L’incantatore irregolare che vedeva più lontano di tanti accademici paludati
08 Marzo 2009
di Redazione
Sul Corriere della Sera, Alberto Bevilacqua ricorda Gian Carlo Fusco (1915 -1984), con cui “ho percorso un buon tratto di vita”. A proposito dello scrittore spezzino, cita una frase: “Io ragazzo, tu ragazzino di bottega, per una storia del Novecento ancora tutta da scrivere, per una letteratura Italia che si sveglia a strappi”. Ben detto, no? Un irregolare che forse vedeva più lontano di tanti accademici paludati.
