tutto ciò, nonostante alcuni particolari (la professione dell’amico in questione, consulente nel campo, guarda caso, della difesa) facciano pensare al contrario.

I centoventi minuti di domande dei deputati presenti ieri in Parlamento hanno, comunque, affrancato Fox, che almeno per il momento rimarrà seduto al suo posto, soprattutto grazie al supporto dello stesso Cameron che gli ha espresso piena fiducia: “Dr Fox had given a good account of himself”.

Sarà, ma sul caso pesano ancora molti interrogativi: il discusso incontro ufficiale in Sri Lanka durante il quale i due avevano incontrato ministri del governo di Colombo, diffuso su internet dal blogger italiano Filippo Sensi. Ancora, un incontro a Dubai, datato 2007, quando Werritty andava distribuendo in giro biglietti da visita che lo presentavano come “consulente del ministro della Difesa” a tutti gli effetti e in occasione del quale sarebbe stata discussa una grossa commessa. Agli interrogativi si aggiungono anche le recenti pesanti accuse del quotidiano Daily Telegraph secondo cui Werrity sarebbe stato pagato con denaro dei contribuenti.

Di carne al fuoco ce n’è ancora tanta, insomma, e l’ennesimo scandalo made in Uk sembra essere stato tutt’altro che archiviato con un interrogatorio. Staremo a vedere se il 21 ottobre prossimo, quando verrà presentato il rapporto sull’inchiesta relativa al comportamento di Fox, Cameron passerà dalla linea di difesa a quella di attacco dell’attuale ministro della Difesa, che a quel punto dovrà essere rimpiazzato con qualcun altro. Allora probabilmente Fox confiderà meno nel detto “chi trova un amico trova un tesoro”, perché nel suo caso gli ha portato solo guai…

 

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