Libia. Bombe su Brega. Da oggi al via la missione italiana
04 Marzo 2011
di Redazione
L’emittente tv al Arabiya ha reso noto che le forze del leader libico Muammar Gheddafi hanno bombardato di nuovo il terminal petrolifero di Brega, nell’est del paese. Secondo quanto dichiarato in un’intervista a Sky News dal secondogenito del Raìs, Saif al Islam, il nuovo bombardamento si sarebbe reso necessario per "costringere" i ribelli a ritirarsi.
Nel frattempo Obama ha lanciato un avvertimento al Colonnello. "Vogliamo una capacità di intervento rapido, senza escludere nessuna opzione, neanche quella militare", ha detto il presidente Usa.
L’opposizione libica che controlla Bengasi ha fatto sapere intanto che non intende negoziare con il regime di Tripoli fino a quando Muammar Gheddafi non lascerà la guida del Paese. Il Consiglio nazionale libico ha inoltre chiesto l’intervento straniero per fermare i raid aerei contro i rivoltosi, stando a quanto riferisce la Bcc. Intanto, a Tripoli alcuni abitanti hanno chiesto di tenere oggi nuove proteste contro il regime, dopo la tradizionale preghiera del venerdì.
A una mediazione pensano invece altre forze. La Lega Araba sta valutando da parte sua la proposta di mediazione internazionale alla crisi politica avanzata dal presidente venezuelano Hugo Chavez, rifiutata però "categoricamente" dall’opposizione. Caracas aveva già reso noto che sia il governo libico che la Lega Araba erano "interessati" al progetto di mediazione internazionale: la proposta sarebbe stata discussa personalmente dal presidente venezuelano con il leader libico Muammar Gheddafi; Chavez ha inoltre criticato qualsiasi ipotesi di intervento militare internazionale in Libia, che costituirebbe a suo dire "una catastrofe".
Sulla crisi libica è intervenuto stamane a Radio 24 il ministro degli Esteri, Franco Frattini secondo cui l’opzione militare in Libia non va "considerata con leggerezza": "Solo chi non conosce per niente il mondo arabo – è l’opinione del ministro degli Esteri Franco Frattini – può parlare con leggerezza di un’azione nel cuore del mondo arabo da parte di militari occidentali". Frattini ha ricordato che l’ipotesi di un’opzione militare in Libia necessita di "mandati precisi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e della Nato" ma, soprattutto, ha puntualizzato il ministro, vanno tenute nella debita considerazione le "parole molto chiare della Lega Araba" che ha detto: "Gli occidentali non entrino con militari, eserciti o forze armate".
Il capo della Farnesina ha fatto sapere che il primo team di esperti della Farnesina e della Protezione Civile che deve preparare la fase operativa della missione umanitaria italiana a Tunisi è già operativo sul campo e sta verificando il luogo fisico dove montare le tende per assistere i migliaia di profughi scappati dalla Libia.
