Libano. Sparatoria in campo profughi: due vittime
16 Febbraio 2010
di Redazione
Due morti, tra cui una donna, è il bilancio degli scontri armati scoppiati nelle ultime 24 ore in un campo profughi palestinese a sud di Beirut. Lo riferiscono stamani i media libanesi e panarabi.
Secondo il quotidiano al Hayat, Abed Fedda, miliziano di Fatah al Islam, gruppo fondamentalista ispirato ad al Qaeda, ha aperto il fuoco ieri sera nel campo di Ayn al Helwe, nei pressi del porto meridionale di Sidone, contro il siriano Muhammad Tamim, uccidendolo sul colpo. Tamim era ufficiale di Fatah, il partito del presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen).
Nella sparatoria che ne è seguita, afferma il giornale francofono L’Orient-Le Jour, una rifugiata palestinese del campo, Nejme Yussuf, è rimasta uccisa da una pallottola vagante. Il quotidiano aggiunge che negli scontri sono state usate armi leggere assieme a lanciarazzi e bombe a mano. L’episodio si è verificato ai margini del campo, nel settore di Hayy Taamir, tradizionalmente abitato da famiglie di miliziani integralisti in conflitto con la dirigenza di Fatah.
Secondo gli accordi del Cairo del 1969, ancora oggi in vigore, tra governo di Beirut e milizie palestinesi, l’esercito libanese non può entrare nei campi profughi palestinesi, ma si limita a pattugliarne il perimetro e a controllarne gli accessi ufficiali. Nell’estate 2007, circa 400 persone erano rimaste uccise nelle battaglie combattute dall’esercito libanese contro miliziani di Fatah al Islam arroccati nel campo profughi di Nahr al Bared, nei pressi del porto settentrionale di Tripoli.
