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Libia, riconquistato porto di Sirte: Isis in fuga

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Le forze fedeli al governo di unità nazionale libico guidato dal premier Fayez Serraj hanno da poco annunciato la conquista del porto di Sirte. Intensissimi sono stati i combattimenti con i militanti dello Stato islamico. La battaglia per la riconquista della città, roccaforte dell'Isis in Libia, è iniziata nei giorni scorsi, grazie al supporto di raid aerei.

Il generale Muhamamd al-Ghusri, portavoce delle forze fedeli al governo, ha riferito che i leader più importanti dello Stato islamico hanno lasciato Sirte, fuggendo nel deserto verso sud, ma molti militanti restano nel centro della città sotto assedio.

Gli scontri delle ultime ore si sono concentrati intorno al Centro conferenze Ougadougu, che sotto il regime di Gheddafi veniva usato per gli incontri internazionali e, negli ultimi mesi, trasformato nel centro di comando dell'Isis.

 La notizia è stata confermata da fonti giornalistiche sul posto: forze filogovernative sono riuscite a penetrare attraverso le porte est e ovest della città, riuscendo a conquistare il porto. 

Era dallo scorso 4 maggio che l'offensiva dell'alleanza governativa delle milizie si preparava ad assaltare Sirte. Dal maggio 2015 nelle mani del ramo libico dell'Isis. L'ultima fase dell'offensiva è cominciata nel pomeriggio di venerdì, con un assalto alle installazioni portuali. Da lì le unità di fanteria sono riuscite a progredire nella notte fino a conquistare altre due importanti postazioni nella parte orientale e occidentale della città.


Nella loro avanzata, le truppe di terra, nella stragrande maggioranza provenienti dalle città occidentali hanno potuto contare sull'appoggio degli aerei ed elicotteri da combattimento, che hanno bombardato diverse postazioni jihadiste
Sul fronte orientale, e senza coordinamento con il resto delle forze, si preparava anche l'esercito regolare libico legato al generale Khalifa Haftar

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