Liechtenstein: 390 indagati fra contribuenti italiani
26 Marzo 2008
di Redazione
Trentasette Procure sparse in tutt’Italia indagheranno su 390 contribuenti italiani che disporrebbero
di conti bancari nel Liechtenstein e che sono accusati di avere reso false dichiarazioni al fisco italiano.
Lo hanno riferito
fonti giudiziarie.
Fra i 390 indagati, risultano esserci solo due fondazioni, dicono le fonti. Il resto degli iscritti nel registro degli indagati
sono persone fisiche, tutte identificate tranne una ventina.
La Procura di Roma ha avviato l’indagine dopo avere ricevuto notizia degli elenchi dei conti trovati in Liechtnstein
dall’Agenzia delle entrate, e ha disposto gli accertamenti che sono stati eseguiti dal nucleo della Guardia di Finanza.
Successivamente, i giudici capitolini hanno distribuito i fascicoli alle diverse Procure a secondo della residenza degli
indagati.
Il tribunale di Milano risulta avere iscritto 100 persone, Roma 60, Bolzano 40 e Firenze 20.
A parte due residenti a Napoli, a sud di Roma non risulta esserci alcun indagato.
Titolari dell’inchiesta presso la Procura di Roma sono il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Mario
Dovinola che, secondo le fonti, hanno intenzione di chiedere una rogatoria internazionale per ottenere ulteriori
informazioni sulle liste, acquisite dall’Agenzia delle entrate italiana tramite una collaborazione con le autorità tedesche.
Secondo le fonti, i depositi ritrovati nel piccolo principato partono da un minimo di 200.000 euro per arrivare ad un
massimo di varie centinaia di milioni di euro.
La Gdf sta verificando attraverso l’anagrafe tributaria se i fondi ritrovati risultano regolarmente indicati nelle denunce
dei redditi o sono stati nascosti al fisco italiano.
