Libia. Capo Gheddafi in Francia per contrasti con il leader

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Libia. Capo Gheddafi in Francia per contrasti con il leader

03 Dicembre 2010

Si fa sempre più fitto il mistero sulla vicenda di Nuri El-Mismari, capo del protocollo del leader libico Muhammar Gheddafi, arrestato nei giorni scorsi a Parigi, dove si era rifugiato, in seguito a una rogatoria promossa da Tripoli con l’accusa di uso illecito di fondi pubblici.

La sua fuga in Europa e il suo conseguente arresto potrebbe infatti rientrare nella lotta di potere in corso in Libia tra la vecchia guardia, capeggiata dal premier Baghdadi Ali al-Mahmudi, e la nuova guidata dal figlio del colonnello, Seifulislam Gheddafi. Non a caso, anche questa crisi, come quella scoppiata all’inizio del mese con l’arresto dei 20 giornalisti che lavoravano per Seifulislam, ruota attorno alla nascita di un organo di informazione.

Secondo fonti citate dal quotidiano arabo ‘al-Asharq al-Awsat’, in un primo momento el-Mismar aveva fatto sapere che si sarebbe trasferito in Egitto subito dopo aver raggiunto l’età della pensione. A fargli cambiare idea e spingerlo a spostarsi verso uno dei paesi europei sarebbe stato un forte contrasto sorto con il leader Muammar Gheddafi sulla gestione di un nuovo canale televisivo ‘all news’ che Tripoli ha messo in cantiere da diverso tempo.

Ufficialmente il funzionario aveva fatto sapere di recarsi in Francia per sottoporsi a cure mediche, ma in realtà si ritiene che sia fuggito dopo essere entrato in rotta di collisione con il leader libico sull’uso dei fondi per la nascita di questa emittente. Fonti interne alla diplomazia libica, citate dall’agenzia del figlio di Gheddafi ‘Libya Press’ e considerate quindi vicine alla nuova guardia, sostengono però che el-Mismar sarebbe nient’altro che una vittima di un complotto ordito da alcuni organi della sicurezza di Tripoli.

L’anziano funzionario è accusato di aver gestito in modo improprio un fondo di milioni di euro creato con gli investimenti di diversi uomini d’affari europei per la nascita della nuova emittente televisiva. Essendo stato molto vicino al leader libico, ha potuto seguire sin dall’inizio il progetto televisivo, del cui fallimento ancora oggi non sono chiari i motivi.

I contorni della vicenda risultano oscuri anche ai suoi familiari, i quali erano convinti che el-Mismar, avendo raggiunto i 69 anni, aveva deciso di ritirarsi in pensione in una villa alla periferia del Cairo. "Ha lasciato la Libia all’improvviso e poco dopo sono circolate voci su un problema sorto tra lui e le autorità per il denaro della tv – spiega il politologo libico Ibrahim Amish – si tratta di un caso emblematico della situazione in Libia, perché questo funzionario è a conoscenza di molti segreti che riguardano la Libia negli ultimi 50 anni, come quello della scomparsa dell’imam sciita libanese Musa Sadr e del carcere dei salafiti di Abu Salim".

Forse non è un caso che nei giorni della sua fuga verso Parigi l’agenzia ‘Libya Press’, vicina a Seifulislam Gheddafi, rendeva noto che "el Mismar è partito per la Francia a causa di un deterioramento delle sue condizioni fisiche. Dovrà sottoporsi a un’operazione al cuore e non ha intenzione di fuggire né di ottenere asilo politico". Infine, fonti di ‘al-Sharq al-Awsat’ rivelano che l’anziano funzionario, una volta giunto a Parigi, avrebbe telefonato a uno dei figli di Gheddafi, dicendogli «di essere vittima di un complotto della sicurezza libica che non sopportava i rapporti privilegiati con il colonnello".