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Libia, liberi due italiani della Bonatti. “Abbandonati da Isis senza cibo né acqua”

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La Farnesina conferma la liberazione dei due ostaggi italiani rapiti in Libia nel luglio scorso, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, tecnici della Bonatti come gli altri due nostri connazionali, Salvatore Failla e Fausto Piano, che mercoledì scorso sono stati uccisi in uno scontro tra forze di sicurezza libiche e miliziani islamisti nei pressi di Sabrata. "E' finita, è finita", ha detto il figlio di Pollicardo, annunciando la liberazione del padre, mentre la moglie dell'italiano rapito, commossa, ha affermato di averlo sentito a telefono.

 

I due tecnici della ditta Bonatti sarebbero stati abbandonati per una settimana, senza acqua né cibo, nella cantina di una famiglia di origine marocchina, che in queste ore è sotto interrogatorio. Ad affermarlo sarebbe stato il sindaco di Sabrata, Hosin al Dauadi, rivelando una serie di dettagli sulle ultime fasi del sequestro dei due italiani. "Sono stati trovati in una casa della localita' di Tallil, a circa 3 chilometri dal luogo dove sono morti i loro compagni giovedì", ha detto il sindaco.

 

Pollicardo e Calcagno, dunque, sarebbero stati individuati "lunedi scorso", sempre secondo il sindaco di Sabrata, quindi prima dello scontro a fuoco nel quale sono morti i loro colleghi. "Erano in una casa con una famiglia di nazionalità italiana e il Daesh li aveva lasciati da una settimana senza acqua ne' cibo. I due raccontano che potevano udire le voci della famiglia che parlava in arabo e francese". Il sindaco avrebbe mostrato alla stampa anche un messaggio scritto da Pollicardo in cui l'uomo annunciava la  liberazione: "Sono Gino Pollicardo e con il mio collega Filippo Calcagno oggi 5 marzo 2016 siamo liberi e stiamo discretamente fisicamente ma psicologicamente devastati. Abbiamo bisogno di tornare urgentemente in Italia".

 

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