Libia. Gheddafi accusa la Francia e apre ai ribelli di Bengasi
07 Marzo 2011
di Redazione
Il leader libico Gheddafi ha accusato la Francia di ”ingerenza” negli affari interni libici e ripetuto le accuse contro al Qaida, in un intervista alla tv France 24. Sull’appoggio di Parigi al Consiglio nazionale libico formato dagli insorti, Gheddafi ha commentato: ”Fa ridere, questa ingerenza. E se noi ci intromettessimo negli affari della Corsica, della Sardegna?”. Gheddafi ha aggiunto che in Libia si combatte contro al Qaida.’Il mondo- ha aggiunto – ha un’immagine deformata”.
Nel frattempo il regime di Tripolo manda in onda, su una delle tv di Stato, un vecchio simbolo del gheddafismo, Jadallah Azous al-Talhi. Quest’ultimo avrebbe aperto al dialogo con i ribelli del Consiglio Nazionale di Bengasi, sostenendo l’opportunità di "dare una possibilità al dialogo nazionale come soluzione per risolvere la crisi, per fermare lo spargimento di sangue ed evitare che gli stranieri vengano a prendersi il nostro Paese un’altra volta".
L’intervento viene considerato una implicita manovra da parte di Gheddafi, visto che senza avallo del colonnello e del suo entourage, la trasmissione non sarebbe stata possibile. Il Consiglio di Bengasi, per bocca di un suo portavoce, avrebbe bollato l’offerta come irricevibile: "Talhi è una persona che conosco bene e che gode di rispetto in Libia in quanto ha in passato tenuto testa a Gheddafi. Ma siamo sempre stati chiari sul fatto che qualsiasi trattativa non può prescindere dall’uscita del colonnello. Non ci può essere altro tipo di compromesso".
