L’incontro Monti – Merkel sarà centrale per trainare l’Europa fuori dalla crisi

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L’incontro Monti – Merkel sarà centrale per trainare l’Europa fuori dalla crisi

L’incontro Monti – Merkel sarà centrale per trainare l’Europa fuori dalla crisi

13 Marzo 2012

Alla terza, forse, ‘ci si fa’, come dicono in terre toscane. La visita ufficiale di Angela Merkel in Italia non è più solo un miraggio. E’ reale. La cancelliera tedesca, la matrona d’Europa (la c. Inc. del Cav.) incontrerà alle 17 di oggi il presidente Monti e in serata è previsto un colloquio anche con il presidente della Repubblica italiano, Giorgio Napolitano.

Una visita agognata quella della Merkel in Italia, da mesi rinviata per varie ragioni. Una volta il rinvio v’è stato, lo scorso Gennaio, per ‘colpa’ del presidente francese Nicolas Sarkozy, il quale all’epoca già senza tripla A e con dei rapporti con Frau Merkel non esattamente rosei, non se la sentiva di fare l’ennesimo summit a tre con l’Italia di Monti- peraltro molto più in sintonia con la Cancelliera tedesca che con l’inquilino dell’Eliseo (oggi in piena campagna elettorale).

Assodati i problemi di Sarkozy, e la sua impossibilità di stare fuori dalla Francia – presidèntielles obligent – la Merkel aveva poi deciso di prendere in mano la situazione in modo autonomo. Doveva essere in Italia già a metà Febbraio, ma poi, anche lì, c’è stata lo scandalo (ridicolo) che ha portato alle dimissioni di Christian Wulff, il presidente della Repubblica tedesca dimessosi per aver ricevuto un prestito da un amico a tassi favorevoli e oggi ritiratosi in convento. Era il 17 Febbraio.

Insomma, dopo un paio di mesi di tergiversazioni, tentennamenti, imprevisti politici, la cancelliera tedesca sbarca finalmente in Italia, la prima visita nell’era post-berlusconiana.

E mentre il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha affermato nella giornata di oggi che “[sulla crisi ] spetta ai governi completare l’operato della Bce” (e il leader del piccolo partito ‘La Destra’, Francesco Storace, dichiara che la cancelliera “dovrebbe essere presa a pomodori”, tanto per dare conto anche della strada), le aspettative salgono sui nodi che l’incontro tra Monti e Merkel sarà in grado di sciogliere nel grande calendario della crisi europea.

Dopo l’imposizione del ‘fiscal compact’ (con le eccezioni, diverse fra loro, britannica e spagnola) che dovrebbe accelerare su scala europea il rientro sul deficit al 3% sul 2012, resta insoluto il nodo dello European Stability Mechanism (Esm), al cui potenziamento il governo di Angela Merkel si oppone (non stupisce visto che si tratterebbe di far approvare a un già riottoso Bundestag, il parlamento tedesco, un nuovo esborso dalle casse federali tedesche).

In occasione dell’ultimo voto al Bundestag lo scorso 27 Febbraio per l’approvazione delle dotazioni tedesche alla seconda tranche di aiuti alla Grecia, dopo i diktat della troika Bce-Ue-Fmi, in seno alla Cdu, l’ala bavarese dei cristiani democratici tedeschi, i malumori si sono fatti sentire, anche durante il voto.

Anche per questo è difficile immaginare che la cancelliera tedesca si mostri disponibile – nonostante il fare suadente del premier italiano Mario Monti – a mettere ancora alla prova la tenuta della propria maggioranza per una soluzione, quella del fondo di stabilizzazione europeo, che ha già dimostrato di non convincere i mercati internazionali (il 16 Gennaio scorso lo Efsf, il fondo del Esm, sotto i colpi di Standard&Poor’s perdeva la tripla A per un AA+). 

Sul tavolo dell’incontro tra Monti e la Cancelliera sta anche il ‘Piano di sviluppo europeo’, la dichiarazione dei 23 capi di governo manifestatasi nella lettera Cameron-Monti-Rajoy et alia. Si tratta della risposta del resto dell’Europa continentale e insulare alle politiche di austerità patrocinate proprio dalla Germania (con a traino la Francia). Come il ‘Piano di Sviluppo’ europeo verrà declinato e quali saranno le proposte oggetto di discussione a livello europeo, non è ancora chiaro. Proprio la visita di oggi della Cancelliera tedesca nelle lande italiche dovrebbe far emergere qualche dato in più in questo senso. 

C’è poi il nodo sulla successione alla presidenza dell’Eurogruppo. Come noto il mandato dell’attuale presidente Jean-Claude Junker è agli sgoccioli e si vocifera che Mario Monti possa subentrargli. Si tratta di incassare il sì di Berlino. In ambienti governativi italiani le bocche, a quel che è riportato, rimangono cucite.

Quel che è certo è che, nonostante l’autorevolezza che, bon gré mal gré, il premier Monti si è conquistato in Europa e Berlino, forse il governo tedesco reclamerà per sé il comando dell’Eurogruppo, anche alla luce del fatto che a Francoforte, la sede della Banca centrale europea, siede un italiano, Mario Draghi. 

Un’indiscrezione, questa che vorrebbe Monti all’Eurogruppo, che cozza con le voci sinora circolanti che avrebbero voluto l’attuale presidente del consiglio italiano in corsa per la presidenza del Consiglio europeo nel 2013, oggi retto da Herman Van Rompuy, proprio nell’anno in cui il suo ruolo da premier tecnico ‘salva Italia’ sarà giunto a termine.