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L’India si prepara a scegliere il nuovo presidente

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Da alcune settimane è iniziata la battaglia per la nomina del nuovo presidente indiano che dovrà prendere il posto di Abdul Kalam, lo scienziato musulmano, "padre" del programma missilistico indiano. Il suo mandato scade il 24 luglio e non sarà rinnovato. Il candidato favorito, che è sostenuto dal partito di maggioranza del Congresso, è l'attuale ministro degli interni Shrivaj Patil.

Patil è un politico di professione "vicino" alla famiglia Gandhi, ma proprio per questo incapace di ottenere un consenso trasversale tra le forze politiche indiane. Gli stessi partiti comunisti, che appoggiano dall'esterno l'esecutivo, non sono d'accordo sulla scelta del settantunenne Patil, originario del Maharashtra, lo stato di Mumbai. Avrebbero preferito l'attuale ministro degli esteri Pranab Mukherjee, ma il Congresso ha fatto intendere di non potersi privare in questo momento del capo della diplomazia nominato lo scorso ottobre dopo quasi un anno di "reggenza" da parte del primo ministro Manmohan Singh.

 

Il secondo favorito invece l'attuale vicepresidente Bhairon Singh Shekawat, che si candida come indipendente e che sarebbe preferito dall'opposizione indù nazionalista del Bjp. Ma i giochi sono ancora aperti. E' cruciale il sostegno degli stati più importanti come l'Uttar Pradesh e del Tamil Nadu, guidati dai partiti regionali che costitituiscono una sorta di "terzo polo" nel sistema bipolare indiano.

 

In base alla costituzione indiana, il presidente ha un ruolo largamente cerimoniale. Svolge però un ruolo di mediatore nella scelta del primo ministro quando manca un accordo nella maggioranza. Può inoltre rimandare le leggi al parlamento, un potere che Kalam ha più volte utilizzato nei suoi cinque anni di mandato. Il "collegio elettorale", formato da "grandi elettori", ovvero da parlamentari nazionali e quelli dei 28 stati dell'unione indiana voterà il 19 luglio. Lo spoglio è previsto tre giorni dopo.

Il conteggio è complesso perché il voto dei deputati locali è proporzionato alla popolazione dello stato di appartenenza. Per esempio un parlamentare del piccolo stato del Sikkim conta 7 voti, mentre quello di uno del popoloso Uttar Pradesh conta 208 voti. Dopo settimane di convulse trattative, il Congresso ha ottenuto il sostegno di Mayawati, la donna leader dei "dalit", i fuoricasta, che ha vinto le recenti elezioni in Uttar Pradesh. Se Sonia Gandhi riuscirà a convincere gli alleati comunisti Shrivaj Patil può iniziare a traslocare dal ministro degli interni al confinante Rashtrapati Bhawan, il "Quirinale" indiano.

 

 

 

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